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Il mondo alle prese con la quarta ondata di Covid. Cosa fanno gli altri Paesi?

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Israele autorizza la vaccinazione dei bambini 5-11 anni, in Germania si va verso l’obbligo di green pass per prendere i mezzi pubblici, in Austria da ieri è in vigore il lockdown duro per i non vaccinati: ecco cosa fanno i singoli Stati per difendersi dalla quarta ondata

In diverse parti del mondo si era tirato un sospiro di sollievo troppo presto: il Coronavirus è ancora tra noi e la quarta ondata pare virulenta esattamente come tutte le altre. In Austria dalla mezzanotte di ieri è in vigore il lockdown duro per i non vaccinati. Circa due milioni di austriaci non immunizzati possono lasciare le proprie case solo per il lavoro, acquisti di prima necessità e attività motorie in prossimità dell0’abitazione. Il governo annuncia controlli serrati con multe di 500 euro per i cittadini e 3.600 euro per gli esercenti. Dalle limitazioni sono esclusi bambini sotto i 12 anni, donne incinta e coloro che non possono vaccinarsi. Sono esentati anche gli alunni che partecipano allo screening di massa nelle scuole.

La maggioranza al governo in Francia “non auspica” un lockdown dei francesi non vaccinati in funzione Covid-19, come avviene in Austria, anche se “tutte le ipotesi sono sul tavolo”: lo ha detto il capogruppo de La République en Marche, Christophe Castaner. “Noi non lo auspichiamo – ha detto Castaner su France 2 – e dobbiamo fare del tutto per impedire di aver bisogno di inasprire gli strumenti di protezione dei francesi”. “Una decina di paesi europei – ha aggiunto l’ex ministro dell’Interno – sono in situazione di tensione estremamente forte su questo tema, con una ripresa epidemica, e la Francia non è al riparo da una nuova ondata”. Intanto, nell’Hexagone l’uso della mascherina è tornato a essere obbligatorio da ieri nelle scuole elementari. Finora, era obbligatorio in 61 dipartimenti francesi ma da oggi la disposizione viene estesa al livello nazionale.

Il Belgio, duramente colpito dalla pandemia, si prepara al ripristino dell’obbligo della mascherina al chiuso dai 9 anni, il ritorno al telelavoro dove possibile, la chiusura per almeno 3 settimane delle discoteche e delle attività sportive al chiuso. Il governo ha annunciato che il comitato di concertazione, previsto per il 19 novembre, è stato anticipato al 17. Secondo l’istituto di sanità pubblica Sciensano, tra il 3 e il 9 novembre, il Paese ha registrato un aumento del 39% dei casi e un rialzo del 21% dei ricoveri sui sette giorni prima.

Peggiora ulteriormente la situazione in Germania, dove l’incidenza settimanale di casi confermati di infezione da coronavirus per 100mila abitanti  ha raggiunto quota 303, segnando i massimi da inizio pandemia, secondo il Robert Koch Institut. Al momento solo il 67,5% della popolazione tedesca è vaccinata. Per questo la capogruppo dei Verdi, Katrin Goering Eckardt, ha annunciato che chiederanno che che per poter circolare sui mezzi pubblici si sia in possesso di un certificato di vaccino, di guarigione o di un test negativo.

Israele inizierà nei prossimi giorni le vaccinazioni anti Covid per i bambini di età compresa fra 5 e 11 anni. Lo ha reso noto il direttore generale del ministero della Sanità, Nachman Ash, spiegando che i dati giunti da Pfizer dimostrano che il vaccino per i bambini ha una efficacia del 91%. Secondo la maggior parte degli esperti israeliani interpellati sulla questione, l’utilità del vaccino per quelle età supera i possibili rischi.

La Cina prevede di vaccinare tutti i bambini tra i 3 e gli 11 anni entro la fine di quest’anno. La Repubblica popolare ha già vaccinato completamente più del 75% dei suoi 1,4 miliardi di cittadini, per lo più adulti e anziani, con una serie di somministrazioni domiciliari.

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