Il presidente statunitense Donald Trump vola a Pechino per una missione diplomatica e commerciale di tre giorni, accompagnato da una delegazione di 17 t(più 1) ra i più potenti CEO della Silicon Valley, di Wall Street e dell’industria manifatturiera, con l’obiettivo di stabilizzare i rapporti economici e siglare nuovi accordi d’acquisto con l’entourage di Xi Jinping
La visita ufficiale di Donald Trump in Cina da oggi fino a venerdì segna il ritorno di un presidente statunitense nel Paese asiatico dopo quasi un decennio. Secondo Bloomberg, che cita un funzionario della Casa Bianca, il presidente statunitense sarà affiancato da una nutrita delegazione di alto profilo composta da 18 dirigenti del gotha tech e finanziario a stelle strisce.
L’obiettivo è superare la fase dei dazi reciproci che, in passato, hanno raggiunto picchi del 100%. Ma il tema più urgente sul tavolo riguarda l’Iran: Trump spera nella mano tesa del grande rivale per uscire dall’angolo. Un sostegno che passa anche dalla possibilità di siglare intese commerciali e accordi di fornitura.
DI COSA PARLERANNO TRUMP E XI JINPING
Il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping si concentrerà sulla stabilizzazione delle relazioni bilaterali attraverso un’agenda che spazia dall’economia alla geopolitica globale. Un tema prioritario sarà il dossier Iran: il presidente statunitense cercherà la cooperazione di Pechino per fare pressione su Teheran, puntando a un accordo di pace e alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per le importazioni energetiche cinesi.
Sul fronte commerciale, i colloqui mirano a consolidare la tregua sui dazi — che sotto l’amministrazione Trump hanno raggiunto picchi del 145% — e a garantire agli Stati Uniti l’approvvigionamento di terre rare, minerali essenziali per l’industria hi-tech di cui la Cina detiene il monopolio.
Resta alta la tensione su Taiwan: mentre Washington valuta una fornitura di armi da 14 miliardi di dollari, Pechino preme per un impegno formale contro l’indipendenza dell’isola. Il confronto toccherà inoltre la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, il controllo degli armamenti nucleari e la cooperazione nei settori agricolo, energetico e aerospaziale. Infine, Donald Trump ha anticipato che tornerà a sollevare la questione dei diritti umani, chiedendo la liberazione di Jimmy Lai, l’attivista ed ex magnate dell’editoria detenuto a Hong Kong.
CHI SONO I BIG DELLA FINANZA E DEL TECH CON TRUMP
“La lista degli accompagnatori di Donald Trump riflette, a suo modo, i principali centri di potere dell’economia statunitense. Accanto al presidente figurano alcuni dei più influenti leader del settore tecnologico e finanziario: c’è il grande ritorno di Elon Musk, numero uno di Tesla e SpaceX, al fianco del tycoon insieme al ceo di Apple Tim Cook e al presidente di BlackRock Larry Fink. Tra i presenti anche Stephen Schwarzman di Blackstone, David Solomon di Goldman Sachs e Jane Fraser di Citigroup. Il comparto dei pagamenti digitali è rappresentato da Michael Miebach, presidente di Mastercard, e Ryan McInerney, amministratore delegato di Visa. Non manca il settore industriale e aerospaziale, con Kelly Ortberg di Boeing e H. Lawrence Culp Jr. di GE Aerospace, mentre per l’agroindustria è presente Brian Sikes di Cargill. Riflettori puntati sulla partecipazione di Sanjay Mehrotra, amministratore delegato di Micron Technology, azienda che ha recentemente subito restrizioni in Cina per motivi di sicurezza nazionale. Il gruppetto delle big tech è completato da Dina Powell McCormick, presidente e vice-chair di Meta Platforms, Cristiano Amon di Qualcomm, Jim Anderson di Coherent e Jacob Thaysen, amministratore delegato di Illumina, il quale ha espresso l’auspicio che il viaggio possa rafforzare la cooperazione nel campo della medicina di precisione.
La lista degli accompagnatori di Donald Trump funge a suo modo da cartina di tornasole dei maggiori potentati statunitensi. Nella lista degli accompagnatori del presidente Trump, spicca il ritorno del numero 1 di Tesla e SpaceX Elon Musk, insieme all’amministratore delegato di Apple Tim Cook e al ceo di BlackRock Larry Fink. Tra i presenti anche Stephen Schwarzman di Blackstone, David Solomon di Goldman Sachs e Jane Fraser di Citigroup. Per quanto riguarda i servizi di pagamento e il credito, partecipano Michael Miebach, presidente di Mastercard, e Ryan McInerney, amministratore delegato di Visa. L’industria pesante e quella aerospaziale vedono la presenza di Kelly Ortberg, presidente e ceo di Boeing, e di H. Lawrence Culp Jr. di GE Aerospace, mentre per il settore agricolo è presente Brian Sikes di Cargill. Presente a sorpresa anche Jensen Huang di Nvidia, che inizialmente non figurava nella delegazione.
Non ci sarà invece Chuck Robbins di Cisco, che ha declinato l’invito della Casa Bianca a causa degli impegni legati alla pubblicazione dei conti societari, mentre tra le altre assenze eccellenti, anche i vertici di altri gruppi con forti interessi nel mercato cinese, come General Motors, Disney e Alphabet.


