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La protesta di San Valentino in Russia pro Navalny

protesta San Valentino Navalny
Navalny in tribunale il 2 febbraio 2021

Torce dei telefoni accese e candele che formano dei cuori per inondare di foto i social media. Questo è stato l’invito alla protesta di San Valentino lanciato dal braccio destro di Alexei Navalny. In Russia l’appuntamento è per oggi alle 18.00 italiane

Nelle ultime settimane decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’incarcerazione di Alexei Navalny. La polizia, fa sapere Reuters, ha arrestato più di 11.000 persone perché il Cremlino ritiene che si tratti di manifestazioni non autorizzate.

LA PROTESTA DI SAN VALENTINO

Leonid Volkov, il braccio destro di Navalny che vive all’estero ma per cui la Russia ha emesso un mandato di arresto internazionale, martedì scorso ha invitato i russi a riunirsi questa sera alle 18.00 (ora italiana) per un quarto d’ora nelle vicinanze della propria casa. Questo format, già visto nelle proteste in Bielorussia, dovrebbe tenere lontana la polizia dai manifestanti. Volkov ha chiesto di tenere accese le torce dei telefoni, formare dei cuori con le candele, scattare una foto e postarla in modo da inondare i social.

L’idea del cuore, oltre a ricorrere San Valentino, è stata ispirata dal gesto che Navalny ha rivolto a sua moglie in tribunale dopo essere stato arrestato e condannato al suo rientro da Berlino.

L’iniziativa di Volkov non è l’unica. Un’attivista ha invitato le donne a formare una catena umana su una strada pedonale nel centro di Mosca per mostrare solidarietà alla moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, e per le donne che sono state arrestate durante le proteste.

LE “INGERENZE” OCCIDENTALI

Come altre volte, l’annuncio di Volkov ha spinto il ministero degli Esteri russo ad accusare gli alleati di Navalny di agire come agenti della NATO e di ricevere istruzioni dai Paesi occidentali per disturbare e intromettersi nella politica del Paese.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero, ha riferito che Volkov aveva pianificato di fermare le proteste, ma che ha poi cambiato idea dopo aver partecipato, insieme ad altri dissidenti russi tra cui Vladimir Ashurkov (il direttore esecutivo della fondazione anti-corruzione, FBK, di Navalny), a un incontro online lunedì scorso con i rappresentanti dell’Unione europea, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.

Zakharova, come riportato da Askanews, ha esortato a smettere di chiamare Volkov e gli altri “sostenitori dell’opposizione di Navalny” perché per la Russia si tratta invece di “agenti di influenza istruiti dai membri della NATO per destabilizzare la situazione in uno Stato sovrano”.

Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato: “Non abbiamo intenzione di giocare al gatto e al topo con nessuno, ma non c’è dubbio che le forze dell’ordine chiederanno conto ai colpevoli se la legge viene violata”.

Leggi anche: Chi è Alexei Navalny, la mente della rivoluzione russa contro Putin

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