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Prima i francesi, il programma elettorale di Marine Le Pen

Marine Le Pen Programma

Marine Le Pen solletica la Francia profonda e lo fa con temi ben noti, ma in realtà il vero duello potrebbe giocarsi sulla riforma delle pensioni, che ha creato non pochi problemi a Macron: il programma della leader di Rassemblement National

Marine Le Pen ci riprova per la terza volta. E per la terza volta ripropone ai francesi vecchi cavalli di battaglia ormai piuttosto noti, che rispondono allo slogan “prima i francesi”, che i vari sovranisti in diverse parti del mondo hanno opportunamente declinato, dall’American first di Donald Trump al “prima gli italiani” di Matteo Salvini.

“PRIMA I FRANCESI”

Ecco allora che, rubricate sotto le voci politica estera e sicurezza, ritornano proposte come l’immediato ripristino delle frontiere, l’espulsione degli stranieri, facilitare l’espulsione dei richiedenti asilo respinti, abolire lo ius soli e l’acquisizione automatica della cittadinanza attraverso il matrimonio, inserire nella Costituzione le circostanze che portino alla decadenza della cittadinanza, richiede l’espulsione sistematica e automatica di “clandestini, delinquenti e criminali stranieri”, nonché dei minori privi di documenti. Marine Le Pen recupera poi dal programma del 2017 l’abolizione dell’assistenza sanitaria a tutela dei clandestini e la volontà di”sradicare” le ideologie islamiste e tutte le loro reti. “La difesa della nostra identità di popolo e del nostro patrimonio storico e culturale” ispirerà ogni intervento. Forti limiti alle prestazioni sociali per le famiglie e agli assegni familiari per i non-francesi o comunque per quelle coppie in cui entrambi i componenti non dovessero essere francesi, mentre l’Rsa, equivalente del reddito di cittadinanza, verrà concesso solo agli stranieri che dimostrino di avere effettuato cinque anni pieni di lavoro in Francia. “Espelleremo coloro che non lavorano da almeno un anno e non possano dimostrare di avere le risorse per sopravvivere”, ha detto sostenendo che con questa manovra il Paese risparmierà più di 16 miliardi l’anno. Le nuove regole sul contrasto all’immigrazione si applicheranno anche agli italiani e agli altri europei. Le Pen intende presentare la legge «cittadinanza-identità-immigrazione» che in caso di elezione sottoporrà a un referendum popolare.

GIUSTIZIA E SICUREZZA

Intende procedere con l’abrogazione delle leggi penali che spingerebbero la magistratura il “lassismo giudiziario”. La candidata di destra intende raddoppiare il numero dei magistrati per portarlo a 20.000 entro il 2028 e aumentare il numero degli impiegati e del personale amministrativo o tecnico. Alla polizia promette “la presunzione di legittima difesa”. In campo penale, propone di “mettere in prigione chi spaccia” e di adattare le condanne degli spacciatori a seconda i chilogrammi o grammi di farmaci che hanno. Le persone condannate per insulti sessisti saranno iscritte nel registro dei criminali e degli autori di reati sessuali. Il suo disegno di legge per la sicurezza e la giustizia mira a un aumento di 1,5 miliardi di euro all’anno nel bilancio, alla creazione di 7.000 posti di polizia e gendarmeria e 3.000 personale amministrativo. Intende aumentare il numero dei posti carcerari a 85.000 entro il 2028. Per i minori prevede il raddoppio delle sanzioni educative con sanzioni pecuniarie per i genitori (compresa la sospensione degli assegni familiari).

RAPPORTI CON L’EUROPA

Se nel 2017 Marine Le Pen prometteva di negoziare con l’Unione europea il recupero della piena sovranità monetaria (con l’abbandono dell’euro), territoriale (con la sospensione dell’accordo di Schengen), legislativa ed economica, con tanto di referendum sull’uscita dall’Ue, oggigiorno la leader di estrema destra promette invece di restare nel Club comunitario ma di sovvertire il principio del diritto europeo sulle norme nazionali, capovolgendolo. Questo gli permetterebbe, tra le altre cose, di equiparare gli stranieri comunitari a quelli extracomunitari come spiegato nel paragrafo precedente. Chiede inoltre di rinegoziare i Trattati.

RIFORME COSTITUZIONALI

Marine Le Pen nel suo programma promette di riformare il Paese mediante l’adozione del proporzionale in tutte le elezioni (con premio di maggioranza alla Camera), l’abolizione delle Regioni e la riduzione del numero dei deputati e senatori. Vuole introdurre l’uso del referendum per far decidere al voto popolare alcune questioni, sia che sia fatto su iniziativa del governo o degli elettori, con un referendum di iniziativa popolare. Il candidato di estrema destra vuole anche tornare al mandato di sette anni non rinnovabile. Sul fronte economico intende invece rinazionalizzare le società autostradali, privatizzare le concessionarie pubbliche.

