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Perché Trump ha silurato Pam Bondi e il capo di Stato Maggiore dell’esercito USA

In meno di 48 ore Casa Bianca e Pentagono fanno fuori due pezzi da novanta nello scacchiere del presidente Donald Trump: via la procuratrice generale Pam Bondi e il capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense Randy George. Ecco chi li sostituirà e i motivi dietro la scelta del tycoon e di Pete Hegseth 

Continua il repulisti nell’amministrazione Trump: dopo il licenziamento di Kristi Noem, saltano anche i vertici della Giustizia e dell’Esercito. Alla ministra della Giustizia Pam Bondi subentra in via temporanea Todd Blanche, suo numero due e già avvocato personale di Donald Trump; al capo di Stato Maggiore Randy George succede invece temporaneamente Christopher LaNeve, generale dell’esercito e fin qui suo vice.

Nel primo caso pesa soprattutto il malcontento di Trump per la gestione dei fascicoli su Jeffrey Epstein e per la lentezza nell’azione contro i suoi avversari politici. Quanto a George, si tratta di una decisione senza precedenti in tempi di guerra: ufficialmente un pensionamento, ma è inevitabile collegare la scelta all’andamento della guerra in Iran. E potrebbe non essere finita qui: nel mirino del presidente ci sarebbe adesso la capa dell’intelligence Tulsi Gabbard.

IL CASO BONDI

Pam Bondi, insediata come 87esima procuratrice generale degli Stati Uniti nel febbraio dell’anno scorso, era arrivata al vertice della Giustizia americana dopo una carriera costruita prima come magistrato in Florida e poi come attorney general dello Stato, incarico ricoperto per due mandati dal 2011 al 2019.

Fedelissima di Trump, a cui ha ceduto gran parte dell’indipendenza che caratterizzava la giustizia americana, sarebbe stata rimossa per la gestione insoddisfacente dei file Epstein. Accusata dall’opposizione di insabbiare il caso e dagli alleati di aver messo in imbarazzo il Presidente, avrebbe pagato anche l’inefficacia delle inchieste commissionatele dal tycoon per colpire i suoi avversari politici.

TODD BLANCHE NUOVO PROCURATORE GENERALE

Al ministero della Giustizia la reggenza passa a Todd Blanche, 40esimo vice procuratore generale degli Stati Uniti, figura molto vicina a Trump per il passato da suo difensore personale. Una scelta che conferma la linea di continuità politica dell’attuale Casa Bianca, che da tempo ha ridotto gli spazi di autonomia tradizionalmente riconosciuti al Dipartimento di Giustizia. Ma al suo posto potrebbe essere presto nominato Lee Zaldin, segretario all’Ambiente e alfiere delle campagne anti-green del tycoon.

IL CASO GEORGE

Da Pete Hegseth è arrivato invece il ben servito per Randy George. Il generale, 41esimo capo di Stato Maggiore dell’esercito dal settembre 2023, è un ufficiale di fanteria uscito da West Point nel 1988, con esperienza in Desert Shield, Desert Storm, Iraq e Afghanistan; in precedenza aveva servito come vice capo di Stato Maggiore e come consigliere militare senior al Pentagono.

Il suo mandato sarebbe finito nel 2027 e non c’è una una motivazione ufficiale dietro la decisione del Pentagono, al di là delle dimissioni di facciata e del pensionamento. Ma secondo quanto ricostruito da CBS News, la scelta è legata all’esigenza di affidare l’esercito a qualcuno più in linea con la visione del presidente e di Hegseth.

IL PROFILO DI LANEVE

La guida ad interim dell’esercito va a Christopher LaNeve, finora numero due d George. Ufficiale di fanteria, laureato all’Università dell’Arizona e con oltre tre decenni di servizio, LaNeve ha ricoperto incarichi di vertice nell’esercito e in missioni operative, tra cui la guida dell’82esima Divisione aviotrasportata e il ruolo di consigliere militare senior del segretario della Guerra.

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