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L’Odissea del debito. I duecento anni della Grecia (1821-2021)

Grecia

La storia della dipendenza economica e finanziaria della Grecia nel volume di Alessandro Albanese Ginammi e Giampaolo Conte

Il 25 marzo è una data molto importante per i greci. In questo giorno si celebra la Festa dell’Indipendenza greca. Oggi, infatti, sono duecento anni dall’inizio della guerra d’indipendenza dall’Impero ottomano, iniziata il 25 marzo 1821.

LA GRECIA ANTICA E LA GRECIA MODERNA

La nascita della Grecia moderna è espressione del nazionalismo del XIX secolo. Culla della civiltà europea e madre legittima della cultura occidentale, l’antica Grecia perse la sua centralità politica dopo che l’esercito macedone prima, e quello romano poi, conquistarono tutte le poleis appartenenti alla civiltà ellenica.

Culturalmente dominante, la civiltà greca non tramontò con le sconfitte militari ma, anzi, Roma fu il mezzo per veicolare tale bagaglio fino agli angoli più remoti di un impero sterminato. Con la nascita dell’Impero Romano d’Oriente, Costantinopoli rappresentò il nuovo centro culturale di una civiltà latino-orientale fortemente debitrice alla tradizione culturale greca.

I Bizantini parlavano greco e il loro impero riuscì a resistere fino al 1453, quando, sotto le bombarde di Maometto II, Costantinopoli cadde nelle mani della nascente e aggressiva potenza ottomana. Sotto il dominio della Sublime Porta, la Grecia diventò una provincia ottomana a tutti gli effetti e lo fu per quasi quattrocento anni.

Solo dopo la guerra d’indipendenza, combattuta tra il 1821 e il 1830, la Grecia divenne una nazione sovrana.

LA GUERRA D’INDIPENDENZA

Riconosciuto dalle grandi potenze, il nuovo Stato sembrava non avesse ostacoli relativi alla propria espansione territoriale a danno dei vecchi dominatori ottomani, ormai in decadenza.

La Grecia incarnava in pieno quello spirito romantico di rinascita culturale tipico dell’Ottocento che trovava nei classici la propria ispirazione più profonda. In tal senso come non ricordare la partecipazione di intellettuali europei alla guerra d’indipendenza greca, così come l’eredità culturale dell’Occidente intrisa del patrimonio culturale della Grecia?

Tenendo ben salda la nobile idea che condusse la Grecia all’indipendenza, risulta ragionevole un confronto con l’innegabile freddezza della raison d’état, che spinse la Gran Bretagna in primis ad appoggiare l’irredentismo greco insieme al contributo interessato della Russia e alla benevolenza francese.

Londra fu la maggior sostenitrice dell’indipendenza ellenica. L’aiuto si concretizzò nell’indispensabile finanziamento di un giovane Paese alle prese con la costosa edificazione della macchina statale: difesa, sicurezza, educazione, burocrazia, etc. Tutto andava creato ex novo e tutto aveva un costo.

La Gran Bretagna permise così alla Grecia di trovare i capitali necessari sul mercato al fine di realizzare il suo progetto nazionale. La necessità fu più forte della stabilità di bilancio: il benessere delle finanze fu sacrificato sull’altare del nazionalismo e dell’espansione territoriale verso le aree limitrofe dove erano stanziate importanti comunità greche.

La “Grande Idea” arrivava a comprendere la conquista di tutta la costa ovest dell’Anatolia, facendo del Mar Egeo un “lago” ad esclusivo predominio greco.

LA DIPENDENZA ECONOMICA E FINANZIARIA

“La storia dell’indebitamento della Grecia è quella di una piccola e industriosa nazione che fu spinta da un ardente desiderio di sviluppo ed espansione a vivere a un livello superiore a quello che le sue risorse avrebbero consentito”. Così ha scritto Herbert Feis in Europe: The World’s Banker, nel 1930.

Nel nostro volume, L’Odissea del debito, le crisi finanziarie in Grecia dal 1821 a oggi (Edibus 2015), abbiamo cercato di ripercorrere la storia economica della Grecia con particolare attenzione ai problemi economici e finanziari, già in nuce alla nascita della nazione.

Attraverso una comparazione storica, il volume mette a confronto il periodo 1893-1898 con quello 2010-2015, analizzando le cause e le conseguenze sia della crisi del 1893, sia di quella del 2010. I due casi sono stati presi in esame per evidenti analogie, che hanno trovato riscontro nell’ambito di ricerche svolte a Roma e Atene tra il 2012 e il 2015. Infatti, sebbene il contesto internazionale sia profondamente diverso, in entrambi i casi la Grecia ha dovuto subire un controllo straniero sulle proprie finanze.

Se la Troika istituita nel 2010 è composta dai rappresentanti di Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea, quella del 1898 era formata dalle grandi potenze del Vecchio continente: Gran Bretagna, Francia, Germania e, in minor misura, Austria-Ungheria, Russia e Italia.

Il testo intende dunque ricostruire in chiave comparativa la storia di due crisi economiche, una ormai molto lontana nel tempo, l’altra ancora drammaticamente attuale.

I fallimenti, i prestiti, i piani di salvataggio e i commissariamenti sono ricorrenti nella storia greca fin dal primo default del 1893 e alla prima “commissione esterna” del 1898.

Studiando le crisi finanziarie in Grecia abbiamo notato che, alle crisi finanziarie sopravvenute dopo l’incessante aumento della spesa pubblica si sono spesso susseguiti pesanti piani di austerità.

I piani, nella maggior parte dei casi, non sono andati a danneggiare né la spesa improduttiva dello Stato né i privilegi di una ristretta cerchia di persone, ma hanno colpito la spesa pubblica e fatto registrare un incisivo aumento della pressione fiscale. In questa situazione si sono trovate maggiormente oppresse le fasce più povere della popolazione.

Distanti dal collocarci su posizioni deterministiche e tutt’altro che disposti ad azzardare plausibili previsioni sull’evoluzione futura del sistema economico, siamo convinti che la storia economica possa essere usata come strumento utile non solo per affrontare al meglio la crisi attuale, ma anche e soprattutto per evitare di ripetere gli errori commessi in passato.

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