RIDUZIONE DELLE TASSE

Riduzione del 10% delle prime tre fasce d’imposta sul reddito e ripristino della quota addizionale della metà dell’imposta per vedovi e vedove. Intende inoltre riformare il sistema delle donazioni dei genitori ai propri figli che sarebbero esenti da imposta nel limite di 100.000 euro per figlio e di 50.000 euro per i nipoti. Per quanto riguarda il potere d’acquisto, Marine le Pen vuole abbassare l’IVA dal 20% al 5,5% sull’energia.

Vuole promuovere l’ingresso dei giovani con l’esenzione “totale” dalle imposte per i primi cinque anni,  supportandone la loro formazione (un buono formativo per le imprese) e promette “prestiti pubblici con interessi zero” per “giovani famiglie”  di età media inferiore ai 30 anni fino a 100.000 euro massimo  per il mutuo casa il cui “capitale residuo (sarà ) cancellato dal terzo figlio”. In questo caso però le coppie dovranno avere almeno un cittadino di nazionalità francese. La leader di RN ha promesso di restituire una media di 200 euro al mese alle famiglie francesi attraverso tagli alle tasse sull’energia (gas, carburante, elettricità, ecc.).

LAVORO

Sul fronte del mondo del lavoro, Marine Le Pen intende consentire alle aziende di aumentare i salari del 10% esentando questo aumento dai contributi dei datori di lavoro. Intende inoltre creare un ministero per la lotta alle frodi (“fiscali, contributi e prestazioni sociali, importazioni, convenzioni, ecc.”) e introdurre nei rapporti con la PA controlli biometrici “a prova di manomissione”.

SANITÀ

Particolarmente agguerrita, per tutta la pandemia, contro le misure studiate dal governo per contenerla, Marine Le Pen ha promesso di voler reintegrare tutto il personale infermieristico non vaccinato che è stato sospeso a seguito dei provvedimenti anti-Covid. La candidata di Rassemblement National ha anche affermato di essere favorevole al pagamento retroattivo degli stipendi non erogati nel periodo della sospensione, che considera un attacco  alla libertà personale. Infine, la candidata di estrema destra ha riaffermato la  contrarietà alla vaccinazione dei bambini e, più in generale, alla vaccinazione obbligatoria.

Quanto all’ammodernamento del sistema nazionale, il suo è un piano da 20 miliardi di euro in cinque anni, di cui 2 miliardi per aumentare gli stipendi del personale sanitario e assumere 10mila unità.  Di contro, intende inoltre abolire le Agenzie sanitarie regionali e  fissare un tetto del 10% per le posizioni amministrative negli ospedali, al fine di consentire l’assunzione di più personale infermieristico. L’esponente di RN propone di rafforzare il personale dei servizi di emergenza, di organizzare una partnership con la medicina cittadina per alleggerire l’ospedale e di creare un settore separato per le persone più anziane. Per aumentare il numero di medici, Le Pen propone forti incentivi finanziari, lo sviluppo della telemedicina, e sul fronte universitario “posti sufficienti nelle facoltà di medicina per avere i medici di cui i francesi hanno bisogno” .

PENSIONI

Per andare in pensione bisognerà aver compiuto i 60 anni (Macron vuole alzare l’età a 65 anni) ma sarà sempre necessario il raggiungimento dei 40 anni di contributi, anche se nel suo programma Marine Le Pen insiste sul fatto che non possa valere per tutti, in quanto “prima si inizia a lavorare, più si va in pensione a un’età ragionevole”, dal momento che “quando si inizia presto è spesso perché si fa un lavoro manuale, mentre quando si entra nella vita lavorativa più tardi è spesso perché si fa un lavoro intellettuale che è molto meno faticoso”, sostiene la candidata di RN.  Inoltre, ha promesso di non deindicizzare le pensioni, collegandole all’inflazione, aumentando le minime a mille euro.

LA LOTTA ALLE RINNOVABILI

Il programma energetico di Marine Le Pen si concentra soprattutto sulla necessità di rimuovere i sussidi concessi alle energie rinnovabili come l’eolico o il solare. La candidata di RN vede l’energia eolica come un “settore inutile”, perciò al contrario di Emmanuel Macron, che ha promesso che “la potenza solare sarà moltiplicata per dieci” e che la Francia avrà “cinquanta parchi eolici in mare” per il 2050, vuole fermare lo sviluppo di tutti i progetti eolici francesi, in mare o terrestri. Marine Le Pen è invece favorevole al nucleare, uno dei pochi temi in cui appare d’accordo con il rivale.

SCUOLA

Sull’istruzione, abolirebbe l’insegnamento delle lingue e delle culture di origine, la cd. ELCO. Punirebbe la mancata frequenza sospendendo gli assegni familiari e le borse di studio. Aumenterebbe il salario degli insegnanti del 3% all’anno. Vorrebbe limitare a venti il ​​numero di studenti per classe della primaria e a trenta alle superiori e riformare il percorso professionale. Propone di realizzare 100.000 alloggi sociali all’anno, “di cui 20.000 per studenti e giovani lavoratori”, con accesso privilegiato per i francesi. La candidata propone “la definizione sistematica, per legge, del contenuto delle lezioni”, validata a monte dal Ministro dell’Istruzione.

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