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A cosa servirebbe e quanto costerebbe il Comitato dei traduttori delle leggi?

Comitato Traduttori Leggi

Ignorantia legis non excusat e allora ecco l’idea di alcuni parlamentari per rendere comprensibili le leggi

A volte la legge può risultare molto oscura ma questo non giustifica chi non la rispetta perché non la conosce o non la capisce come ricorda il detto latino Ignorantia legis non excusat. Ecco allora che un gruppo eterogeneo di parlamentari ha depositato alla Camera un progetto di legge per istituire un Comitato di esperti di materie giuridiche, linguistiche e comunicative in nome della chiarezza espositiva.

CHI SONO I PROMOTORI

Il testo, assegnato alla commissione Affari Costituzionali della Camera il 25 giugno scorso, è a firma dei deputati del Movimento 5 Stelle Devis Dori, Giovanni Luca Aresta, Vittoria Baldino e Valentina Corneli, del dem Stefano Ceccanti, del forzista Paolo Russo e di Alessio Butti di Fratelli d’Italia.

RIAVVICINARSI ALLA LEGGE

La proposta nasce dall’idea che spesso le leggi approvate dal Parlamento risultino incomprensibili ai più che non le consultano o ci lavorano tutti i giorni. Pane quotidiano e fonte di interpretazione per avvocati e giuristi, lingua sconosciuta per chi ci si imbatte raramente.

Proprio nell’introduzione si legge: “Il cittadino che non possiede specifiche conoscenze giuridiche comincia a percepire la legge come qualcosa di lontano da sé”.

COSA FAREBBE IL COMITATO

Il Comitato, in capo alla presidenza del Consiglio, avrebbe il compito di sintetizzare in un linguaggio comprensibile ogni legge che viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ovvero il testo che contiene tutte le norme approvate in via definitiva.

La nota illustrativa del contenuto della legge – scrivono i parlamentari – dovrebbe essere “redatta secondo criteri di chiarezza espositiva” e pubblicata sia nella Gazzetta Ufficiale che sul portale Normattiva entro 15 giorni dalla pubblicazione.

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L’obiettivo è quello di affiancare a leggi costituite da articoli e commi pieni di subordinate “un supplemento comunicativo e divulgativo che le renda fruibili e in grado di rispondere all’uso sociale del diritto”. “L’attività divulgativa – si legge nel testo – si colloca a metà strada tra la pubblicazione e l’interpretazione. In questo senso la divulgazione è funzionale all’applicazione della norma”.

Le note illustrative elaborate dal Comitato non avrebbero valore giuridico né interpretativo ma soltanto “illustrativo”.

IL COSTO

Nella proposta si ipotizza, inoltre, che il Comitato possa costare 500mila euro all’anno, e che i componenti e il loro numero verrebbero scelti dalla presidenza del Consiglio.

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