Tra i firmatari dell’appello di Open Ai ci sono i colossi USA come Mastercard, Microsoft, Anthropic e General Motors. Intanto si registra il caso del gruppo russo AurOra, che ha colpito anche un’azienda italiana usando un modello legato a SpaceX
“Abbiamo una finestra di tempo limitata per rafforzare le nostre difese informatiche”. Quest’avviso non arriva da una fronda di luddisti ma è la prima frase di una lettera appello siglata da circa cento aziende e big tech del settore digitale per metterci in guarda dall’aumento di “attacchi informatici potenziati dall’IA” “man mano che i modelli in tutto il mondo diventeranno sempre più capaci”.
IL CYBER ATTACCO RUSSO ATTRAVERSO UN MODELLO DI SPACEX
Proprio oggi le agenzie Gambit Security (azienda israeliana) e CloudSek (indiana, con sede a Singapore) hanno individuato un gruppo di cybercriminali – AurOra – russofoni che ha utilizzato Cursor, l’agente di un modello di Ai ora di proprietà di SpaceX, per compiere cyber crimini come furto di dati e di account. Sarebbero circa 20 le aziende colpite una di queste sarebbe italiana ma, secondo quanto riportato da Reuters, ha chiesto di non essere citata.
CHI HA FIRMATO LA LETTERA-APPELLO DI OPEN AI
La lettera-appello “A call for collective action on cyber defense” è stata diramata da OpenAI giovedì 27 agosto 2026 raccogliendo le firme di oltre 100 organizzazioni. “Le aziende e i servizi pubblici da cui dipendono le nostre comunità — dagli ospedali agli impianti di potabilizzazione dell’acqua, fino all’infrastruttura che alimenta Internet — sono a rischio – scrivono da Open AI -. I progressi odierni dell’IA stanno già offrendo ai difensori nuovi modi per correggere le vulnerabilità accumulate per anni. Se agiamo in modo decisivo, possiamo sfruttare questa finestra di opportunità per rendere il nostro mondo digitale molto più sicuro”.
Tra i firmatari della lettera ci sono le francesi Capgemini e Hugging Face, la giapponese NTT DATA, le britanniche Darktrace, incident.io, Nationwide Building Society, Sophos, la compagnia di assicurazione svizzera Zurich Insurance Company, la tedesca Deutsche Telekom, SAP, la spagnola BBVA, le israeliane Cato Networks, Check Point, Cyera, le olandesi KPMG LLP, PwC e la canadese 1Password, Shopify.
TUTTE LE AZIENDE STATUNITENSI CHE HANNO FIRMATO L’APPELLO
La stragrande maggioranza delle aziende interessate ha base e origine negli Stati Uniti. Ci sono leader di tech, cloud e semiconduttori come AMD, Amazon Web Services (AWS), Broadcom, Cisco, Dell Technologies, Equinix, F5, Google, IBM, Micron, Microsoft, Oracle, Arena, Factory, Figma, Replit, Red Hat, ServiceNow, Vercel; i big dell’intelligenza artificiale e analisi dei dati: Abnormal AI, Anthropic, Cerebras, Clearly AI, Cognition, Elastic, EXA.ai, Fleet AI, Glean, Harvey, Mercor, OpenAI, Outtake AI, Perplexity, Scale AI, Snowflake, TrendAI.
Le più numerose sono le società che si occupano di cybersicurezza e difesa Digitale: Akamai, APIsec, Calif, Cantina Security, Cape, Center for Internet Security (CIS), Cloaked, Cloudflare, Cogent Security, Corelight, CrowdStrike, Dropzone.ai, Enclave, Fortinet, Gen Digital (ex Symantec/Norton), HackerOne, Network / Octane Security, Obsidian Security, Offensive AI Conference (OAIC), Okta, Palo Alto Networks, Proofpoint, Prophet Security, ReliaQuest, RemoteThreat, RunSybil, SentinelOne, Socket, SpecterOps, Tenable, Trail of Bits, Veria Labs, Zscaler.
Le preoccupazioni dei servizi finanziari sono rappresentati da Block (ex Square), Capital One, Citadel, Citi, DTCC, ExodusPoint, Fifth Third Bank, FIS, Fiserv, Mastercard, Robinhood, The Clearing House, TransUnion, U.S. Bank, Visa.
Non mancano aziende del settore industriale e della logistica come General Motors, Flexport, GoDaddy, Uber.
LE PROPOSTE DEI FIRMATARI
La lettera appello chiede un’azione collettiva con l’obiettivo principale di proteggere le infrastrutture critiche (come ospedali e reti idriche) attraverso azioni strategiche destinate a diversi attori. Tutte le organizzazioni, secondo la lettera, devono considerare la cybersecurity una priorità aziendale immediata e mettere in sicurezza i propri sistemi. Le aziende di cybersecurity e fornitori tech devono integrare l’IA nei propri strumenti, fornire supporto operativo gratuito o accessibile alle infrastrutture critiche e condividere dati sulle minacce. I soggetti che sviluppano IA devono garantire un accesso responsabile ai loro modelli, offrire formazione, tracciare le azioni degli agenti autonomi e finanziare la ricerca sulla difesa informatica.
Un ruolo cruciale spetta alle istituzioni chiamate a coordinare le difese a livello globale, finanziare i settori pubblici o locali più vulnerabili e facilitare la condivisione delle informazioni.

