Dal mondo

Ministero della Transizione ecologica, ecco come funziona in Francia

Ministero della Transizione ecologica

Politiche di sviluppo sostenibile, transizione energetica, clima, trasporti e infrastrutture, ma anche politiche abitative e difesa della biodiversità. Di cosa si occupa e come funzione il super ministero della Transizione ecologica in Francia

La richiesta di Beppe Grillo di un super ministero della Transizione ecologica che riunisca “le competenze per lo sviluppo economico, l’energia e l’ambiente” si ispira ad altri modelli internazionali. Francia, Spagna, Svizzera e Costa Rica sono gli esempi da lui citati. Ecco come funziona quello francese.

LA NASCITA DEL MINISTERO

In Francia, il ministero della Transizione ecologica, ribattezzato così nel 2020, è l’evoluzione del ministero dell’Ambiente istituito nel 1971 e che nel corso degli anni ha cambiato varie volte nome: ministero dell’ambiente e del modo di vivere, ministero per la qualità della vita, ministero dello sviluppo sostenibile e così via. Il primo ministro dell’Ambiente fu Robert Poujade che lo definì “il ministero dell’impossibile” per le svariate competenze attribuite. Oggi, a guidarlo dal rimpasto di governo del luglio scorso, è la macroniana Barbara Pompili.

DI COSA SI OCCUPA

Nella politica francese, il ministero della Transizione ecologica è uno dei più importanti, infatti, con il passare del tempo ha iniziato a occuparsi oltre che delle politiche di protezione ambientale anche di quelle dei trasporti e dell’energia. Attua le politiche del governo in materia di sviluppo sostenibile, ambiente e tecnologie verdi, energia, transizione energetica, clima, prevenzione dei rischi naturali e tecnologici, sicurezza industriale, dei trasporti e delle infrastrutture, ma anche le politiche abitative e la difesa della biodiversità.

La ministra della transizione ecologica, Barbara Pompili

COME GESTISCE LE PROPRIE RISORSE

Il Ministero, quest’anno, ha a disposizione 48,6 miliardi, di cui 16 miliardi sono dedicati alle politiche abitative, 15,4 miliardi alla transizione ecologica e 8 miliardi ai trasporti. Ad affiancare la ministra Pompili ci sono il ministro delegato ai Trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, la ministra delegata all’Alloggio, Emmanuelle Wargon, e la sottosegretaria Bèrangère Abba, che si occupa della preservazione della biodiversità.

IL PROGETTO CLIMA E RESILIENZA

Il presidente francese, Emmanuel Macron, in vista delle elezioni presidenziali del 2022, sta dando ancora più rilievo al tema ambientale e tra i progetti cardine della sua agenda c’è quello sul clima che ha l’obiettivo di mettere l’ecologia al centro del modello francese: “nella scuola, nei servizi pubblici, nella giustizia ma anche nella politica degli alloggi e della città”, ha detto la ministra Pompili.

Il progetto “Clima e resilienza”, presentato ieri in Consiglio dei ministri, vorrebbe rendere credibile l’obiettivo di riduzione del 40% delle emissioni di gas effetto serra nel 2030, ma sono già arrivate le prime critiche da parte di organizzazioni ecologiste e Ong che ritengono manchi di ambizione per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Leggi anche: Léonore Moncond’huy, i primi 100 giorni della sindaca verde più giovane di Francia

Il progetto si è basato sulle proposte della Convenzione cittadina per il clima, un esperimento di democrazia diretta del Paese istituita da Macron nel 2019, che raggruppa 150 cittadini sorteggiati per proporre al governo misure concrete di lotta al cambiamento climatico.

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