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Trump twitta l’idea di “ritardare le elezioni” di novembre (perché i sondaggi vedono Biden in testa)

Trump

“Con il voto per posta universale (e non la votazione a distanza, che è positiva), quelle del 2020 saranno le elezioni più IMPRECISE e FRAUDOLENTE della storia. Sarà un grande imbarazzo per gli Stati Uniti. Ritardare le elezioni fino a quando le persone non potranno votare in modo corretto, tranquillo e sicuro?”, ha twittato oggi Trump

Come ha riportato il New York Times, prima della pandemia i democratici avevano temuto che Trump avrebbe cercato di annullare o posticipare le elezioni presidenziali di novembre. Oggi, per la prima volta, The Donald in un tweet ha confermato i timori, suggerendo che il voto venga rinviato “fino a quando la gente non potrà votare in modo corretto, sicuro e protetto”. Lo ha scritto nonostante non abbia il potere legale per concretizzare questa idea.

tweet trump

UN INVITO A DELEGITTIMARE LE ELEZIONI

Perfino per Trump, suggerire di rimandare le elezioni è una straordinaria violazione del decoro presidenziale. Il Presidente, di fatto, aumenta così le possibilità che i suoi sostenitori non accetteranno la legittimità dei risultati delle elezioni nel caso in cui dovesse vincere l’ex vicepresidente di Obama, Joe Biden. Trump non ha l’autorità di cambiare unilateralmente la data delle elezioni, che è stabilita dalla legge federale. Il suo tweet arriva proprio quando i sondaggi gli mostrano che è molto indietro rispetto al suo avversario in quasi tutti gli Stati-chiave. E l’affermazione di Trump che il voto per posta porta a conteggi imprecisi o a frodi è completamente falsa. Esiste inoltre la possibilità che un massiccio ricorso al voto per posta possa condizionare l’affluenza e quindi anche il risultato, specialmente in un paese in cui votare può essere molto complicato a causa delle lunghe code ai seggi, e in particolar modo nelle zone più popolate dalle minoranze etniche. Mentre la Casa Bianca ha ufficialmente negato che Trump abbia interesse a cambiare la data delle elezioni del 3 novembre, alcuni dei suoi alleati e dei suoi principali sostenitori hanno invece prospettato questa possibilità.

VOTO PER POSTA vs VOTO IN PRESENZA

I continui attacchi del Presidente al voto per posta, combinati con gli sforzi dei democratici per incoraggiare un maggior numero di elettori a richiedere e presentare le schede per corrispondenza, hanno portato a un significativo vantaggio dei democratici. In aprile, la candidata liberale per la corsa alla Corte Suprema del Wisconsin ha ottenuto circa 10 punti percentuali in più nelle votazioni per posta rispetto al giorno delle elezioni, secondo un’analisi dei risultati condotta dal New York Times. Secondo un recente sondaggio pubblicato dal Washington Post, il 49% degli elettori crede che i rischi legati al voto per posta siano maggiori dei benefici. La maggioranza degli intervistati, il 59%, si è detto a favore del voto di persona, mentre il 38% ha accordato la sua preferenza al voto per posta.

I DATI DEL NATIONAL VOTE AT HOME INSTITUTE

Durante le primarie presidenziali, gli Stati che hanno favorito il voto per posta hanno visto un’affluenza alle urne molto maggiore di quella degli Stati che hanno tenuto le loro votazioni principalmente di persona. Nel Montana, che ha inviato le schede a tutti gli elettori registrati nello Stato, ha votato il 63% degli aventi diritto registrati, la percentuale più alta della nazione, secondo il National Vote at Home Institute, che incoraggia il voto per posta. Sette dei nove Stati con il più basso afflusso alle urne hanno fatto votare principalmente di persona, ha dimostrato con il suo studio l’istituto.

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