Dal mondo

Il nuovo piano anti Covid-19 di Boris Johnson (che non convince nemmeno i suoi)

Covid-19 Boris Johnson

Il primo ministro inglese Boris Johnson ha annunciato un nuovo piano anti Covid-19 con un sistema a tre livelli di lockdown. Ecco perché non convince nemmeno i conservatori

Più di 42.000 decessi e 600.000 casi. La situazione del Regno Unito di fronte al Covid-19 è una delle peggiori al mondo. Per ridurre la diffusione dell’epidemia, il primo ministro Boris Johnson ha annunciato un nuovo piano anti Covid-19 con un sistema a tre livelli: medio, alto e molto alto. Johnson non mette d’accordo quasi nessuno: se alcuni conservatori gli rimproverano misure troppo severe, la comunità scientifica sostiene che invece non stia facendo abbastanza.

IL PIANO DI JOHNSON

“Dobbiamo agire adesso”, ha dichiarato ieri Johnson rivolgendosi al popolo britannico. La scorsa settimana il Regno Unito era il quarto Paese al mondo più colpito (in numero assoluto di decessi) dal Covid-19 dopo Stati Uniti, Brasile e India. Per contenere la diffusione del virus, il Primo ministro ha quindi deciso di dividere l’Inghilterra in tre livelli di rischio: medio, alto e molto alto. Senza però convincere tutti.

RISCHIO MOLTO ALTO E ALTO

La regione di Liverpool, popolata da circa 1,5 milioni di persone, è al momento l’unica classificata nella categoria “rischio molto alto”. Questo significa che, a partire da domani e per almeno quattro settimane, pub, ristoranti, palestre e casinò dovranno chiudere. Liverpool è l’epicentro del contagio in Gran Bretagna e la terza città europea per numero di casi. La regione di Manchester, Birmingham e Leicester è invece considerata ad “alto rischio”. Qui sono vietati gli incontri negli spazi chiusi tra chi non appartiene allo stesso nucleo familiare.

RISCHIO MEDIO A LONDRA

Londra, dove il numero di casi giornalieri è sensibilmente più basso, resta ancora a “rischio medio”, con un coprifuoco alle 22 per i bar e il divieto di assembramento per più di 6 persone. Irlanda del Nord, Galles e Scozia possono organizzarsi indipendentemente.

LA SCELTA DI JOHNSON

Johnson ha dichiarato di aver voluto semplificare i diversi livelli di allerta sperando di evitare un nuovo lockdown nazionale perché “non solo priveremmo i nostri figli dell’istruzione, ma provocheremmo anche danni così enormi alla nostra economia che la nostra capacità di finanziare sul lungo termine il nostro sistema sanitario e gli altri servizi pubblici sarebbe compromessa”.

I CONSERVATORI NON APPROVANO

Il suo approccio ha lasciato perplessi anche alcuni membri conservatori. Helena Morrissey ha definito queste restrizioni “una follia” in un momento in cui “tutti sono sfiniti e scoraggiati”. Se il Sun ha favorevolmente accolto la volontà di lasciare aperte le scuole e la maggior parte dei negozi, ha però fatto notare che Johnson non ha considerato un’idea “più semplice e sana”, ovvero proteggere i più anziani e vulnerabili lasciando il resto dell’economia funzionare normalmente.

IL DISACCORDO DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA

Di tutt’altra opinione è il The Independent che rimprovera al Primo ministro di non prendere sul serio la situazione in un momento in cui il numero di pazienti ricoverati per Covid-19 è maggiore del 23 marzo quando è iniziato il lockdown. Soprattutto, la comunità scientifica pensa che il piano di Johnson non vada molto lontano. Per l’epidemiologo Calum Semple, le “nuove restrizioni arrivano troppo tardi e un nuovo lockdown nazionale potrebbe essere necessario nel giro di qualche settimana”. Anche per Chris Whitty, Chief Medical Officer britannico, “l’idea che possiamo vincere il virus senza fare torti è un’illusione”.

In mattinata i consulenti medici del governo hanno annunciato che potrebbero essere riaperti tre degli ospedali che erano stati allestiti a Manchester, Sunderland e Harrogate per gestire la prima ondata dell’emergenza sanitaria.

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