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Trump: 10 giorni di cessate il fuoco tra Israele e Libano

Donald Trump annuncia un’intesa tra Israele e Libano con un cessate il fuoco di 10 giorni e possibili colloqui alla Casa Bianca

Un cessate il fuoco di 10 giorni, l’impegno di Washington per una “pace duratura” e l’ipotesi di un incontro alla Casa Bianca tra Joseph Aoun e Benjamin Netanyahu. È questo lo scenario delineato da Donald Trump in una serie di messaggi pubblicati su Truth Social, con cui il presidente statunitense ha annunciato un’intesa tra Israele e Libano. Nessun riferimento, per adesso, a Hezbollah, che in teoria sarebbe il vero target di Tel Aviv.

L’ANNUNCIO DI TRUMP

Secondo Donald Trump, il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu “hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17 Est” (cioè alle 23 italiane). Il presidente americano ha aggiunto di aver avuto “eccellenti conversazioni” con i due leader e di aver affidato il dossier al vicepresidente JD Vance, al segretario di Stato Marco Rubio e al capo dello Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine.

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“Ho dato istruzioni a JD Vance e Marco Rubio, insieme al presidente del Joint Chiefs of Staff, il generale Dan Caine, di lavorare con Israele e Libano per ottenere una pace duratura”, ha scritto Trump, rivendicando anche il proprio ruolo nei dossier internazionali: “È stato un mio onore aver risolto 9 guerre nel mondo, e questa sarà la decima, quindi andiamo: FACCIAMOLO!”.

L’INVITO A WASHINGTON PER AOUN E NETANYAHU

In un secondo messaggio, il presidente americano ha annunciato l’intenzione di invitare i due leader a Washington per nuovi colloqui. “Inviterò il primo ministro israeliano, Bibi Netanyahu, e il presidente del Libano, Joseph Aoun, alla Casa Bianca per i primi colloqui significativi tra Israele e Libano dal 1983, molto tempo fa”, ha scritto Trump.

Poi l’ulteriore messaggio di ottimismo: “Entrambe le parti vogliono vedere la pace, e credo che accadrà, rapidamente”. Se confermato, l’incontro segnerebbe un passaggio politico rilevante dopo anni di tensioni e di contatti intermittenti tra le due sponde del confine.

IL BILANCIO DELLA GUERRA

L’annuncio arriva mentre il bilancio umano della nuova escalation resta pesantissimo. Dall’inizio della ripresa delle ostilità, il 2 marzo, gli attacchi israeliani nel sud del Libano e nei quartieri meridionali di Beirut, a maggioranza sciita, hanno provocato oltre duemila morti, quasi settemila feriti e circa un milione e trecentomila sfollati, pari al 20% della popolazione del Paese.

Una crisi umanitaria di portata enorme, che si innesta su fragilità già profonde: il Libano è uno Stato multiconfessionale, politicamente frammentato e duramente colpito da una grave crisi economica. Sullo sfondo resta anche il precedente conflitto con Israele del 2024, che ha ulteriormente indebolito la tenuta sociale e istituzionale del Paese.

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