Dal mondo

TurkStream passerà attraverso la Serbia e verso l’Europa. Parola di Putin

Vladimir Putin ha annunciato che la Russia è pronta a investire un miliardo e mezzo di dollari per un gasdotto attraverso la Serbia e verso l’Europa. L’articolo pubblicato da Naturalmentegas

Questo progetto di gasdotto balcanico, discusso ai massimi livelli ufficiali, sarebbe il prolungamento del TurkStream attualmente in costruzione: la pipeline che servirà a commercializzare il gas naturale russo in Turchia e poi in Europa. Ha preso il posto di SouthStream, che avrebbe collegato la Russia direttamente alla Bulgaria – al progetto partecipava anche l’Eni – ma non è stato mai costruito per incompatibilità con la legislazione europea sulla concorrenza. Viene realizzato direttamente da una controllata di Gazprom, il leader mondiale del settore.

TURKSTREAM, IL GASDOTTO RUSSO-TURCO

TurkStream è un gasdotto lungo 930 chilometri e dalla capacità complessiva a regime di 31,5 miliardi di metri cubi all’anno, formato da due linee gemelle: la prima, per alimentare il mercato turco sempre più avido di gas; la seconda, per rifornire l’Europa meridionale e sud-orientale. Infatti, la Turchia è il secondo maggior acquirente di gas russo dopo la Germania: anche in virtù della transizione in corso dal carbone che è molto più inquinante.

LE PAROLE DI PUTIN

Lo scorso 19 novembre a Istanbul, Putin insieme al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno celebrato la fine dei lavori del primo tratto di TurkStream: quello sottomarino sul letto del mar Nero a una profondità record di oltre 2000 metri, da Anapa nel Caucaso fino a Kıyıköy sulla costa della Turchia europea (dove è in fase di ultimazione un nuovissimo terminal).

Da lì, ulteriori 180 chilometri di tubi consentiranno al gasdotto di innestarsi nella rete turca, a Lüleburgaz non lontano dal confine con Bulgaria e Grecia. La distanza dai centri di produzione industriale di Istanbul, Kocaeli, Bursa e Izmir è contenuta: e per l’appunto, la Turchia usa sempre più il gas naturale anche per la produzione di energia. La fine dei lavori e il conseguente avvio della distribuzione sono previsti per la fine del 2019.

CHE STRADA PRENDERÀ POI TURKSTREAM?

Questo non è ancora stato definito. Però, le parole di Putin in Serbia – investimenti, posti di lavoro per i locali, sicurezza energetica anche regionale – e l’avvio di trattative con il suo omologo Vučić fanno pensare a una decisione ormai molto probabile.

Le opzioni allo studio sono comunque tre: Tesla, Serbian Stream e Eastring. Le prime due hanno entrambe come terminale l’hub austriaco di Baumgarten e transiterebbero sul territorio di Ungheria e Serbia; ma mentre Tesla passerebbe per Grecia e Macedonia, Serbian Stream inizierebbe dalla Bulgaria. Eastring, invece, dalla Bulgaria proseguirebbe verso nord, attraverso Romania e Ungheria, fino alla Slovacchia: ma ha ormai perso terreno rispetto agli altri due gasdotti ipotizzati.

 

Articolo pubblicato su Naturalmentegas.com

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