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Perché i fatti di Brasilia sono inquietanti

Golpe Brasile Bolsonaristi

Attenzione a sminuire come farseschi i tentativi di golpe che l’internazionale della destra nazional-populista tenta in giro per il mondo. L’analisi di Riccardo Pennisi*

L’assalto alle istituzioni, quando fallisce, sembra sempre una pagliacciata ridicola. Parlare di golpe sembra esagerato: no, era una scampagnata, qualche selfie, due vetri sfondati e tutti a casa. Anche la Marcia su Roma, fosse stata fermata, sarebbe stata ricordata così. Senza nemmeno i selfie tra camicie nere. Ieri certo erano meno che nel 1922, eppure a rendere molto inquietanti i fatti di Brasilia ci sono almeno quattro elementi.

TUTTI I PROTAGONISTI DEL TENTATO GOLPE, SE DI GOLPE SI PUO’ PARLARE

1) Bolsonaro ha organizzato tutto insieme a Trump e alla sua squadra – mi sento di avere pochi dubbi al riguardo: più che il colpo di coda del bolsonarismo, è lo squillo di tromba di un movimento internazionale anti-democratico che attinge dalle fazioni del conservatorismo radicale. Bolsonaro è in Florida (la Camelot della destra nazional-populista, ma c’è pure casa di Trump), e la sua famiglia in stretto contatto con Donald, Bannon e altri consiglieri da settimane.

2) I militari brasiliani, sì, non hanno appoggiato l’assalto, ma i manifestanti sono partiti dagli accampamenti davanti al quartier generale dell’esercito e per quattro ore, quattro lunghe ore, nessuno li ha fermati – finché Lula non ha assunto il controllo della polizia di Brasilia. Una connivenza forse parziale è ipotizzabile.

3) Qual è l’obbiettivo reale di un’azione come questa, che ricalca l’assalto al Congresso dei trumpiani? Costringere a blindare le sedi delle istituzioni democratiche dietro migliaia di poliziotti? Dimostrare che possono essere “prese”, dunque intimorire chi ci sta dentro? Testare la resistenza del sistema democratico, già malconcio di suo? Convincere la gente che “libertà” significa far finire le elezioni “come voglio io”? Dividere la società in vasi non comunicanti?

4) Attenzione al ruolo delle reti sociali e alla loro pretesa neutralità: Musk nelle ultime settimane ha riabilitato gli account di decine e decine di bolsonaristi e complottisti esclusi da Twitter per fake news, e ha sciolto la divisione speciale che da Sao Paulo combatteva disinformazione e incitazione alla violenza. “Era gente di sinistra”, ha detto. Bolsonaro ha commentato “Io uno così me lo sposo”.

TENTATIVI FARSESCHI?

Attenzione a sminuire come farseschi i tentativi di golpe che l’internazionale della destra nazional-populista tenta in giro per il mondo. In Brasile, anche grazie a social media come Twitter di Elon Musk che ha ripristinato account complottisti e golpisti a decine, il 40% della popolazione crede davvero che Lula le elezioni le abbia rubate, e quasi altrettanti auspicano l’intervento dell’esercito in favore di Bolsonaro. E’ una base sociale più che sufficiente per instaurare una dittatura.

 

*Riccardo Pennisi è analista politico presso l’Aspen Institute Italia

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