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Confesercenti: i negozi non ripartono, vola solo l’e-commerce

negozi e-commerce

I negozi italiani sono in crisi (-12,7%), messi alla prova non solo dal Covid-19 ma anche dall’impennata dell’e-commerce (+29,9%). Confesercenti avverte: “Pnrr dia forte impulso a rilancio”

I negozi italiani sono in crisi e le motivazioni sono due: da una parte risentono della crisi provocata dal Covid-19 e dall’altra subiscono l’impennata dell’e-commerce, iniziata con il lockdown. I numeri dei negozi parlano chiaro. Ad agosto si è registrato un nuovo salto delle vendite dopo il crollo di luglio ma, nel complesso, i dati dalla riapertura a oggi sono ancora insufficienti a far superare il dato negativo (-7,3%), accumulato nei primi 8 mesi da tutta la rete commerciale.

I DATI ISTAT

Nonostante in agosto siano riprese in generale le vendite, i negozi continuano a registrare risultati in calo (-0,5%), portando a -12,7% la riduzione di vendite dell’anno. Trend diverso, invece, per l’e-commerce, che nello stesso periodo ha raggiunto una crescita del +29,9%. Un gap preoccupante, che rinsalda i timori di una progressiva desertificazione della rete dei negozi e dei servizi nelle città. Così Confesercenti ha commentato i dati Istat relativi al commercio al dettaglio di agosto.

NEGOZI VS GDO

La spinta (+19,2%) proviene dal settore non alimentare, ma aumenta il gap tra grande e piccola distribuzione. La prima registra una minima variazione positiva su luglio, 0,4%, la seconda un’ulteriore flessione di 0,5%. Mentre nei primi 8 mesi la Grande distribuzione organizzata (Gdo) si è riavvicinata al dato positivo, i negozi restano parecchio al di sotto con un -12,7%.

NEGOZI VS E-COMMERCE

Un altro fattore che fa faticare la ripresa dei negozi è l’e-commerce: il commercio al dettaglio, e soprattutto i piccoli negozi, vengono infatti inevitabilmente schiacciati dalla crescita esponenziale del commercio online. Come si legge nel comunicato stampa di Confesercenti “di fronte ad una crisi del lavoro autonomo che dura da anni, con la chiusura di migliaia di imprese e la perdita di lavoratori e occupazione, l’e-commerce, invece, grazie ad un regime fiscale di vantaggio che drena risorse, spesso, al di fuori del nostro sistema economico e in un contesto di regole in forte squilibrio rispetto al commercio in sede fissa, erode quote di mercato a ritmi galoppanti”.

I DATI DEL COMMERCIO ONLINE

La tendenza positiva dell’e-commerce iniziata con il lockdown non si ferma: 36,8% a luglio, 29,9% nei primi 8 mesi del 2020. Secondo i dati diffusi dal Consorzio del Commercio Digitale Italiano, aumentano i consumatori digitali (gli eShoper), un fenomeno innescato dal lockdown che non accenna a diminuire. Solo per dare un esempio, il 36% tra chi ha sperimentato la spesa online durante la clausura forzata sta continuando in questa direzione.

IL PNRR SECONDO CONFESERCENTI

Secondo Confesercenti, il Programma nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dovrà contenere un sostanzioso capitolo dedicato alle piccole imprese, per la formazione continua degli imprenditori, la digitalizzazione e il sostegno verso una transizione sempre più complessa per fronteggiare le sfide e restare sul mercato da protagonisti.

IL FUTURO DEI NEGOZI

Per Alberto Franzone, managing director di Alvarez & Marsal, una delle principali società di consulenza a livello mondiale, “resisteranno alla crisi gli operatori che sapranno cogliere il processo di trasformazione del commercio tradizionale post coronavirus, intercettando comportamenti d’acquisto nuovi in un paradigma settoriale in evoluzione. In logica darwiniana, sopravvivranno solo i retailer capaci di cambiare”. Per Vito Perrone, fondatore di Yocabé, startup che aiuta i brand che vogliono vendere i loro prodotti sui marketplace, nel settore dell’abbigliamento “gli store fisici andranno sempre più verso il modello dello showroom, resteranno il luogo dove provare un abito, farsi consigliare, ma contemporaneamente saranno connessi a magazzini centrali”. Per Anastasia Sfregola, manager per l’Italia di Kooomo, piattaforma che aiuta i brand – soprattutto del lusso – ad aprire il proprio e-commerce online: “L’esperienza di acquisto diventa ibrida: si sceglie in negozio, si compra online, per gli store fisici si apre una stagione dove il commercio tradizionale è al servizio del web e viceversa”.

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