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Verso la pace tra Ucraina e Russia? Perché il discorso di Putin è stato annullato all’improvviso

Putin

Si vocifera che il discorso di Putin, già registrato, sia congelato in attesa di sviluppi sui negoziati 

Oggi, Vladimir Putin aveva annunciato un discorso sulla guerra in Ucraina. Tutto era programmato per le 19 ora italiana (le 20 di Mosca), ma non è andato in onda. I motivi sarebbero da ricercare nell’avanzamento di un negoziato sotterraneo.

Intanto siamo al 209esimo giorno di guerra e l’avanzata Ucraina costringe i russi ad arretrare. E Mosca tenta la carta dei Referendum per l’annessione del Donbass.

Andiamo per gradi.

Niente discorso di Putin

Partiamo dagli ultimi fatti. L’atteso discorso di Vladimir Putin è stato annullato, all’improvviso. Doveva tenersi alle 20, ora locale, ma nel corso della serata il tweet con l’orario è stato cancellato. Alcune fonti vicine al Cremlino hanno riferito che il discorso per questa sera non ci sarà, e che potrebbe invece aver luogo domani

Questo almeno è quanto si apprende da quanto scritto dalla direttrice di Russia Today, Margarita Simonyan, su Twitter: “Andate a letto”. Tradotto: evitate di aspettare ancora qualcosa che non arriverà.

Verso un negoziato?

A dire il vero, secondo delle fonti, citate da Fanpage, l’intervento del presidente russo sarebbe stato registrato ma di fatto congelato in attesa di sviluppi su un possibile negoziato sotterraneo, come peraltro aveva accennato lo stesso presidente turco Recep Taayip Erdogan, all’Assemblea generale dell’Onu.

“In Uzbekistan, mi sono incontrato con il presidente Putin e abbiamo avuto discussioni molto approfondite con lui. E mi sta dimostrando che è disposto a porre fine a questa situazione il prima possibile”, ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista alla tv americana Pbs, ripresa dal Guardian. “Questa è stata la mia impressione, perché il modo in cui si stanno svolgendo le cose ora è piuttosto problematico – ha aggiunto il presidente russo -; 200 ostaggi saranno scambiati in seguito a un accordo tra le parti. Penso che si farà un passo avanti significativo”.

Putin vuole “porre fine a questa battaglia con la pace”, ha aggiunto Erdogan.

Il Referendum sul Donbass

Non è facile conoscere i punti che il Russo avrebbe toccato nel suo discorso, ma quasi certamente Putin avrebbe annunciato ufficialmente ii Referendum per l’annessione del Donbass alla Russia. Referendum che, per le autoproclamate repubbliche separatiste filorusse del Donetsk e del Lugansk, si terranno nel territorio russo dal 23 al 27 settembre, secondo quanto riferito dalle autorità delle due Oblast controllate dai secessionisti, la cui indipendenza fu riconosciuta dal presidente russo, Vladimir Putin, poco prima dell’invasione dell’Ucraina. Il referendum per “la secessione dall’Ucraina, la creazione di uno Stato e la sua adesione” alla Federazione russa della regione ucraina di Zaporizhzhia si svolgerà invece solo nella giornata del 23 settembre, spiega un decreto citato dalla Tass.

“I referendum nel Donbass sono di grande importanza non solo per la protezione sistemica dei residenti della Repubblica del Luhansk e del Donetsk e di altri territori liberati, ma anche per il ripristino della giustizia storica“, ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, aggiungendo: “L’invasione del territorio della Russia è un crimine che consente l’uso di tutte le forze di autodifesa”.  I referendum “sono così temuti a Kiev e in Occidente” e “devono essere fatti”.

Una mera provocazione

Sarebbe stata una provocazione. Una reazione, asimmetrica, alla controffensiva Ucraina. I referendum sarebbero illegali e non riconosciuti dalla Comunità internazionale.

La controffensiva Ucraina

Ad oggi siamo al 209simo giorno di guerra. E l’Ucraina, sostenuta dall’Unione Europea e dagli Usa, è riuscita nella riconquista di oltre 300 insediamenti attorno alla zona di Kharkiv. “Ad oggi, le misure di stabilizzazione sono state completate in vari distretti, con un’area totale di oltre 4.000 chilometri quadrati. La stabilizzazione continua nel territorio liberato, di circa la stessa estensione. Gli occupanti e gruppi sovversivi vengono individuati, i collaboratori vengono arrestati e viene ripristinata la piena sicurezza, annunciava il  presidente ucraino Volodymyr Zelensky circa una settimana fa.

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