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Coronavirus, cosa sta facendo l’Anpal (e l’autodifesa di Parisi)

Anpal

Ieri l’audizione del presidente dell’Anpal, in collegamento dal Mississippi, in commissione Lavoro alla Camera. E in serata scoppia anche la polemica con il ministero del Lavoro

Un’audizione sulle ricadute occupazionali dell’emergenza coronavirus che per buona parte ha riguardato le vicende personali del presidente dell’Anpal. Protagonista ieri pomeriggio in commissione Lavoro a Montecitorio, ma collegato dal Mississippi, è stato Domenico Parisi, nominato un anno fa dall’allora ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio, e in questi giorni al centro di roventi polemiche per essere tornato negli Stati Uniti e per le spese effettuate durante la sua presidenza dell’Agenzia.

Una situazione, quella che si è venuta a creare ieri tra Parisi e i deputati, che ha portato il vicepresidente, Davide Tripiedi (M5S), a intervenire specificando che non si voleva “trasformare la commissione in aula giudiziaria”.

IL QUADRO OCCUPAZIONALE E IL REDDITO DI CITTADINANZA

L’emergenza coronavirus, come atteso, comincia a farsi sentire tanto è vero che — degli oltre 23 milioni di occupati italiani — al 26 marzo ne risultano sospesi 7,8 milioni a seguito del lockdown e della crisi. Dalla documentazione presentata da Parisi in audizione emerge pure che i settori più colpiti sono l’alberghiero, la ristorazione, le costruzioni e il commercio mentre l’area più interessata dal problema è il Nord dove sono sospesi oltre 4 milioni di lavoratori. Nello specifico le Regioni più danneggiate sono Marche (42,7%), Veneto (38,4%), Piemonte (37,6%), Lombardia (37,5%) e Friuli Venezia Giulia (36,8%). Il presidente dell’Anpal ha pure parlato dei precari dell’Agenzia: “Penso che nei prossimi due anni riusciremo a stabilizzare i 650 precari di Anpal” visto che è “stato trovato l’accordo con i sindacati”.

Secondo Parisi — che ha annunciato di star preparando una mappa occupazionale da mettere a punto entro l’estate — per affrontare l’impatto economico determinato dal Covid-19 occorre un Reddito di emergenza da “600 euro”.

Parisi si è poi soffermato sul reddito di cittadinanza e sui suoi beneficiari che, secondo il ministro delle Politiche agricole, ambientali e forestali, Teresa Bellanova (IV), potrebbero essere impiegati nei campi visto che c’è una forte domanda di personale. “Ovviamente non sono contrario — ha risposto —. Bisogna tuttavia farlo nel rispetto delle modalità con cui è stato predisposto il rapporto tra lavoro e reddito di cittadinanza: devono sussistere le condizioni per fornire un’offerta congrua a chi percepisce il reddito”.

Dalla documentazione dell’Anpal emerge che — dei 2,4 milioni di beneficiari del Rdc — 966mila (il 39%) sono tenuti alla sottoscrizione del patto del lavoro e che al momento 700mila sono stati convocati nei Centri per l’impiego per fare un colloquio. Al momento il numero dei ricollocati è fermo a poco meno di 40 mila.

E ancora, i navigator che “non sono fermi a far niente a casa. Al contrario, sono stati veramente importanti perché sono attrezzati per lavorare a distanza. Spero possano trovare una collocazione con le attività al di la del reddito di cittadinanza, ma serve un emendamento alla norma istitutiva”.

IL TENTATIVO DI CHIARIMENTO SULLE QUESTIONI PERSONALI

Buona parte dell’audizione, come dicevamo, è stata dedicata agli affari personali di Parisi e al tentativo  di rispondere alle accuse che gli vengono rivolte da più parti. “Sono mortificato dalle accuse di non essere presente in Italia, ma non è vero. Ho la famiglia negli Stati Uniti quindi degli obblighi personali che devo mantenere. L’incarico non chiede d rinunciare alla famiglia” ha chiarito il numero uno dell’Anpal. “Siamo rimasti d’accordo di tornare negli Usa almeno una volta al mese. Sono rimasto in Italia per un periodo anche di 7 settimane consecutive. Io lavoro dalle 7,30 fino a mezzanotte per Anpal”.

In merito alla questione della presunta incompatibilità tra l’incarico in Italia e quello di docente negli Stato Uniti Parisi ha ricordato il parere del dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (Dagl) secondo cui “non c’è incompatibilità” ma “se il ministero decide che è incompatibile accetterò la decisione”. “Io non ero in aspettativa, ho dovuto rompere il mio rapporto di lavoro con l’Università -—ha continuato — con l’idea che sarei rientrato in servizio allo scadere del primo anno. A febbraio si è espresso il desiderio di continuare a lavorare e dal ministero mi è stato chiesto di continuare a lavorare senza che ci fossero problemi di incompatibilità. Con la mia Università abbiamo trovato la modalità che si pensava più idonea.

Parisi ha poi cercato di fare chiarezza anche sulla questione delle spese effettuate durante lo svolgimento del ruolo. “Non ho ricevuto niente di più del mio predecessore. Non penso di aver fatto nulla di illegittimo; è stato fatto quello è che è stato fatto in passato” ha detto rilevando, per quanto riguarda i viaggi in aereo, che “la norma italiana prevede che per viaggi superiori a 5 ore si possa usufruire della business class. C’è anche un problema di salute. Non è una questione di lusso” e “comunque non sono 70mila euro, ma circa 40mila” le risorse spese per questa voce. “Quando sono arrivato ho chiesto di avere a disposizione una macchina — ha proseguito —. Mi è stato detto che poteva costare 150mila euro perché ci volevano due autisti. Quindi è stata scelta un’altra modalità”.

