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Cosa cambierebbe in Italia con il Presidenzialismo (cui apre anche Renzi?)

Meloni Berlusconi

Le parole di Lollobrigida, l’apertura di Renzi e il nodo Presidenzialismo

La riforma della Costituzione non è una cosa così lontana. Non solo perché Giorgia Meloni è la Presidente del Consiglio in pectore, ma anche perché il Terzo Polo di Calenda e Renzi sono pronti a svecchiare la nostra Carta.

Andiamo per gradi.

Le intenzioni di Fratelli d’Italia

Partiamo dalle intenzioni. A sole 24 ore dalla vittoria delle elezioni di Fratelli d’Italia, il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, affrontando il tema delle riforme, ha commentato: “La Costituzione è bella ma ha anche 70 anni”.

L’apertura di Renzi

Riforme cui apre anche Matteo Renzi. Il leader di Italia viva ha detto che, nonostante il terzo polo sarà all’opposizione, se Meloni “chiederà un tavolo per fare insieme le riforme costituzionali, noi ci saremo perché siamo sempre pronti a riscrivere insieme le regole.

E anche il collega Calenda pare aprire a nuove regole. “Se la Meloni farà una bicamerale è un dovere di tutti discutere. Se farà proposte è un dovere partecipare. Dopo di che, sono radicalmente contrario al presidenzialismo. Non credo, però, che ci sarà nessuna riforma di tipo costituzionale”. E aggiunge: “Io abolirei la Camera, perchè il Senato ha precedenti più gloriosi… scherzi a parte, una Camera sola, prima o poi, bisognerà farla. Questo è un sistema che va superato”.

Verso il Presidenzialismo?

Ma qual è la Riforma costituzionale cui pensa Meloni? Il presidenzialismo, ovvero una forma di governo in cui il potere esecutivo si concentra nelle mani del presidente, che è allo stesso tempo capo dell’esecutivo e capo dello Stato. In pratica, alle elezioni, il popolo voterà sia per i detentori del potere legislativo (parlamentari), sia per il capo di stato e del governo (presidente). Il presidente non avrà bisogno dell’appoggio dei parlamentari perché sarà scelto dal popolo.

Una Repubblica presidenziale è la Francia: Emmanuel Macron è stato eletto direttamente dai cittadini.

Cosa cambierebbe

La differenza con l’attuale Repubblica italiana è sostanziale. In Italia, infatti, ad avere la centralità è il Parlamento: i cittadini eleggono deputati e senatori, che a loro volta eleggono il presidente della Repubblica.

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