Dal mondo

Gli ultimi gilet gialli: scontri e arresti a Parigi

gilet gialli

Affluenza modesta e tensioni nella giornata di ritorno dei gilet gialli. Sabato scorso una serie di azioni, ritrovi e anche scontri hanno avuto luogo a Parigi. Nella capitale francese hanno manifestato 2.500 persone e quasi 300 sono state arrestate

I gilet gialli, dopo il periodo di pausa causato dal lockdown, sono tornati in piazza. Sabato scorso, nonostante le limitazioni imposte dal Covid-19 e l’aumento dei casi registrati nelle ultime settimane, 8.500 persone in tutta la Francia – di cui 2.500 a Parigi – si sono radunate per manifestare contro il governo. Dopo due anni dalla nascita del movimento e sei mesi di silenzio, i gilet gialli sono di nuovo là – ma decisamente meno numerosi.

CHI ERANO E CHI SONO I GILET GIALLI

Il movimento dei gilet gialli era nato il 17 novembre del 2018 in seguito all’aumento delle tasse sul carburante. Da quella data aveva poi portato in piazza migliaia di persone ogni sabato per 70 settimane arrivando a riunire 282 mila persone. Oggi si è trasformato in un movimento di protesta permanente contro il governo Macron e raccoglie dentro di sé varie realtà unite da un sentimento comune di lotta per una maggiore giustizia fiscale e sociale.

COSA CHIEDONO I GILET GIALLI

Come ha scritto Libération, l’atmosfera era vivace e la rabbia palpabile. I manifestanti, spesso con la mascherina abbassata, hanno ripetuto sempre le stesse rivendicazioni che la crisi non ha fatto che rinfocolare. “Giustizia sociale”, “maggiore democrazia partecipativa”, “fine dei privilegi”, “diritto di manifestare”, un diritto messo in una posizione difficile da marzo, a causa dell’inizio delle restrizioni seguite al Covid-19. Tra i gruppi di manifestanti, hanno sfilato anche i “No mask” e i proprietari delle discoteche, costretti a chiudere a causa delle regole sanitarie imposte dal governo guidato da Jean Castex.

JÉRÔME RODRIGUES

Jérôme Rodrigues, uno dei leader del movimento, prima dell’inizio della manifestazione aveva esortato a “una disobbedienza civile completa”. Lui in particolare si è rifiutato di mostrare i documenti d’identità alla polizia e aveva invitato i partecipanti a fare lo stesso.  Alcuni giorni fa aveva paragonato la polizia a “una banda di nazisti”, motivo per cui il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, ha dichiarato di volerlo denunciare.

GLI SCONTRI

Ci sono stati scontri, soprattutto nella zona intorno agli Champs-Élysées, dove i manifestanti – alcuni in tenuta da black bloc – hanno provato a radunarsi nonostante i divieti. La polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni per disperdere la folla. Nei quartieri a nord-ovest della capitale, i dimostranti hanno incendiato auto, scooter e cassoni dell’immondizia, come mostrano numerosi video diffusi online. Già a metà pomeriggio, la prefettura di Parigi dichiarava 220 fermi e 86 persone prese in custodia per aver portato con sé cacciaviti, tronchesi, coltelli e picconi.

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