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Vertice Ue: vaccini, passaporto sanitario, frontiere, virus. I temi sul tavolo

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Draghi debutta al summit europeo che proverà a ritrovare compattezza tra gli Stati del Vecchio continente, ancora una volta in marcia contro il virus in ordine sparso. Di cosa si parlerà al vertice Ue

Un incontro di due giorni tra i capi di Stato e di governo dei Paesi membri per parlare soprattutto di virus e vaccini. Nel primo summit (virtuale) per Mario Draghi tra i suoi omologhi europei i temi economici verranno toccati di striscio, pare solo in relazione ai traffici delle merci, visto che circolare nell’Ue sta diventando sempre più complicato per via di alcune chiusure arbitrarie di diversi Paesi.

VERTICE UE: FRONTIERE E PATENTINI VACCINALI

Tra i più attivi a chiedere ai Paesi che hanno di fatto chiuso le frontiere (tra questi la Germania) adducendo le ragioni sanitarie di ripristinare il passaggio delle merci ci sarà senz’altro l’olandese Mark Rutte, premier di un Paese che dal mercato unico trae molti vantaggi. In agenda, poi, il tema, assai divisivo, del patentino o certificato di vaccinazione. Gli esperti lo sconsigliano: rischierebbe di ingenerare una pericolosa sicurezza tra i vaccinati che potrebbero abbandonare le precauzioni (mascherine e distanziamento), nonostante nessuno abbia possibilità di dire che i vaccini schermino sempre dal virus e, soprattutto, non rendano contagiosi.

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Ma se patentino deve essere, la linea di Ursula von der Leyen, condivisa dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel, è quella di trovare almeno regole comuni. Attualmente, questa sorta di “lasciapassare” fa gola soprattutto ai Paesi dell’area mediterranea che vorrebbero far ripartire quanto prima il turismo (il neo governo di Draghi non si è ancora espresso sul tema), mentre si sono già espresse contro Parigi e Berlino.

Ma, anche alla luce dei nuovi tagli di AstraZeneca, probabilmente nel vertice ue di oggi i leader chiederanno soprattutto alla Commissione di intensificare la pressione sulle aziende farmaceutiche, perché rispettino gli impegni contrattuali, anche investendo direttamente nelle realtà del continente perché inizi una produzione delle fiale “a km zero”.

LA LETTERA DI CHARLES MICHEL AI MEMBRI DEL CONSIGLIO

Questa la missiva di invito che il presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, ha inoltrato ai capi di Stato e di governo in riferimento al vertice ue di oggi e domani:

Ci incontreremo virtualmente giovedì e venerdì per proseguire il nostro lavoro di coordinamento sulla pandemia di COVID-19 e portare avanti altri importanti filoni della nostra agenda comune.

La nostra lotta contro la pandemia di COVID-19 prosegue ed è ancora difficile a causa dell’emergere di nuove varianti e della necessità di trovare il giusto equilibrio tra restrizioni e flusso regolare di beni e servizi nel mercato unico.

La nostra priorità continua a essere quella di accelerare le vaccinazioni in tutta l’UE. Ciò significa accelerare il processo di autorizzazione dei vaccini, come pure la produzione e la distribuzione degli stessi. Sarà necessario, ad esempio, vagliare soluzioni che permettano di raggruppare i produttori nelle diverse catene di approvvigionamento al fine di aumentare la produzione nell’UE. Bisognerà inoltre garantire la prevedibilità della consegna dei vaccini e il rispetto da parte delle aziende farmaceutiche degli impegni da esse assunti.

Le nuove varianti sono diventate i ceppi dominanti in molti Stati membri. Dobbiamo pertanto rafforzare la nostra capacità di sequenziamento e porre in essere le condizioni necessarie per l’aggiornamento dei vaccini.

Potrebbero tuttavia continuare ad essere necessarie misure che limitino i viaggi non essenziali per contenere la diffusione del virus. Ciò nonostante, il flusso di beni e servizi nel mercato unico e il ruolo svolto dalle corsie verdi restano essenziali.

Oltre a ciò, è fondamentale dimostrare solidarietà nei confronti dei nostri partner, anche attraverso lo strumento COVAX.

Guardando oltre le nostre priorità immediate, ritengo che sia opportuno iniziare a fare il punto degli insegnamenti tratti dall’esperienza maturata finora. Discuteremo quindi di come rafforzare la nostra resilienza alle future minacce per la salute, indipendentemente dalla forma che assumeranno.

Infine, ritengo che dovremmo continuare ad adoperarci per definire un approccio comune in materia di certificati di vaccinazione.

Propongo di dedicare la nostra sessione di lavoro di giovedì a tutte queste problematiche critiche.

Il giorno successivo inizieremo con la sicurezza e la difesa. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg si unirà a noi all’inizio della videoconferenza per uno scambio di opinioni sulla cooperazione UE-NATO. Discuteremo quindi di come migliorare la nostra capacità collettiva di risposta alle sfide e alle minacce per la sicurezza. L’alto rappresentante Josep Borrell ci aggiornerà in merito ai lavori in corso sulla bussola strategica. Vorrei inoltre che dedicassimo del tempo agli attacchi informatici e alle minacce ibride che costituiscono sfide molto concrete per la nostra sicurezza. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, discuteremo delle nostre relazioni con il vicinato meridionale.

La videoconferenza inizierà giovedì 25 febbraio alle ore 15.00. Il presidente del Parlamento europeo si unirà a noi prima che si passi alla sessione di lavoro dedicata alla COVID-19 e alla salute. Venerdì 26 febbraio riprenderemo alle 9.00 con la sessione di lavoro sulla sicurezza e la difesa e sul vicinato meridionale. Attendo con interesse la nostra discussione.

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