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Cashback addio, chi ci ha guadagnato e chi ha perso?

Cashback

Volge al termine il primo semestre del Cashback e la misura non sarà rinnovata: costi, vincitori e vinti

Sta per scadere il primo semestre del Cashback, il programma dei rimborsi di Stato per chi acquisita con carte e app. Ma il bilancio del sistema voluto dall’ex premier Giuseppe Conte non ha dato sufficienti motivazioni al presidente del Consiglio Mario Draghi per rinnovarlo. Tant’è che nella serata di ieri il governo ha annunciato che sarà congelata.

Si chiude il 30 giugno il primo dei tre semestri previsti. Restano poche ore a disposizione dei partecipanti per accumulare acquisti e raggiungere la soglia minima delle 50 transazioni, che concede il diritto al rimborso.

I DATI

In base ai numeri dell’app Io, sono oltre 7,85 milioni gli utenti con transazioni valide (per 720 milioni di transazioni totali) e di questi 5,89 milioni hanno 50 e più transazioni, cioè hanno già diritto al rimborso fino a un massimo di 150 euro.

cashback

Secondo Ansa, per entrare nella classifica dei 100mila fortunati che avranno il Super Cashback da 1.500 euro, al momento bisogna aver fatto più di 689 transazioni.

Il Cashback è stato al centro di un acceso dibattito, da una parte è stato accusato di essere una misura populista, orientata allo spreco e non in grado di produrre alcun beneficio sul lungo periodo – c’è infatti chi chiede a gran voce di cancellarlo, come Fratelli d’Italia e Lega.

Dall’altro lato tuttavia, c’è chi sostiene, come in particolare il Movimento 5 stelle, che lo Stato (e i cittadini) ne trarranno un guadagno concreto.

I “FURBETTI DEL CASHBACK”

Durante il semestre, in mancanza di dati completi, sono diventati famosi sui giornali i “furbetti del Cashback”, che cercano di vincere il bonus di 1.500 euro anche ricorrendo a micro transazioni ripetute, e “gli onesti”, che non hanno interesse a vincere a tutti i costi e acquistano nel rispetto di etica e trasparenza.

Quello che emerge dai dati raccolti da Agendadigitale, è che i furbetti sono in forte crescita. “Inizialmente alcune categorie di esercenti si era lamentata di queste piccolissime transazioni inutili, in particolare i benzinai, ma ancora non si è agito per tutelare chi utilizza onestamente il sistema”.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze starebbe pensando di apportare delle modifiche al regolamento o di bloccare momentaneamente il superbonus, nell’attesa di studiare un metodo efficace per scovare ed eliminare dalla classifica chi gioca sporco. Ma ancora non sembrano essere state prese decisioni definitive in merito.

IL BILANCIO

Sembra ancora presto, in mancanza di dati completi, per poter fare un bilancio. Secondo le informazioni a oggi disponibili, a Natale 2020 il Cashback sembra aver dato ottimi risultati, anche grazie alle feste che hanno accelerato i consumi. Mancano tuttavia ancora le valutazioni ufficiali sugli effettivi benefici apportati dal Cashback, non risultano infatti note pubbliche da parte del governo.

Mentre si aspettano i numeri definitivi di questo primo semestre, va ricordato che una delle ragioni che ha portato alla nascita del Cashback è quella di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica a scapito del contante, per favorire la lotta all’evasione fiscale che da anni “pesa come un macigno sui conti italiani”. Non si tratta solamente di un cambio del “mezzo di pagamento”, quanto di un cambio di “approccio culturale”.

Secondo uno studio condotto nel 2019 dal Cashless Society Index Ambrosetti, l’Italia occupa gli ultimi posti nella classifica di utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici, davanti solo a Paesi come Ungheria, Grecia, e Bulgaria.

Leggi anche: Il Cashback ci spinge verso la cashless society? Come siamo messi

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