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Natalità, welfare e famiglia al congresso Ecr di Dubrovnik: ecco cos’ha detto la ministra Roccella

Al III Congresso Europeo sulla Famiglia promosso dal Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei, riflettori puntati sulla crisi demografica e sullo sviluppo economico. Tra riforme, welfare e la nuova presidenza del partito, la visione del governo italiano e di Ecr.

Secondo la fotografia scattata dal Dossier annuale a cura della Fondazione per la Natalità e dell’Istat, nel 2025 l’Italia ha registrato appena 355mila nuovi nati, toccando il minimo storico dal secondo dopoguerra, con un tasso di fecondità scivolato a 1,14 figli per donna. Un trend negativo che interessa gran parte dei Paesi europei: il tasso di fecondità totale all’interno dell’Unione registrato da Eurostat nel 2024 – 1,34 – era già il più basso dal 2001, cioè da quando sono disponibili i primi dati.

Numeri che dimostrano come il tema dell’inverno demografico e del sostegno al nucleo familiare sia oggi molto di più di una battaglia simbolica e identitaria, quanto piuttosto un’emergenza con drammatici risvolti sul piano sociale ed economico per tutto il continente che va contrastato quanto prima.

È proprio intorno a questo assunto che si è sviluppato il programma del III Congresso Europeo sulla Famiglia organizzato dal Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR) lo scorso weekend a Dubrovnik. Tra gli ospiti, anche la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella e il capodelegazione di FdI all’europarlamento Carlo FIdanza.

COS’HA DETTO LA MINISTRA DELLA FAMIGLIA ROCCELLA

La ministra, intervistata in Croazia dal deputato e segretario generale del Partito ECR, Antonio Giordano, ha sottolineato che “tutta l’Europa si trova sotto il tasso di sostituzione, ovvero meno di due figli per donna, e il calo della natalità sta investendo anche l’Occidente, la Cina, l’Asia e persino l’Africa.Una tendenza che rallenta lo sviluppo economico, poiché i Paesi con un crollo demografico affrontano maggiori difficoltà di crescita”.

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Se la demografia è dunque un pilastro della stabilità sociale, territoriale e ambientale, l’Europa deve allora intervenire strutturalmente: in questo senso, Roccella ritiene carente il PNRR originario e sollecita un intervento della commissaria europea Dubravka Šuica affinché la natalità venga collocata al centro dei futuri bilanci e dei fondi di coesione UE.

Sul piano nazionale, la ministra ha rivendicato l’approccio del governo focalizzato sulla conciliazione tra vita privata e lavoro. Tra i risultati citati, l’aumento dell’occupazione femminile, la riforma dei congedi parentali con tre mesi retribuiti all’80% dello stipendio, il potenziamento dei servizi per l’infanzia con il finanziamento di nuove strutture e l’incremento dei rimborsi per gli asili nido. La ministra ha poi evidenziato la necessità di un cambio di passo culturale per superare le penalizzazioni biologiche che colpiscono le donne durante gravidanza e allattamento, affinché la maternità sia considerata un evento strutturale e non un ostacolo aziendale e rifiutato la prospettiva di appaltare la natalità ad altri Paesi, ribadendo la genitorialità come valore sociale irrinunciabile.

LA RICETTA DI FIDANZA E DI ECR

La seconda giornata del congresso si è conclusa con il panel intitolato “Famiglia, Libertà e il Futuro dell’Europa”, a cui ha preso parte il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza. Critico nei confronti dell’iper-regolamentazione e dei vincoli posti dal Green Deal, ritenuti responsabili di una deindustrializzazione strisciante che penalizza le retribuzioni dei giovani, l’europarlamentare si è espresso anche sul tema della tenuta dello stato sociale, mettendo in guardia contro i rischi di estendere il welfare ai cittadini stranieri residenti da poco sottraendo risorse preziose alle famiglie italiane e agli immigrati già integrati nel tessuto sociale.

A questo proposito, è stato espresso sostegno all’iniziativa promossa da Italia e Danimarca volta a rivedere l’interpretazione delle norme comunitarie sull’immigrazione, sottolineando contemporaneamente la necessità di rafforzare le politiche abitative attraverso il Piano casa da oltre 100mila alloggi.

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BIELAN PRESIDENTE DELL’ECR

A margine dei dibattiti programmatici del congresso a Dubrovnik, si sono svolti i lavori organizzativi della formazione politica. Il Board of Directors dell’ECR ha eletto all’unanimità Adam Bielan come nuovo presidente dell’ECR Party.

L’eurodeputato e capo della delegazione polacca nel Gruppo ECR, Adam Bielan, assumerà ufficialmente la guida del partito a seguito della ratifica da parte del prossimo Council dell’ECR Party, come confermato in una nota ufficiale distribuita a margine della riunione.

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