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Cipro

Presidenza del Consiglio UE a Cipro: le sfide e il programma di Nicosia

Cipro alla guida del Consiglio UE: ecco le sfide e i nodi geopolitici del semestre

L’inizio del nuovo anno coincide anche con il passaggio di consegne alla presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, l’altro organo comunitario con funzioni legislative, insieme al Parlamento.

Per i prossimi sei mesi sarà il piccolo Stato insulare di Cipro a guidarne i lavori. Per Nicosia si tratta un’occasione tanto prestigiosa quanto impegnativa, per la quale dovrà fare i conti con la sua storia di divisione dovuta al contenzioso territoriale con la Turchia, che ne ha invaso l’area settentrionale nel 1974, e la complessità geopolitica legata alla guerra in Ucraina.

IL PROGRAMMA PER LA PRESIDENZA DI CIPRO

Il programma cipriota, presentato dalla presidenza nelle settimane precedenti, ruota attorno al motto «An Autonomous Union. Open to the World» e individua cinque linee guida: sicurezza e difesa, competitività, apertura commerciale e relazioni globali, difesa dei valori democratici e un bilancio pluriennale ambizioso.

Nicosia punta inoltre a tenere alta l’attenzione sull’allargamento, con lo sguardo rivolto anche alla candidatura dell’Ucraina, di cui è stata sempre una forte sostenitrice, malgrado l’isola condivida con Mosca la religione cristiano ortodossa.

LA QUESTIONE TURCA E L’INTRECCIO IL RIARMO EUROPEO

Ed è proprio sul versante della difesa che si concentrano le maggiori preoccupazioni diplomatiche: Cipro e il suo main sponsor, la Grecia, si sono apertamente opposte alla partecipazione della Turchia a iniziative strategiche europee come il programma SAFE (parte del più ampio piano ReArm Europe), e la frizione ha già generato tensioni sulla condivisione di intelligence tra NATO e Agenzia europea per la difesa. 

L’isola è divisa dalla invasione turca del 1974. La Repubblica di Cipro è membro dell’UE mentre la parte settentrionale è riconosciuta solo dalla Turchia. Ciò rende il ruolo di Nicosia particolarmente delicato nel contesto del riarmo europeo, che vede Ankara nel ruolo cruciale di fornitore militare per i Paesi dell’Unione.

GLI ASPETTI LOGISTICI

Tra i meno popolosi dei 27 dopo Malta e Lussemburgo, il Paese, attualmente governato da Nikos Christodoulides, è anche il più lontano geograficamente dalla sede delle istituzioni europee.

Per ovviare alle difficoltà logistiche, Nicosia ha già aumentato la rappresentanza a Bruxelles da circa 100 addetti a oltre 250, così da pareggiare l’organico a disposizione per i mandati precedenti.

E per ovviare alla distanza geografica sono stati predisposti collegamenti aerei giornalieri con la capitale belga per agevolare gli spostamenti dei ministri e dei delegati.

 

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