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Chi è Wojciech Bakun, il sindaco polacco che ha contestato Salvini

Wojciech Bakun

Salvini ha definito il primo cittadino di Przemysl, città polacca sul confine con l’Ucraina, esponente “della sinistra polacca”, ma in realtà Wojciech Bakun fa parte di Kukiz’15, formazione della destra radicale. Fuoco amico?

Festeggia sui suoi social, Wojciech Bakun. Da ieri non smette di riportare meme e stralci di giornale che parlano del tranello teso a Matteo Salvini.

Non capita tutti i giorni che il primo cittadino di una città polacca da sessantamila abitanti, poco più che un paesone, riesca a zittire il possibile candidato alla presidenza del Consiglio di un altro Stato. Wojciech Bakun, primo cittadino di Przemysl, finora ignorato persino da Wikipedia, da giorni impegnato nell’accoglienza dei profughi ucraini, è ora sulla bocca di tutti per aver costretto alla fuga Matteo Salvini, arrivato in fretta e furia in Polonia per (recita la nota della Lega) “portare in Italia e fornire accoglienza a decine di famiglie attualmente ospiti dei centri di accoglienza in territorio polacco”. E lo ha fatto pure con una certa teatralità, sfoderando la copia esatta della t-shirt con la warholliana effige di Putin che il leader del Carroccio sfoggiava di fronte al Cremlino nel 2017. Di lì a pochi mesi sarebbe diventato vicepremier e ministro dell’Interno del Conte I. Molti italiani avevano dimenticato quella foto, i polacchi, a quanto pare, no.

CHI È WOJCIECH BAKUN

“Ci sono situazioni in cui devi dire la verità dritta in faccia”, ha scandito, a favore di telecamera, il sindaco contestando Salvini per la passata (?) infatuazione per Vladimir Putin: “Nessun rispetto per lei”, quindi l’affondo: “Vorrei che venisse al confine a visitare i rifugiati per vedere cosa ha fatto il suo amico Putin”. Laureato in diritto ma esperto di informatica, imprenditore, è stato eletto nel 2018 con Kukiz 15, che è la versione polacca del Movimento 5 Stelle (con cui ha avuto anche trascorsi) sebbene non manchino nemmeno le somiglianze con la Lega. Nel suo programma, infatti, è possibile leggere: «Il potere in Polonia non può appartenere a oligarchie di partito, né a governi stranieri, a corporazioni internazionali o media stranieri. Il potere supremo nel nostro Paese è di appartenere solo alla Nazione!».

IN QUALE PARTITO MILITA IL SINDACO CHE HA SILENZIATO SALVINI

Così come i pentastellati sono stati fondati da un personaggio dello spettacolo, il movimento K15 è nato dall’intuizione di un cantante, da cui prende perfino il nome: Paweł Kukiz. L’artista, apparso anche in qualche film, pochi mesi dopo aver inciso l’album, Zakazane piosenki (trad. Canzoni proibite), nel 2015 tentò la carriera politica ideando una formazione di destra radicale. Alle elezioni parlamentari autunnali dello stesso anno ottenne 1.339.094 voti (8,81%) conquistando 42 seggi alla Sejm, la Camera bassa.

 

 

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Kukiz ’15 nasce in contrasto con la partitocrazia, tanto da aver rifiutato la registrazione come partito politico. Ma ha anche altre caratteristiche che lo rendono simile ai pentastellati, almeno a quelli delle origini, essendo fautore della cd. democrazia diretta, contrario all’immigrazione (mentre in Italia Luigi Di Maio parlava di “taxi dei mari” con riferimento alle ONG, Kukiz ’15 proponeva un referendum sull’accoglienza) e spesso in aperto dissenso con Bruxelles, tanto da abbracciare, a giorni alterni, posizioni no Euro.

Nel febbraio del 2019 Luigi Di Maio, allora capo politico del MoVimento 5 Stelle, presentò Pawl Kukiz nella sede di Unioncamere a Roma, tra gli alleati per la formazione del nuovo gruppo europeo autonomo per le Europee del 26 maggio( gli altri erano il croato Ivan Vilibor Sincic, il greco Evangelos Tsiobanidis e la finlandese Karolina Kahonen).

Se le somiglianze con il Movimento sono parecchie, altre ideologie hanno imbarazzato Di Maio dopo la presentazione romana dell’alleato, a iniziare dal fatto che Kukiz ’15 non ha certo mai nascosto i propri ideali nazionalisti, così come le posizioni contrarie all’aborto e all’adozione di bambini per gli omosessuali. Non solo: si è parlato perfino di possibili alleanze con il partito di governo di estrema destra Diritto e Giustizia. Kukiz ’15 non riuscì comunque a superare la soglia di sbarramento, per questo non è oggigiorno alleato dei 5 Stelle in Europa.

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