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Cosa sappiamo sullo stop USA a Johnson & Johnson

Johnson & Johnson

Lo stop di Johnson & Johnson sul proprio vaccino anti Covid provoca reazioni a catena in tutta l’Unione europea e quindi in Italia. Cosa sappiamo e come inciderà sui diversi piani vaccinali?

Johnson & Johnson ha annunciato la decisione “di ritardare in modo proattivo” il lancio del proprio vaccino contro il Covid in Europa alla luce della decisione della Fda di sospendere l’utilizzo del preparato del gruppo negli Stati Uniti dopo che sono stati riportati alcuni casi di trombosi. Il gruppo americano ha fatto sapere che “sta esaminando questi casi con le autorità sanitarie europee”.

GLI USA NON RISENTIRANNO DELLO STOP

Jeff Zients, coordinatore della lotta al Covid-19 della Casa Bianca, ha assicurato come si legge su Politico che la sospensione del vaccino J&J non “avrà un impatto importante” sulla campagna di vaccinazione negli Stati Uniti.

Zients ha spiegato che “il vaccino di Johnson & Johnson rappresenta meno del 5% delle dosi somministrate negli Stati Uniti, al momento”, e che “gli Stati Uniti si sono assicurati dosi sufficienti di vaccini Pfizer e Moderna per 300 milioni di americani”.

3 MILIONI DI DOSI AL GIORNO ANYWAY

Il coordinatore della campagna di vaccinazione ha, infatti, spiegato che nelle ultime settimane sono state rese disponibili più di 25 milioni di dosi di Pfizer e Moderna ogni settimana e che questa settimana ci sarà un aumento fino a 28 milioni di dosi, “un numero sufficiente per assicurare l’attuale ritmo di 3 milioni di dosi al giorno”. Zients ha assicurato che gli appuntamenti per ricevere il vaccino J&J saranno riprogrammati rapidamente con gli altri vaccini disponibili.

vaccini riservisti

PAROLA D’ORDINE: RIPROGRAMMARE

Dopo l’indicazione delle autorità federali statunitensi che hanno raccomandato di sospendere il vaccino Johnson&Johnson, molti stati Usa si stanno adeguando. A New York tutti gli appuntamenti già programmati per il vaccino monodose sono stati confermati ma ad essere somministrato sarà il vaccino Pfizer. Mentre nel District of Columbia, dove si trova la capitale federale Washington, gli appuntamenti per il vaccino J&J sono stati tutti cancellati in attesa di essere riprogrammati.

E ORA COSA SUCCEDE NELL’UE?

Sono 170 milioni le dosi del vaccino Johnson & Johnson che erano attese nell’Unione europea entro la fine di settembre, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal commissario Ue responsabile dei vaccini, Thierry Breton. Con la sospensione delle consegne decisa dall’azienda Usa, non è chiaro al momento come questo impatterà sulla campagna vaccinale in Europa.

Leggi anche: Non c’è pace per i vaccini. Usa: sospendere Johnson & Johnson

Secondo le previsioni, l’azienda avrebbe dovuto consegnare almeno 50 milioni di dosi all’Europa entro la fine di giugno, e altre 120 milioni di dosi tra luglio e settembre. Queste consegne fanno parte del contratto da 200 milioni di dosi stipulato tra l’azienda Usa e la Commissione europea ad ottobre dello scorso anno. In base all’accordo, gli Stati membri potranno acquistare ulteriori 200 milioni di dosi del vaccino J&J.

LA SUDDIVISIONE DEI VACCINI NELL’UE

Secondo la strategia europea i vaccini acquistati dalla Commissione Ue vengono distribuiti ai vari Stati membri in base alla popolazione. Nel complesso, secondo i dati pubblicati sul sito della Commissione, la Ue si è finora assicurata 2,6 miliardi di dosi di vaccino, così suddivise: 600 milioni di Pfizer/BionTech; 460 milioni di Moderna; 405 milioni di Astrazeneca e 400 milioni di Johnson & Johnson. Per i vaccini che ancora non sono disponibili, sono previste 405 milioni di dosi di Curevac e 300 milioni di Sanofi-Gsk.

ASTRAZENECA E I CASI “PLAUSIBILI” DI TROMBOEMBOLIA

Intanto, nella “Nota Informativa Importante” dell’Aifa sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca (ora Vaxzevria), pubblicata a seguito della procedura condotta a livello europeo, si legge che gli operatori sanitari “devono vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia e informare di conseguenza i vaccinati”.

La Nota aggiorna inoltre gli operatori sanitari sui punti emersi dalla valutazione del vaccino. Una relazione causale tra la vaccinazione con Vaxzevria e l’insorgenza di trombosi in combinazione con trombocitopenia, afferma Aifa, è considerata “plausibile”.

Il virologo Roberto Burioni, a seguito dell’annuncio di Johnson & Johnson ha ricordato che sia il vaccino statunitense che quello anglo-svedese sono simili e che quindi potrebbero essere simili anche gli effetti collaterali:

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