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Che cosa farà chi incassa il Reddito di cittadinanza

reddito di cittadinanza

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale sui progetti utili alla collettività (Puc). Ecco cosa può fare per il proprio comune chi usufruisce del reddito di cittadinanza. L’articolo di Manola Piras

Il ministero del Lavoro ha reso noto, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, uno dei decreti attuativi del dl che ha istituito il Reddito di cittadinanza. Si tratta di un dm che definisce caratteristiche e modalità di attuazione dei progetti utili alla collettività (Puc) che deve svolgere — nel contesto del Patto per il Lavoro e del Patto per l’Inclusione Sociale — uno dei componenti del nucleo famigliare che prende l’assegno all’interno del proprio comune di residenza, pena la decadenza del beneficio. Il decreto sul Reddito di cittadinanza, infatti, stabilisce che l’erogazione sia data a chi dichiara immediata disponibilità a lavorare e aderisce a un percorso personalizzato di accompagnamento per l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale.

CARATTERISTICHE DEI PUC

I Puc devono impegnare il soggetto interessato tra 8 e 16 ore a settimana, anche in modo flessibile dunque solo per un periodo limitato. Le attività previste, specifica il dm, “non sono assimilabili ad attività di lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo e l’utilizzo dei beneficiari del reddito di cittadinanza nelle attività previste dai progetti non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro” e devono “essere individuate a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità, tenuto conto anche delle opportunità che le risposte a tali bisogni offrono in termini di empowerment delle persone coinvolte”. Nel decreto si chiarisce pure che non si possono svolgere attività “in sostituzione di personale dipendente dall’ente pubblico proponente o dall’ente gestore nel caso di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale” e che non si “possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie ed altri istituti, né possono essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di particolare intensità di lavoro”.

Nell’allegato al dm si fanno alcuni esempi: “Una persona con competenze acquisite nell’ambito dell’assistenza domiciliare alle persone anziane non può svolgere le azioni proprie di un operatore qualificato, ma, eventualmente, potrà costituire un supporto per un potenziamento del servizio con attività ausiliarie, quali la compagnia o l’accompagnamento presso servizi. Ancora, sempre a titolo esemplificativo, nell’ambito della manutenzione del verde pubblico, dovranno essere previste forme di supporto agli operatori degli Enti Locali o dei soggetti affidatari dei servizi, che mantengono la responsabilità delle attività”.

LE AREE DI ATTIVITÀ DEI PUC

Sempre a titolo esemplificativo, nel provvedimento si elencano alcune iniziative possibili in sei aree specifiche: culturale, sociale, artistico, ambiente, formativo, tutela dei beni comuni.

Si va dal “supporto nella organizzazione e gestione di manifestazioni ed eventi” al “supporto nella apertura di biblioteche, centri di lettura, videoteche” alla “catalogazione e digitalizzazione di documenti” e “distribuzione di materiale informativo sulle attività”. E ancora: “Attività di supporto domiciliare alle persone anziane e/o con disabilità con il trasporto o l’accompagnamento a servizi sanitari (prelievi, visite mediche), per la spesa e l’attività di relazione, ma anche il recapito della spesa e la consegna di medicinali”, “piccole manutenzioni domestiche”, “supporto nella organizzazione di mostre o nella gestione di strutture museali”, “riqualificazione di percorsi paesaggistici, supporto nella organizzazione e gestione di giornate per la sensibilizzazione dei temi ambientali, riqualificazione di aree (parchi, aree verdi, litorali, spiagge, luoghi di sosta e transito) mediante la raccolta di rifiuti abbandonati, la pulizia degli ambienti ed il posizionamento di attrezzature”, “supporto nella organizzazione e gestione di corsi e nella gestione dei doposcuola per tutti gli ordini di istruzione”, “manutenzione giochi per bambini nei parchi e nelle aree attrezzate (riparazione, verniciatura), restauro e mantenimento di barriere in muratura e staccionate, pulizia dei cortili scolastici, rimozione di tag e graffiti dagli edifici pubblici e dai luoghi di transito, tinteggiatura di locali scolastici, pulizia e riordino di ambienti”.

LE COPERTURE ASSICURATIVE

Per i soggetti coinvolti nei progetti, si legge ancora nel decreto attuativo, i comuni attivano “idonee coperture assicurative presso l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) contro gli infortuni e le malattie professionali connesse allo svolgimento delle attività previste dal PUC, nonché per la responsabilità civile verso terzi”. I costi per le coperture assicurative vengono coperti con le risorse del Fondo Povertà e del PON Inclusione, secondo le indicazioni fornite nei relativi atti di riparto o di gestione.

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