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Euro 2032, stadi e passione azzurra: cosa ci ha detto il ministro Abodi

In vista di Euro 2032 la FIGC proporrà una lista di 10 impianti prima della scelta da parte dell’UEFA dei 5 stadi italiani. Il colloquio con il ministro Andrea Abodi al Meeting di Rimini 

Nel 2032 l’Italia organizzerà gli Europei di calcio insieme alla Turchia. La condivisione tra più paesi degli sforzi organizzativi di manifestazioni sportive di questa portata si rende necessario per rendere sostenibili i gravosi costi di organizzazione. Obiettivo del nostro paese trasformare l’assegnazione dell’Uefa in un’eredità infrastrutturale per il Paese. Non a caso a essere impegnati in prima persona sono il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente della Figc Giovanni Malagò, il vertice del Coni Luciano Buonfiglio, il commissario straordinario per gli stadi Massimo Sessa e Michele Uva, Executive Director di Euro 2032 Italia.

L’ITALIA PROPORRÀ DIECI STADI PER EURO 2032

Il ministro Andrea Abodi, in un punto stampa nel corso del Meeting di Rimini, ci ha illustrato qual è lo stato dell’arte per il nostro paese e quali sono i prossimi passaggi. “Tra tre mesi l’UEFA dovrà, sulla base delle proposte che farà la Federcalcio entro un mese, decidere quali saranno i cinque italiani stati interessati” dalle gare europee. “La Federcalcio presenterà una lista che comprenderà anche alcune seconde scelte per mantenere comunque il numero elevato. Credo che alla fine verranno segnalati dieci stati, cinque saranno quelli che ospiteranno nel 2032”, ha spiegato Abodi.

A MAGGIO APRIRANNO I PRIMI CANTIERI PER GLI STADI DI EURO 2032

“Entro maggio del prossimo anno dovranno essere aperti i cantieri per gli stadi che verranno indicati. Sono molto fiducioso nella misura in cui il governo ha fatto un lavoro che mai in passato è stato realizzato, cioè non si sta lavorando stadio per stadio ma c’è un’operazione di sistema che ha coinvolto 16 infrastrutture che hanno presentato le credenziali”.

Un risultato possibile “grazie agli strumenti burocratico-amministrativi messi a disposizione del commissario Sessa, al portafoglio di strumenti finanziari che stiamo elaborando con il MEF e che presenteremo tra una decina di giorni”. Le infrastrutture contribuiranno, secondo il ministro, alla rigenerazione complessiva delle città.

IL NUOVO CORSO DELLA FIGC

Nell’attesa di Euro 2032 è il mondo del calcio italiano a essere cambiato, per lo meno nei suoi vertici. “Il nuovo corso della FIGC dipende soprattutto dalla capacità e dalla volontà della Federazione, l’autonomia è un valore molto importante. Di sicuro abbiamo alle spalle esperienze che hanno portato a delusioni e amarezze – ha ammesso il ministro Abodi -. Adesso mi auguro che tutto quello che succederà, che non dipende soltanto dal tecnico Mancini o dal direttore tecnico Ranieri, possa determinare un cambiamento nella competitività della nazionale e nella competitività anche del nostro campionato perché dalla qualità del campionato dipende anche la possibilità di selezionare atleti italiani”.

IL RITORNO DELLA PASSIONE PER LA MAGLIA AZZURRA

Oggi sono numerosi i calciatori italiani impegnati anche in campionati stranieri. “Ci auguriamo le esperienze all’estero dei nostri calciatori italiani possa dare nuove opportunità alla maglia azzurra – dice il ministro –. E speriamo anche in un altro risultato: il ritorno della passione per la maglia azzurra che forse si è un po’ affievolita, senza una ragione precisa. Perché non si rimane appassionati e innamorati del calcio e della maglia azzurra solo quando si vince, ma tanto più nei momenti di difficoltà come questi”.

UN CAMBIO DI PASSO DEL CALCIO ITALIANO

Il ministro ha voluto sottolineare che auspica “un cambio di passo, mi aspetto che dopo le decisioni inevitabili fatte fino ad adesso dal Presidente federale il sistema si riformi soprattutto tenendo conto degli aspetti che riguardano i settori giovanili, che riguardano i rivali e un po’ anche, ripeto, la competitività della Serie A che è un fattore molto importante per tutti noi”.

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