Dal mondo

La catastrofe sanitaria in Brasile

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Oltre 360 mila decessi a causa della pandemia, terapie intensive sature e pazienti Covid intubati da svegli perché non ci sono più sedativi. Il Brasile paga la follia del suo presidente Bolsonaro

In Brasile ieri si sono registrati 3.560 decessi per Covid e 73.174 nuovi contagi in 24 ore. Il bilancio totale delle vittime sale a quota 365.444 mentre i casi arrivano a 13.746.681. In quella che è ormai una “catastrofe umanitaria”, come l’ha definita Medici senza frontiere, si contano anche oltre 800 bambini che hanno perso la vita dall’inizio della pandemia.

SI ABBASSA L’ETÀ

Sebbene si senta ripetere che i più colpiti dal virus siano gli anziani, in Brasile i medici indicano l’abbassamento di età come la caratteristica di questa nuova ondata. Tra febbraio 2020 e la metà di marzo 2021 ci sono stati almeno 852 morti sotto i 9 anni, di cui 518 non avevano nemmeno un anno. Numeri di casi registrati, ma che secondo i medici potrebbero essere in realtà più del doppio.

“Abbiamo seri problemi a rintracciare i casi, non abbiamo abbastanza test per la popolazione in generale, anche meno per i bambini. I più vulnerabili sono i bambini di colore e quelli provenienti da famiglie molto povere, per le quali è più difficile ricevere aiuto”, ha detto alla BBC Fatima Marinho, epidemiologa dell’Università di San Paolo.

Ad ammalarsi sono sempre di più i giovani, come riportato anche dalla Cnn, le terapie intensive sono ormai affollate da persone tra i 30 e 50 anni e gli esperti stanno indagando sulla possibilità di una maggiore trasmissibilità causata dalle varianti.

LA TRAGEDIA DELLE TERAPIE INTENSIVE

Nelle terapie intensive si sta consumando una tragedia. Dopo la mancanza di sedativi nelle rianimazioni segnalata da alcuni ospedali di Rio de Janeiro, adesso più del 60% delle terapie intensive dello Stato di San Paolo è senza anestetici e senza kit per l’intubazione di pazienti Covid.

Alcuni operatori sanitari hanno denunciato di aver dovuto intubare dei pazienti senza poterli addormentare: “Sono svegli, senza sedativi, intubati, con le mani legate al letto e ci implorano di non farli morire”, ha dichiarato un’infermiera.

SAN PAOLO: LO STATO PIÙ COLPITO

Nonostante l’elevato ritmo delle vaccinazioni e le rigide misure restrittive, tra cui il lockdown, lo Stato di San Paolo, il più colpito in Brasile, tra il 4 e il 10 aprile ha avuto la settimana con il maggior numero di morti dall’inizio della pandemia, con 5.657 vittime. La cifra è praticamente il triplo di quella della settimana con il maggior numero di morti avvenuta nella prima ondata, a metà luglio, quando ci furono 1.945 decessi.

LA FALLIMENTARE COLLABORAZIONE CON LA CINA PER I VACCINI

In Brasile sono state somministrate finora più di 32 milioni di dosi di vaccino, di cui oltre 8 milioni solo nello Stato di San Paolo. La maggior parte delle vaccinazioni è avvenuta con il vaccino CoronaVac – che in Brasile viene prodotto proprio a San Paolo dall’Istituto Butantan in collaborazione con il laboratorio cinese Sinovac.

“Su 10 brasiliani, 8 ricevono il vaccino di Butantan. Il vaccino che salva, il vaccino del Brasile”, ha detto il governatore di San Paolo, Joao Doria. Le dichiarazioni di Doria arrivano, però, a pochi giorni di distanza dall’ammissione della “bassa efficacia” dei vaccini anti Covid cinesi da parte delle autorità di Pechino.

Anche lo studio clinico finale sul CoronaVac, condotto dall’Istituto Butantan e pubblicato domenica scorsa, ha infatti rivelato che il farmaco ha un’efficacia del 50,7% – appena superiore al limite del 50% stabilito come riferimento minimo dall’Oms. La settimana prima il Brasile aveva affermato che avesse un’efficacia del 78%.

LA FOLLIA DI BOLSONARO

Intanto, il Senato brasiliano ha approvato la creazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del governo del presidente Jair Bolsonaro. Il giudice della Corte Suprema Federale, Carmen Lucia, ha stabilito un termine di 5 giorni per il presidente della Camera dei Deputati, Arthur Lira, per spiegare perché non ha analizzato le 100 richieste di impeachment presentate finora contro il Presidente.

Bolsonaro ha risposto “solo Dio mi rimuove dalla sedia presidenziale, e mi rimuove, ovviamente, prendendo la mia vita. A parte questo, quello che stiamo vedendo accadere in Brasile non si avvererà”.

Leggi anche: Brasile al collasso, trema Bolsonaro fra Covid e rischio impeachment

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