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A che punto siamo (davvero) con il Pnrr

Draghi Mevdev

Cabina di regia a Palazzo Chigi per il Pnrr. L’Ue sblocca una trance da 21 miliardi di euro, ma dobbiamo raggiungere altr 55 target entro il 31 dicembre per gli atri 19 miliardi

Mentre Mario Draghi invoca l’impegno di tutti per garantire la riuscita del Pnrr, a Palazzo Chigi si prepara una riunione della cabina di regia. Obiettivo: accelerare sui target per portarsi a casa altri 19 miliardi.

Andiamo per gradi.

Cabina di regia a Palazzo Chigi. Draghi: “nessun ritardo”

Partiamo dalle novità. Ieri si è tenuta Palazzo Chigi una cabina di regia sul Pnrr.

“Il governo ha adottato tutte le misure necessarie per favorire una efficace attuazione del Piano. Ora spetta ovviamente al prossimo governo il compito di continuare il lavoro di attuazione, e sono certo che sarà svolto con la stessa forza ed efficacia” precisa Draghi. “Il Piano REPowerEU, destinato ad assicurare l’autonomia energetica dalla Russia con l’inserimento di un nuovo capitolo nei Pnrr nazionali, rappresenta la sfida per i prossimi mesi”, ha precisato il premier, aggiungendo: “Avevo chiesto il massimo sforzo per continuare a portare avanti il Piano e grazie al vostro lavoro, oggi possiamo dirci pienamente soddisfatti dei risultati raggiunti”

“Ringrazio  tutti coloro che hanno lavorato a questo documento, a partire dal Sottosegretario Garofoli, dalla Segreteria Tecnica presieduta dalla Dottoressa Chiara Goretti, dall’Unità Razionalizzazione e Miglioramento della Regolazione, coordinata dal Professor Nicola Lupo, dal Ministro Franco e tutti i tecnici del Ministero dell’Economia ma anche gli enti territoriali – i Comuni e le Regioni – per il lavoro che svolgono quotidianamente accanto all’amministrazione centrale. Il Pnrr ha un modo molto semplice e trasparente per valutare a che punto è la sua realizzazione: il numero di obiettivi e traguardi raggiunti alla fine di ciascun semestre. Dal raggiungimento di questi obiettivi, e da nient’altro, dipende il disborso delle risorse europee. Nel primo semestre del 2022, l’Italia ha raggiunto ancora una volta tutti gli obiettivi del Pnrr, come ha accertato la Commissione Europea la scorsa settimana”, ha affermato Draghi.

Via libera alla seconda rata

E proprio in virtù degli obiettivi raggiunti, l’Italia ha incassato, solo pochi giorni fa, il via libera della Commissione Ue alla seconda rata di finanziamenti provenienti dal Recovery fund. Tra due mesi, circa, dunque, avverrà il trasferimento di 21 miliardi collegati ai 45 obiettivi previsti dal Pnrr per il primo semestre 2022, il cui raggiungimento è stato certificato da Bruxelles.

Entro il 31 dicembre dovremo raggiungere altri 55 obiettivi, per sbloccare altri 19 miliardi.

Le preoccupazioni di Fratelli d’Italia

Questo non basta a placare gli animi del partito che guiderà il Governo. “Ereditiamo una situazione difficile: i ritardi del Pnrr sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sarà una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l’ha determinata”, fanno sapere da Fratelli d’Italia.

Eccessive le preoccupazioni sui ritardi

Ma al momento possiamo stare tranquilli. Secondo quanto osservato dal Centro Studi Enti Locali, in uno studio elaborato per l’Adnkronos, “i timori sui ritardi collegati alle elezioni e alla prematura conclusione del Governo Draghi, sembrano essersi rilevati, almeno ad oggi, eccessivi”.

Draghi: serve impegno di tutti

Intanto, Mario Draghi invoca l’unità di impegni. “Il Pnrr non è il piano di un governo, ma di tutta l’Italia, e ha bisogno dell’impegno di tutti per garantirne la riuscita nei tempi e con gli obiettivi previsti. La politica italiana sa ottenere grandi risultati quando collabora tra forze politiche di colori diversi, tra Governo centrale ed enti territoriali”, ha detto Draghi alla direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

“Dobbiamo assicurare a cittadini e imprese una rete robusta di protezione economica e sociale, insieme a prospettive serie di sviluppo. C’è bisogno di assistenza, ma soprattutto di lavoro, di crescita. E c’è bisogno di una gestione oculata delle risorse, che respinga i tentativi della criminalità organizzata di appropriarsi dei soldi pubblici come troppo spesso è accaduto in passato”, ha aggiunto.

 

 

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