Dal mondo

Kamala Harris, la vicepresidente scelta da Biden per battere Trump

kamala harris

Procuratrice contestata e senatrice carismatica, la californiana Kamala Harris è la prima donna nera candidata come vice. Joe Biden aveva annunciato da settimane di volere una donna per affrontare Donald Trump

L’America iniziava a essere impaziente. A meno di tre mesi dalle elezioni presidenziali, il candidato democratico Joe Biden ha scelto ieri la senatrice californiana Kamala Harris come vice. In una e-mail inviata ai suoi simpatizzanti, Biden ha scritto: “Al mio fianco ho bisogno di qualcuno intelligente, forte e pronto a dirigere. Kamala Harris è questo”. Anche la Harris su Twitter si è detta “onorata” di unirsi a un uomo che può “riunire gli Americani perché ha passato la sua vita a battersi per noi, realizzerà un’America all’altezza dei nostri ideali”. È la prima donna nera e la prima asiatica-americana a essere candidata alla vicepresidenza (la quarta donna dopo Geraldine Ferraro, Sarah Palin e Hillary Clinton), e se il 3 novembre dovesse vincere Biden sarebbe la prima donna in assoluto a ricoprire il ruolo di vicepresidente.

CHI È KAMALA HARRIS

Kamala Harris è nata in California ed è figlia di una ricercatrice emigrata dall’India e di un professore di economia emigrato dalla Giamaica. Dopo il divorzio dei genitori, si è trasferita con la madre e la sorella in Canada, dove ha finito le medie e il liceo. Oggi ha 55 anni e prima di diventare senatrice è stata avvocato, procuratrice distrettuale prima a San Francisco e procuratrice generale poi (una sorta di ministro della giustizia) in California, dal 2016 è senatrice. Come Biden, politicamente è considerata una moderata pragmatica e venendo da uno Stato progressista come la California, è una politica molto più di sinistra di una moderata democratica di dieci o vent’anni fa. Nonostante questo, l’ala sinistra del partito l’ha spesso criticata per il suo pugno di ferro, che però oggi potrebbe tornare utile a Biden nell’attuale periodo di crisi della giustizia e di proteste contro la polizia e il razzismo delle istituzioni. Tuttavia non è una radicale e per questo è più protetta dagli attacchi dei repubblicani, che finora hanno insistito maggiormente verso le figure della sinistra del partito come Bernie Sanders o Alexandra Ocasio-Cortez.

LA SCELTA DI BIDEN

Scegliere una simile personalità, secondo il Los Angeles Times, dimostra che contrariamente all’uomo che attualmente guida il Paese, Biden non ha paura delle donne forti. Secondo il New York Times, Harris apporta uno stile più vigoroso alla campagna di Biden e ha un vero dono per rendere i dibattiti elettrizzanti, al quale si aggiunge una storia familiare che in molti trovano d’ispirazione. Perfino FoxNews, meno incline all’indulgenza verso i democratici, approva la decisione dell’ex vicepresidente. Sebbene, come detto, Harris sia stata talvolta criticata dalla sinistra, il suo bilancio, secondo l’emissione televisiva, potrebbe aiutare Biden a consolidare la sua posizione di fronte agli elettori di centro, e perfino ai repubblicani moderati.

GLI SCREZI CON BIDEN

La campagna di Kamala Harris per le primarie democratiche, scrive il Washington Post, dopo essere iniziata con un raduno di 22.000 persone non è mai veramente decollata. La comunità nera, fa notare il Wall Street Journal, non l’ha sostenuta in parte a causa del suo lavoro come procuratore e, nel dicembre 2019, a corto di finanziamenti ha abbandonato la corsa. Uno dei momenti clou della sua campagna è stato quando, durante un dibattito, ha rimproverato a Biden la sua vicinanza a dei senatori segregazionisti. La notizia ha fatto il giro delle televisioni e scioccato la famiglia del senatore del Delaware, che Harris conosce bene. Tuttavia, sottolinea Forbes, la senatrice lo sostiene pubblicamente da marzo e il loro rapporto è “migliorato velocemente”.

LA REAZIONE DI TRUMP

Donald Trump ha già un soprannome per la neocandidata vicepresidente: la “falsa Kamala” (“phony Kamala”). “È una donna che vuole aumentare le tasse, togliere il Secondo emendamento, tagliare le spese militari, colpire i veterani, ci sono 180 milioni di persone che non hanno problemi con la polizza sanitaria e lei vuole toglierla a tutti”, ha detto Trump in seguito alla nomina. “Siamo indipendenti a livello energetico per la prima volta nella storia, mentre Kamala è contro le compagnie petrolifere, contro le trivellazioni, con lei le bollette salirebbero in modo incredibile. Credo che sarebbe una catastrofe per il Paese, noi abbiamo salvato milioni di vite umane e se arrivassero loro, verrebbe azzerato tutto. Abbiamo messo le basi per diventare il prossimo anno una delle più grandi economie di sempre”. E come ha già fatto numerose volte nei giorni scorsi, Trump è tornato sul tema del voto per posta, che invece viene appoggiato dai democratici: “Sarà un’elezione truccata”. Di tutta risposta Harris ha scritto su Twitter: “Trump pensa che questo Paese appartenga a lui. Ma Biden sa che appartiene a tutti noi. Al popolo”.

IL PARERE DI OBAMA

Se l’attuale Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato: “la falsa Harris e il lento Joe sono perfetti insieme, ma sbagliati per l’America”, è di tutt’altro parere il 44esimo Presidente americano, Barack Obama che da sostenitore della scelta di Biden ha detto: “Conosco la senatrice Kamala Harris da lungo tempo. È più che preparata per l’incarico. Ha trascorso la sua carriera a difendere la Costituzione. È una bella giornata per il nostro Paese. Ora vinciamo”. Con Harris “Joe ha un partner ideale per aiutarlo ad affrontare le vere sfide dell’America”, ha assicurato Obama.

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