Sul fronte dell’alloggio, invece, ha evidenziato: “Il mio predecessore aveva diritto ad alberghi 4 stelle, con rimborsi di 150-170 euro al giorno, più pranzi e cene. Si è visto che era più conveniente affittare un alloggio. E io non chiedo rimborsi per pranzi e cene” mentre per i costi di trasferta, ha affermato, “ho girato 21 regioni per sottoscrivere le convenzioni”.

LA POLEMICA COL MINISTERO DEL LAVORO

Per non farsi mancar nulla le parole di Parisi hanno pure innescato un’altra polemica. Stavolta con il ministero del Lavoro da cui l’Agenzia dipende. Bisogna fare “chiarezza sulla governance dell’Anpal, quindi capire cosa farne: se darle il ruolo della legge istitutiva o farla diventare una direzione del ministero” ha detto Parisi che ha annunciato di star predisponendo “un’istruttoria dove si fa presente che Anpal è un’agenzia autonoma, sorvegliata dal ministero. Sorveglianza non vuol dire interferenza. Il potere politico non può interferire. Ci sono questi problemi” ha chiarito Parisi aggiungendo che con il precedente titolare di Via Veneto, Luigi Di Maio, “era chiaro che Anpal avrebbe avuto un ruolo di coordinamento e di agenzia autonoma sulle politiche attive” ma siccome al momento “non è proprio così, si creano cortocircuiti”.

Pronta la replica del ministero del Lavoro. “Riguardo le prerogative del ministro del Lavoro in tema di politiche attive, il dicastero di via Veneto precisa che ai sensi dell’art. 1 del decreto legislativo 150/2015, istitutivo dell’Anpal, l’indirizzo politico è di sua stretta competenza insieme alle Regioni e alle Province autonome ‘mediante l’individuazione di strategie, obiettivi e priorità che identificano la politica nazionale’” ha messo nero su bianco Via Veneto che ha rivendicato come all’Agenzia competa “il mero ‘coordinamento della rete dei servizi delle politiche del lavoro nel rispetto delle competenze costituzionalmente riconosciute alle Regioni e alle Province autonome’. Al Ministero, ai sensi dell’art. 3 del suddetto decreto, spetta altresì il potere di indirizzo e vigilanza sull’Anpal. Il Ministero del Lavoro si è sempre e solo attenuto all’esercizio delle sue prerogative istituzionali”.

LE RICHIESTE DI DIMISSIONI

Le parole di Parisi in audizione, e soprattutto il suo tentativo di spiegare l’allontanamento dall’Italia e le spese effettuate, non hanno convinto l’opposizione e Italia Viva che sono tornati a chiederne le dimissioni. “Il presidente di Anpal purtroppo non ha chiarito nulla” ha detto Camillo D’Alessandro, capogruppo di Italia viva in commissione Lavoro alla Camera secondo cui il presidente dell’Anpal “ha riferito di un parere legale che attesterebbe la sua compatibilità con gli incarichi in America. Siamo poi arrivati all’imbarazzo quando ha dichiarato che le spese sostenute sono state da lui dichiarate ma, non sa perché, non sono state pubblicate nella sezione del sito Anpal sulla trasparenza. Parliamo di oltre 160 mila euro per viaggi, autisti, casa a Roma”.

Secondo D’Alessandro, inoltre, in base ai dati forniti da Parisi “emerge il fallimento sul fronte dei risultati del reddito di cittadinanza. Fino a ora l’unica attività è stata quella di organizzare colloqui di lavoro, non di trovare mezzo posto di lavoro”. Per tutti questi motivi il partito guidato da Matteo Renzi conferma la richiesta di dimissioni. “Parisi ha detto di aspettare un ultima parola da parte del ministro del Lavoro: non aspetti e si dimetta. In Italia si combatte una ‘guerra’ e lui è in America ha concluso il capogruppo di Italia Viva in commissione Lavoro a Montecitorio.

Stesso tono dal Carroccio. “Parisi non ha chiarito nulla sulla sua presunta compatibilità degli incarichi in America. Un’audizione inutile in cui l’unica cosa emersa è il suo difficile rapporto con il ministro Catalfo” hanno commentato i deputati leghisti della commissione Lavoro. “È vergognoso che le beghe interne al M5s si ripercuotano su lavoratori e aziende. Dall’audizione di oggi infatti si è appreso che il ministro Catalfo non sta affatto seguendo le direttive del suo predecessore Di Maio. In pratica, in questo contesto di emergenza il ministro, invece di facilitare il dialogo con Anpal per trovare le soluzioni più rapide, sta cercando di imporre la sua visione politica, opposta a quella del suo collega di partito Di Maio. Una situazione inaccettabile, interna al M5S — secondo la Lega —, che sta rallentando fortemente i lavori. Sarebbe opportuno che il ministro mettesse da parte, almeno per ora, il suo ego, non prevaricasse i ruoli e trovasse una via collaborativa per dare risposte a lavoratori e aziende. Per il bene del Paese — concludono i parlamentari del Carroccio — chiediamo che sia il ministro che il presidente Anpal chiariscano al più presto la posizione di Parisi e soprattutto inizino a lavorare in sinergia per dare risposte concrete al mondo del lavoro”.

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