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Coronavirus, a rimetterci è anche il Made in Italy

emergenza

Evitare allarmismo su coronavirus per una situazione che sta mettendo a rischio recessione il sistema Paese Italia. La ricostruzione di Agricolae

Mentre è polemica tra Italia e Ue, tra Nord e Sud e tra governo e regioni sulla vastità dell’epidemia da Coronavirus, scoppia sul web una vera e propria Infodemia.

Fake news, teorie complottistiche e cospirazionistiche secondo le quali l’emergenza pandemica in atto deriverebbe da strategie politiche ed economiche di dimensioni globali.

Quasi tutte le teorie della rete rimandano a Bill Gates e alla sua fondazione giocando su tutta una serie di coincidenze, forzature e collegamenti più o meno arbitrari che lo vedrebbero regista di un complotto planetario.

Agricolae ha provato a chiedere spiegazione di queste coincidenze alla Bill Gates Foundation e al The Pirbright Institute, a più riprese, ma senza avere risposta. Pochi giorni prima dell’annuncio da parte della Moderna, l’industria farmaceutica che ha scoperto il vaccino per il Coronavirus, Agricolae aveva chiesto alla Bill and Melinda Gates Foundation se qualche azienda farmaceutica finanziata dalla stessa fondazione stesse lavorando al vaccino. Anche questa richiesta è rimasta inevasa.

Ma cosa dice il web? Tanto da far chiedere dai governi e dall’Oms stesso una certa cautela, soprattutto ai social network, nel gestire la pubblicazione di una serie di notizie, al di là dei finti rimedi?

Una serie di coincidenze che cronologicamente riportate possono essere così riassunte:

Nel 2015 THE PIRBRIGHT INSTITUTE registra il brevetto di un Coronavirus ‘attenuato’. E qui non si vede proprio quale sia la stranezza dato che per trovare un vaccino occorre partire da un virus, che in questo caso è di origine animale.

THE PIRBRIGHT INSTITUTE, d’altronde, è finanziato in parte dal governo britannico, dal Dipartimento delle Politiche rurali e dell’Ambiente, e dalla Bill and Melinda Gates Foundation, OMS, Commissione Ue e produttori non specificati sul sito di vaccini e antivirali (di cui Agricolae ha chiesto contezza, invano) oltre a produttori agricoli e allevatori.

THE BILL AND MELINDA GATES FOUNDATION ha organizzato lo scorso 18 aprile una simulazione di una pandemia da Coronavirus assieme al WORLD ECONOMIC FORUM e al JOHNS HOPKINS che sembra aver previsto in tutto e per tutto quanto sta realmente accadendo. I diretti interessati hanno precisato che “non si tratta di alcuna predizione” di quanto poi verificato e che si trattava di un’altra forma di coronavirus.

Lo scorso 8 dicembre il PARTITO COMUNISTA CINESE ha emanato – come riportato dal Financial Times – una direttiva (la cosa in sé è persino ovvia. Una volta che uno stato ne ha gli strumenti cerca naturalmente di avere il controllo diretto delle reti, da quelle energetiche, a quelle telefoniche e, a maggior ragione di quelle telematiche) che impone, nell’arco di tre anni, a tutto il Paese asiatico di eliminare hardware e software statunitensi (in particolare Microsoft, Dell e HP) per sostituirli con macchine e sistemi informatici propri e ‘chiusi’ agli altri paesi.

Tra il 2017 e il 2018 uno scienziato di un laboratorio canadese, Xiangguo Qiu, ha fatto cinque viaggi a Wuhan dove – al termine di ogni trasferta – è rimasto in quarantena 14 giorni a spese di terze parti private.

A trovare il vaccino è stata infine la Moderna, una società nata pochi anni fa che è riuscita lì dove tutto il mondo ha fallito in soli 42 giorni contro i 18 mesi normalmente necessari per mettere a punto un vaccino.

La Moderna – che secondo Forbes nel gennaio 2016 ha stipulato un accordo quadro per un progetto sanitario globale con la Fondazione Bill & Melinda Gates per promuovere progetti di sviluppo basati sull’mRNA per varie malattie infettive – aveva ricevuto dalla stessa un finanziamento di circa 20 milioni di euro – ha visto i propri titoli alzarsi in maniera esponenziale il giorno dell’annuncio.

Fioccano poi sedicenti esperti di biosicurezza e antiterrorismo – più o meno conosciuti – che sul web gettano ombre e prefigurano oscuri scenari voluti da volontà superiori e supreme.

Nel frattempo, in Italia, si è chiesto alla Rai di andarci piano con le notizie sul Coronavirus per evitare allarmismo per una situazione che sta mettendo a rischio recessione il sistema Paese Italia. Soprattutto a fronte di paesi Ue competitor che – secondo le organizzazioni agricole – sono pronti a speculare sul Made in Italy. Uno su tutti quello agroalimentare che necessita per definizione di trasporti quasi immediati.

 

 

Articolo pubblicato su Agricolae.eu

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