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Chi scende in piazza (a Roma) contro il regime di Teheran

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Donna, vita, libertà. Oggi a Roma, il Partito radicale organizza la manifestazione di protesta contro la repressione in Iran 

Tre mesi di terrore. Tre mesi di ciocche tagliate, di dimostrazioni, di impiccagioni, di minacce e di repressione. Come se la guerra russa in Ucraina non bastasse. Come se fosse ancora tra noi, il Medioevo. In Iran si continua a morire, muoiono i più giovani, soprattutto. Giustiziati senza pietà tra le urla strazianti delle madri. Come nel caso di Mohsen Shekari. Protagonista tra i tanti di una rivoluzione culturale, inedita perché non ideologica né illusa sulle reali prospettive riformatrici del regime di Teheran. Meglio raderlo al suolo quel regime, dicono. Rifare il sistema da capo, per tutti.

OGGI A ROMA IL PARTITO RADICALE GUIDA LA MANIFESTAZIONE PRO DIRITTI PER L’IRAN

Il mondo è scosso, dinnanzi a tali eventi. Che si vanno ad aggiungere a quelli in Ucraina, alle proteste contro Zero Covid in Cina, a tante altre rivolte che posiamo trovare nel mondo. Basti andare anche in Africa, guardare in Etiopia ed Eritrea. O alla siccità in Somalia. E se proprio non siamo convinti, la ben più vicina area balcanica ha riacceso da mesi i fuochi delle rivalità serbo-kosovare con le tensioni alimentate da una mera guerra di targhe delle automobili. Insomma, il mondo continua a essere complesso.

In Italia, l’eco delle rivolte iraniane si è fatto sentire poco. Forse per paura di come giudicare tali eventi, di come e da che lato prenderli. Partire, però, da gesti di condanna (che solo a chi ignora la rilevanza degli eventi possono risultare inutili o banali) è molto più di un inizio. E’ la posizione del Partito Radicale, che per oggi a Roma ha organizzato una manifestazione a sostegno delle donne, della vita e della libertà in Iran. Sarà una replica di quanto avviene dal 29 ottobre scorso, quando dalla morte di Mahsa Amini erano trascorsi poco più di quaranta giorni. Allora, l’appuntamento fu in Piazza San Giovanni, alle 15.  Oggi, invece, si partirà da Piazza della Repubblica alle 10.

L’APPELLO DEL PARTITO RADICALE

“NOI ci appelliamo a tutte le donne e agli uomini di buona volontà dicendo loro: Ucraina – Iran, Kjiv – Teheran: due popoli, stessa lotta per la libertà e la giustizia, senza le quali non ci può essere pace. NOI ci appelliamo ai potenti di questo Paese, a coloro che incarnano le nostre istituzioni, hanno giurato fedeltà alle leggi della Repubblica, ai valori che rappresentano e prefigurano. NOI ricordiamo, e ostinatamente ricorderemo, a tutti loro che in Iran è in corso una rivoluzione nonviolenta e pacifica, e che non si può restare inerti e indifferenti di fronte a questo storico e drammatico evento. Ricordiamo, e ostinatamente ricorderemo, che indifferenza e inerzia equivalgono a complicità con gli oppressori e i violenti: colpa dolosa di cui si dovrà rispondere alle nostre coscienze e alle future generazioni: anche per questo saremo giudicati”, recita l’appello del Partito Radicale.

Che ricorda come “in Iran, da mesi un popolo lotta in modo nonviolento per la conquista di inalienabili diritti brutalmente negati e repressi, affinché sia posta fine al regime della Repubblica islamica per consentire la costituzione di una Repubblica democratica laica parlamentare basata sullo stato di diritto e sul rispetto diritti umani”.

LA REAZIONE ATTESA DALL’OCCIDENTE

Cosa devono fare Italia, Unione Europea, Occidente intero? Semplice. Che “mostrino nei confronti del popolo iraniano la stessa solidarietà e lo stesso sostegno che giustamente si esprime nei confronti del popolo ucraino in lotta contro l’invasione e la guerra scatenata da Vladimir Putin. NOI chiediamo che non si fornisca più supporto economico-commerciale a Teheran; che sia sospeso ogni accordo con il regime teocratico, nucleare compreso; che si attui un embargo economico-commerciale; che siano sanzionati i membri della struttura di potere della Repubblica islamica in Iran con il divieto di viaggiare nei Paesi dell’Unione europea; che si attivi la giurisdizione extraterritoriale prevista dai codici penali per procedere nei confronti di coloro che si siano macchiati di crimini contro l’umanità come la tortura, il sequestro di minori e le uccisioni extragiudiziali anche se i delitti sono stati commessi all’estero”.

CHI HA ADERITO ALL’ APPELLO

Tante le adesioni sin qui raccolte dal partito guidato da Maurizio Turco. Tra gli altri, tantissimi, anche Manoocher Deghati: fotoreporter iraniano  (ormai irano-francese -italiano); Ramin Bahrami: pianista iraniano ; Alessandro De Nicola : Senior Partner delle sedi italiane dello studio legale Orrick, Docente presso l’Università Bocconi; Alessandro Haber: attore italiano, regista, scrittore, sceneggiatore, co-sceneggiatore E ancora: Rocco Papaleo; Vasco Rossi, Letizia Moratti, Giuliano Ferrara,  Riccardo Pacifici (European Jewish Association).

L’elenco è lungo e consultabile sul sito del Partito Radicale. Ma basterà andare in piazza, tra qualche ora e condividere una protesta, una dimostrazione, un grido di dolore. Con tre parole in coda: donna, vita, libertà.

 

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