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Chi è Augusto Rubei, il comunicatore che ha cambiato la strategia di Di Maio

La comunicazione a 5 Stelle ha il nuovo volto di Augusto Rubei, portavoce del ministro Elisabetta Trenta, apprezzato da Luigi Di Maio. Secondo Alessandro Trocino del Corriere della Sera, il giovane giornalista avrebbe commissariato Rocco Casalino. Già Jacopo Iacoboni aveva anticipato la possibile rivalità al vertice della comunicazione grillina

Classe 1985, giornalista professionista esperto di esteri (categoria un po’ desueta sulla stampa italiana), appassionato di scacchi, Augusto Rubei è il portavoce del Ministro della difesa Elisabetta Trenta dal 14 giugno 2018 con un compenso di 90.000 euro annui, tra i “comunicatori” del M5S dal 2014.

Secondo Alessandro Trocino sul Corriere della Sera, ripreso da Dagospia, avrebbe di fatto “commissariato” Rocco Casalino, fino a questo momento plenipotenziario della comunicazione M5S. Ma da Palazzo Chigi, i commenti sono sprezzanti: non ci sarebbe nessun commissariamento.

IL CURRICULUM DI RUBEI

Augusto Rubei inizia la propria carriera da giornalista all’agenzia Dire nel 2009, e dopo numerose collaborazioni approda nel 2011 all’agenzia di stampa Asca, del gruppo Abete, sotto la direzione di Gianfranco Astori. In Asca fa il praticantato da giornalista professionista e sostiene l’esame nel 2013. Si era già fatto apprezzare come esperto di esteri, scrivendo con perizia ed equilibrio di temi delicati come Al Quaeda e Medio Oriente.

Durante i suoi anni in Asca segue la Farnesina, partecipando anche a numerosi vertici internazionali. Nel 2014 lascia l’agenzia, che ad ottobre dello stesso anno (non senza tensione e polemiche, e durissimi sacrifici per i giornalisti superstiti) si fonde con TMNews, che Abete aveva rilevato da Telecom, dando vita ad Askanews.

Per Rubei inizia la fase professionale di “comunicatore politico”. Inizialmente con Monica Macchioni, “spin doctor” di numerosi politici (dal comunista Rizzo a Lorenzo Cesa, passando per Vittorio Sgarbi), poi nel gruppo del M5S alla Camera.

Siamo in pieno Governo Renzi, e Rubei si occupa principalmente delle commissioni esteri, difesa, politiche Ue. I temi che sente più vicini a lui e sui quali ha già dimostrato competenza. La svolta viene però con la campagna elettorale di Virginia Raggi nel 2016.

CAMPAIGN MANAGER DELLA RAGGI

Auguro Rubei è infatti l’ascoltatissimo e apprezzato “Campaign manager” della cavalcata elettorale che porterà Virginia Raggi al Campidoglio, dopo la defenestrazione di Ignazio Marino da parte dello stesso Pd. I giornalisti capitolini sono unanimi nel riconoscergli capacità non solo di comunicatore, ma anche strategiche (sarà la passione per gli scacchi?) e non sono in pochi quelli che lo ritengono uno dei principali artefici della vittoria di Virginia Raggi. Sono i giorni della Raggi più agguerrita e vitale, i commentatori esaltavano perfino il look più fresco della futura sindaco, altra trovata di Rubei, che voleva combattere l’immagine grigia che in molti fino a quel momento hanno imputato alla Raggi.

E nei giorni precedenti al voto, quando è ormai chiaro come andrà a finire, il campaign manager si comporta da portavoce del sindaco in pectore.

SILURATO DAL CAMPIDOGLIO PER COLPA DI CASALINO

Con la presa del Campidoglio da parte del M5S però, la carriera di Rubei subisce un primo “stop”. Virginia Raggi non lo nomina portavoce come ci si sarebbe aspettati. Perché? Lo spiega bene Jacopo Iacoboni su La Stampa il 1 luglio del 2016: all’interno del M5S si è aperta una faida che vede (per la prima volta) contrapposti Rocco Casalino, plenipotenziario della comunicazione grillina, e lo stesso Rubei, giudicato troppo indipendente.

Rubei è insomma “silurato” perché Casalino non vuole, nel team di comunicazione del M5S, un concorrente che rischia di prendere troppo peso. E perché (come spiega Iacoboni) la sua nomina sarebbe un segnale di autonomia da parte di Virginia Raggi. Al suo posto viene nominato Teodoro Fulgione, cronista dell’Ansa che ha seguito proprio i 5 Stelle. Fulgione chiede che Rubei venga assunto in Campidoglio, ma lo stesso preferisce rientrare alla Camera. Nel 2018 si vota per la Regione Lazio, e Rubei si occupa della campagna elettorale della nemica più agguerrita di Virginia Raggi: Roberta Lombardi, madrina politica di Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina arrestato per corruzione. Una vera e propria spina nel fianco per il M5S, a Roma e non solo.

MA PIACE A DI MAIO

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018 Augusto Rubei torna in auge, ancora una volta grazie alle sue competenze professionali, gestendo per Luigi Di Maio (candidato premier) i rapporti con i media internazionali.

ATTUALE PORTAVOCE DEL MINISTRO TRENTA

Sempre nel 2018, la sua nomina a portavoce di Elisabetta Trenta. Una nomina che ben si spiega con il curriculum di Rubei, ma che secondo alcuni (tra gli altri Giancarlo Perna) è di fatto un “commissariamento” della Trenta dal punto di vista comunicativo. Alle cronache è passato un severo rimbrotto del giornalista al Ministro, durante un incontro istituzionale: “Questo non lo puoi dire, non è nel contratto di Governo”.

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