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Migranti, cosa c’è nel piano d’azione in 20 punti della Commissione

Ong Migranti

L’esecutivo comunitario tira le orecchie a Roma: “assicurare assistenza a qualsiasi persona trovata in mare in situazione di difficoltà fino allo sbarco in un punto sicuro, a prescindere dalle circostanze che hanno portato le persone in tale situazione, è un obbligo legale per gli Stati Ue”. E propone un piano “a tre colonne” per ripartire la gestione dei migranti tra i Paesi membri

Con il pugno duro del nuovo governo italiano sugli sbarchi, la questione migranti è tornata eccezionalmente d’attualità in Europa, nonostante l’ingresso nel periodo invernale, stagione che, per le condizioni meteo, registra sempre una netta diminuzione degli sbarchi. In vista del Consiglio straordinario Giustizia e Affari interni del prossimo 25 novembre 2022, la Commissione Ue ha preparato e presentato al Consiglio “un piano d’azione dell’Ue diviso in 20 punti” pensati per affrontare “le sfide immediate e in corso” lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Lo scopo è quello di “ridurre la migrazione irregolare e non sicura”, trovare soluzione ai problemi nelle operazioni di ricerca e salvataggio e “rinforzare” i meccanismi di solidarietà tra i Paesi Ue.

“Non possiamo gestire la migrazione caso per caso, barca per barca”, ha annunciato via Twitter il vicepresidente della Commissione Ue, Margaritis Schinas, con delega alla migrazione. “La Commissione, con la partecipazione e il sostegno degli Stati membri, rilancerà il Gruppo di contatto europeo sulla ricerca e il salvataggio, invitando, se del caso, i Paesi partner, le organizzazioni internazionali e le parti interessate”, si legge nel documento.

I TRE PILASTRI DEL PIANO MIGRANTI

Il Piano si basa su tre “pilastri”. Il primo prevede la “collaborazione con i Paesi partner e le organizzazioni internazionali”. Bruxelles, si legge nel documento, tra le altre cose “rafforzerà le capacità di Tunisia, Egitto e Libia per garantire una migliore gestione delle frontiere e della migrazione; rafforzerà la lotta al traffico di migranti e migliorerà l’impegno diplomatico sui rimpatri, intensificando al contempo i percorsi legali verso l’Ue”.

Il secondo pilastro prevede “un approccio più coordinato alla ricerca e al salvataggio” dei migranti in mare. Anche perché, ricorda la Commissione, “assicurare assistenza a qualsiasi persona trovata in mare in situazione di difficoltà fino allo sbarco in un punto sicuro, a prescindere dalle circostanze che hanno portato le persone in tale situazione, è un obbligo legale per gli Stati Ue”.

La Commissione propone di rafforzare la cooperazione tra Paesi Ue per “raccogliere e scambiarsi informazioni sulle regole applicate dagli Stati membri relativamente alla ricerca e al salvataggio”, promuovendo “una cooperazione più stretta” soprattutto tra gli Stati costieri e quelli la cui bandiera è battuta dalle imbarcazioni, anche al fine di facilitare un miglior coordinamento “tra gli Stati membri e le navi di proprietà o gestite da soggetti privati”.

Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere, “insieme agli Stati membri interessati, effettuerà una valutazione mirata della situazione nel Mediterraneo Centrale per identificare le necessità di un sostegno rafforzato attraverso operazioni congiunte, sorveglianza aerea e marittima, sviluppo di capacità e consapevolezza situazionale per gli Stati membri all’esterno frontiere”.

Per la Commissione occorre “accelerare” la messa in pratica del meccanismo di solidarietà stabilito a giugno e affrontare le “strozzature” evidenziate finora, migliorandone la “flessibilità” e “attuando il finanziamento di misure alternative”. La Piattaforma di Solidarietà rivedrà quindi “le procedure operative standard per la ricollocazione” dei migranti, “al fine di ottenere procedure più efficienti e rapide, anche per fornire un rapido sostegno agli Stati membri che ricevono arrivi via mare”.

LA REAZIONE ITALIANA AL PIANO MIGRANTI UE

“Soddisfatto” . Con questa parola il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato il pacchetto di proposte giunte da Bruxelles, sottolineando che il testo “mette al centro della discussione alcune importanti questioni in tema di gestione dei flussi migratori e lo fa nella prospettiva già auspicata dal Governo italiano”.

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