Le sfide di Larry Culp, l’outsider che guiderà GE

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Le sfide di Larry Culp, l’outsider che guiderà GE

Le sfide di Larry Culp, l’outsider che guiderà GE

General Electric in forte difficoltà, sceglie la strada dell’outsider per guidare il rilancio: si tratta di Larry Culp che Wall Street ha conosciuto per aver portato in alto la Danaher Corp

Passaggio di consegne in General Electric a distanza di poco più di un anno dal precedente cambio di poltrone: l’amministratore delegato John Flannery viene messo alla porta dopo i risultati disastrosi del gruppo, e sostituito con un outsider, Larry Culp.

LARRY CULP, UN OUTSIDER SUL PONTE DI COMANDO

General Electric

Il benservito a Flannery, il cui periodo alla guida di General Electric, colosso dell’energia americano è stato il più breve di tutti i 126 anni di storia dell’azienda, ha visto il crollo del prezzo delle azioni della società di oltre il 50 per cento e la mancanza all’appello nel bilancio della società 2018 di oltre 23 miliardi di dollari. Larry Culp, al contrario, che ha guadagnato gli elogi di Wall Street per aver trasformato e spinto ad alti livello la Danaher Corp., una multinazionale attiva nella progettazione, sviluppo, produzione e marketing di prodotti professionali, medicali e industriali, subentra immediatamente per risanare uno dei crolli più profondi della storia di GE. Come sottolinea Bloomberg “la straordinaria scossa” determinata dall’avvicendamento sul ponte di comando dell’azienda Usa “sottolinea l’urgenza di GE, che ha perso mezzo trilione di dollari in valore di mercato dal picco del 2000. Il piano di Flannery per razionalizzare il colosso non è riuscito a conquistare gli investitori, e il declino delle azioni è peggiorato dopo la sua ascesa a CEO a metà del 2017. Durante questo periodo, GE ha dovuto affrontare carenze di liquidità, una domanda in calo e indagini della U.S. Securities and Exchange Commission”.

LA SCURE DI CULP SULLA DIVISIONE ENERGIA?

Il cambio ha portato il prezzo delle azioni GE a salire di circa l’8 per cento nel pomeriggio di ieri, quando gli investitori hanno incoraggiato con il loro comportamento il cambiamento di leadership. “L’uscita di Flannery è stata decisa in una teleconferenza del consiglio di amministrazione della società dopo che la profondità dei problemi nella produzione di energia elettrica è diventata evidente – si legge sul Financial Times – . Il breve mandato di Flannery appare ancora più brusco dopo i 16 anni di permanenza di Jeff Immelt al vertice della società. Flannery ha preso il controllo nell’agosto dello scorso anno annunciando un piano radicale per snellire GE che non è riuscito a conquistare gli investitori. Non ci si aspetta che Culp cambi la strategia, che include uno spin-off del business delle apparecchiature medicali del gruppo e la vendita della sua partecipazione del 62,5% in Baker Hughes, il gruppo di servizi per i giacimenti petroliferi. Ma per ora Culp ha indicato che si sarebbe concentrato sul miglioramento delle prestazioni operative di GE, il che sembra significare, probabilmente, un ulteriore taglio dei costi, specialmente nella divisione energia”. Ciò a differenza di Flannery che aveva adottato una serie di misure per cercare di fermare l’emorragia dei conti, “tra cui tagli dei costi e cambiamenti significativi del portafoglio. Si era già impegnato a vendere o scorporare le attività GE di lunga data, tra cui trasporti, assistenza sanitaria e illuminazione, riducendo al contempo l’attenzione dell’azienda sulla produzione di energia, l’aviazione e le energie rinnovabili”, sottolinea Bloomberg.

CULP: LAVOREREMO SODO E CI MUOVEREMO CON URGENZA PER TAGLIARE I DI DEBITI General Electric

Culp, 55 anni, è il primo outsider ad assumere la carica di CEO di GE, evidenziando con la sua nomina, di fatto, i cambiamenti e le sfide monumentali che stanno avvenendo sul produttore. “Nelle prossime settimane lavoreremo sodo e ci muoveremo con urgenza” per tagliare i di debiti ha detto Culp in una dichiarazione ripresa dai media americani, aggiungendo essere “un privilegio guidare un’azienda iconica”.

PER GE PROBLEMI NELLA DIVISIONE TURBINE A GAS

GE ha sofferto di recenti problemi con le pale delle turbine a gas utilizzate per la produzione di energia elettrica. Il gruppo si è specializzato, infatti, in componentistica utilizzata per produrre energia dal gas, “un settore che tuttavia, in questi ultimi anni, è stato schiacciato dall’aumento dell’energia rinnovabile a basso costo, dalla debole crescita della domanda di elettricità nei paesi sviluppati e dalla persistente concorrenza del carbone in Asia – ha evidenziato Bloomberg -. L’acquisizione del business energetico di Alstom nel 2015 ha portato GE ad approfondire la produzione di energia da combustibili fossili, aggiungendo la tecnologia delle turbine a vapore e creando una divisione con 65.000 dipendenti. Sotto la guida di Culp dal 2000 al 2014, le azioni Danaher hanno quintuplicato il loro valore sull’indice SEI/P500 e sono cresciute di dodici volte. Al contrario, le azioni GE hanno perso circa tre quarti del loro valore nello stesso periodo”.

COME VANNO I CONTI DI GE. MEGLIO IN BORSA DOPO L’AVVICENDAMENTO AL VERTICE

Parlando più nel dettaglio dei conti, nel 2017 GE ha registrato un fatturato complessivo di 122,1 miliardi di dollari mentre il secondo trimestre del 2018 ha chiuso con ricavi per 30,1 miliardi di dollari, in aumento del 3% rispetto ai 29,1 miliardi del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il trimestre si è chiuso con un utile netto di 615 milioni di dollari, in forte calo rispetto agli 875 milioni del secondo trimestre del 2017. Di conseguenza, l’utile per azione è sceso da 0,1 dollari a 0,07 dollari. Il cambio al vertice sembra, comunque, aver subito alimentato entusiasmo a livello dei mercati: nel corso della seduta di lunedì il titolo è arrivato a guadagnare fino al 16%, per poi ripiegare di qualche punto attestandosi attorno ai 12,2 dollari ad azione ma guadagnando comunque il migliore incremento percentuale addirittura dal 12 marzo del 2009, quando arrivò al 12,7%. Nella giornata di ieri, invece, Standard & Poor’s ha tagliato il giudizio del gruppo portandolo a BBB+ da A ma l’outlook è migliorato a “stabile” da “negativo”. Anche Fitch e Moody’s hanno messo sotto osservazione il rating di GE e nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche la loro valutazione. Malgrado il downgrade il titolo è salito dell’1,5% a 12,27 dollari dopo essere sceso a 11,77 dollari nella mattinata Usa.

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