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Tunisia: elezioni presidenziali, netta affermazione dell’indipendente Saied

Tunisia

L’analisi di Melania Malomo e Simone Acquaviva per il CeSI — Centro Studi Internazionali presieduto da Andrea Margelletti sul nuovo Capo di Stato in Tunisia, Kais Saied, uscito vincitore dal ballottaggio dello scorso 13 ottobre contro Nabil Karoui

Kais Saied è il nuovo Capo di Stato tunisino. Il professore di Diritto Costituzionale è stato eletto con il 72.71% dei suffragi nel ballottaggio dello scorso 13 ottobre, sconfiggendo nettamente il magnate delle telecomunicazioni Nabil Karoui, fermatosi al 27,29% dei voti.

CHI È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA TUNISIA KAIS SAIED

Saied, candidato indipendente con posizioni conservatrici, ha condotto una campagna elettorale con poche risorse, facendo proprie anche tematiche divisive (di condanna all’omosessualità, a favore della pena di morte, contro l’equiparazione di genere), e proponendo il rafforzamento dei consigli comunali come contraltare il modello centralizzato di governo.

NEL SEGNO DELLA DISCONTINUITÀ CON IL SISTEMA PARTITICO

In grado di sfruttare la propria estraneità al sistema partitico che governa la Tunisia del 2011, il nuovo Presidente tunisino è stato in grado di mobilitare gli astenuti delle ultime tornate elettorali, raccogliendo quasi un terzo dei consensi da elettori che non avevano votato alle scorse legislative.

CRESCE L’AFFLUENZA ELETTORALE RISPETTO ALLA PRIMA TORNATA PRESIDENZIALE

L’affluenza si è difatti attestata attorno al 55%, in forte crescita rispetto alla prima tornata presidenziale del 15 settembre (45%) e a quella legislativa del 6 ottobre (41%), soprattutto quest’ultima caratterizzata dalla scarsa mobilitazione giovanile (9% nella fascia 18-25 anni).

UN CONSENSO TRAVERSALE, A LIVELLO DI GENERE E TERRITORIALE

Saied ha quindi ottenuto un consenso trasversale, plebiscitario tra i giovani e tra le fasce maggiormente istruite (oltre il 90%), trasversale a livello di genere e territoriale. Un segnale ulteriore dello scollamento crescente tra i tunisini e il sistema dei partiti, che sono percepiti come autoreferenziali e incapaci di migliorare le condizioni socio-economiche del Paese.

 

Articolo pubblicato su cesi-italia.org

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