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Peter Mandelson

Starmer trema: arrestato e rilasciato l’ex ministro Mandelson. Ecco chi è

Dalle vette del New Labour al rilascio su cauzione: l’ex “eminenza grigia” britannica Peter Mandelson finisce nel turbine del caso Epstein. Ecco chi è

Il terremoto che sta scuotendo le fondamenta del Regno Unito ha oggi un nome e un cognome: Peter Mandelson. L’ex ambasciatore e ministro è stato rilasciato su cauzione dopo che ieri era stato arrestato dagli uomini di Scotland Yard.

L’indagine, intanto, prosegue. L’accusa è pesantissima: “condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche”. Secondo gli inquirenti, intorno agli anni Dieci, mentre occupava i vertici del potere, Mandelson avrebbe rivelato informazioni governative segrete a Jeffrey Epstein e ad altri uomini d’affari, permettendo loro di utilizzarle a scopo di lucro. Si tratta dell’ultimo anello di una catena di scandali che coinvolge direttamente il principe Andrea e lambisce il trono di Carlo III, oltre a terremotare ulteriormente il governo di Keir Starmer, aprendo scenari di crisi istituzionale senza precedenti.

CHI È PETER MANDELSON

Peter Mandelson, 72 anni, è una delle figure più influenti e discusse della politica britannica contemporanea. Membro della Camera dei Lord ed ex deputato, è passato alla storia come uno dei principali “architetti” del New Labour, la corrente che ha modernizzato il partito portandolo alla vittoria con Tony Blair.

IL “PRINCIPE DELLE TENEBRE”, I PRIMI SCANDALI, IL LEGAME CON BLAIR

Londinese, soprannominato il “Principe delle Tenebre”, è considerato un’eminenza grigia del partito laburista. Dal 1997 ha inanellato una serie di incarichi ministeriali, su cui spesso s’è allungata l’ombra degli scandali.

La prima volta proprio con Blair: nel 1998 fu nominato Segretario di Stato per il Commercio e l’Industria, lasciando l’incarico dopo appena cinque mesi, a causa di un prestito non dichiarato ottenuto da un collega di governo per l’acquisto di una casa. Ripescato l’anno successivo per gestire la delicata fase successiva agli Accordi del Venerdì Santo, dovette dimettersi nuovamente nel 2001 per le accuse (da cui fu poi scagionato) di aver favorito la richiesta di cittadinanza dei fratelli indiani Hinduja.

Nel 2004 arriva la chiamata da Bruxelles nel ruolo di Commissario europeo per il Commercio durante la Commissione Prodi, che mantenne fino al 2008, anno in cui fa il suo grande ritorno sulla scena britannica.

IL RITORNO CON GORDON BROWN

Nel pieno della crisi finanziaria globale, il primo ministro Gordon Brown rimescola le carte del suo governo e lo richiama in patria in qualità di Segretario di Stato per le Imprese, l’Innovazione e le Competenze. Mandelson smette così definitivamente i panni del fedelissimo di Blair e passa al fronte opposto, divenendo l’uomo forte del governo Brown, assumendo anche il titolo onorifico di Primo Segretario di Stato e Lord Presidente del Consiglio nel 2009.

LA CHIAMATA DI STARMER E LO SCANDALO EPSTEIN

Con la sconfitta dei Laburisti nel 2010, Mandelson passa formalmente all’opposizione, continuando a esercitare la sua influenza politica dalla Camera dei Lord, dedicandosi ad attività di consulenza strategica globale e, negli anni successivi, alla battaglia contro la Brexit, prima di tornare in un ruolo di primo piano come consigliere di Keir Starmer.

ll resto è storia recente. Nel 2025 viene nominato Ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, ma l’incarico si interrompe bruscamente a settembre a causa delle polemiche sui suoi legami con Jeffrey Epstein, che hanno portato infine alle sue dimissioni dalla Camera dei Lord e al suo arresto. Un filo che è tutto da ricostruire e che potrebbe riscrivere l’intera parabola di Mandelson, terremotando il governo Starmer, proprio come il coinvolgimento del principe Andrea sta mettendo a dura prova la tenuta della Corona inglese.

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