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Regno Unito, le nuove regole per chi vuole andare a lavorare nel Paese

Regno Unito

Dal 1° gennaio 2021 nel Regno Unito entreranno soltanto lavoratori altamente qualificati che parleranno inglese. L’articolo di Elisabetta Corsi per Notizie geopolitiche

Il governo del Regno Unito vuole dare una stretta all’immigrazione chiudendo le frontiere ai lavoratori non qualificati e a coloro che non parlano inglese. In pratica finirà l’era della manodopera europea a basso costo nelle fabbriche, nei magazzini, negli alberghi e nei ristoranti. Questa è la legge che il governo vuole attuare dopo il periodo di transizione cioè dal 1 gennaio 2021.

UN SISTEMA A PUNTI, COME IN AUSTRALIA

Verrà adottato un sistema a punti come avviene in Australia, e per governo Johnson si tratta di prendere il controllo delle frontiere britanniche per la prima volta dopo decenni ed eliminare la “distorsione” causata dalla libertà di movimento nell’Ue. Con il raggiungimento di 70 punti in base ai titoli, alle competenze e al reddito si avrà la possibilità di ottenere il visto per lavorare nel Regno Unito. Andranno bene scienziati e ricercatori, porte chiuse invece per camerieri e commessi, ed il segretario di Stato Priti Patel ha dichiarato che “ci troviamo in un momento storico per l’intero paese; con la fine del libero movimento, ci riprenderemo in mano il controllo delle nostre frontiere, riducendo le immigrazioni ma allo stesso tempo attireremo i migliori e più brillanti da tutto il mondo, dando impulso all’economia e alle nostre comunità, e libereremo il potenziale di questo paese.”

LE NUOVE REGOLE PER ENTRARE NEL REGNO UNITO

Il governo ha stilato un documento di dieci pagine volto a illustrare la nuova politica sull’immigrazione: le frontiere saranno chiuse a tutti i lavoratori non qualificati e che non parlano inglese; chiunque voglia emigrare nel Regno Unito dovrà avere un’offerta di lavoro con una soglia di stipendio di 25.600 sterline, in casi speciali sarà accettato anche uno stipendio 20.480 sterline, per esempio se ci sarà carenza di competenze, come nel settore infermieristico; non ci sarà un percorso per i lavoratori autonomi che arrivano nel Regno Unito come gli idraulici polacchi o i costruttori rumeni che oggi arrivano senza lavoro; i controlli alle frontiere non accetteranno più le carte d’identità di paesi come Francia e Italia e servirà il visto. Questo per reprimere i lavoratori extracomunitari che tentano di entrare con carte d’identità false o rubate.

In ultimo la soglia di competenze per i cittadini stranieri che desiderano lavorare nel Regno Unito sarà abbassata dal livello di laurea al livello A o equivalente. Il limite massimo dei lavoratori qualificati verrà eliminato e solo un piccolo numero di lavoratori altamente qualificati potranno entrare senza lavoro.
Tutto questo non vale per i turisti o studenti che stanno meno di sei mesi nel Regno Unito, ed in questo caso non serve il visto ma gradualmente sarà necessario presentare il passaporto.

L’opposizione e i rappresentanti delle categorie che necessitano di manodopera meno qualificata si sono detti contrari alla piega presa dal governo e reputano questa legge un danno all’economia del paese.

 

Articolo pubblicato su notiziegeopolitiche.net

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