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Ecco in cosa il governo Meloni supera il governo Draghi

Meloni Decreti

Tra maggio e giugno il governo Meloni è tornato a fare ampio ricorso ai decreti legge. In aumento anche il numero di atti “omnibus”.

Con 10 nuovi decreti legge negli ultimi due mesi il governo Meloni ha superato quello Draghi diventando il secondo per numero di decreti leggi prodotti nelle ultime legislature.

Il governo della leader di FdI è primo se si considera il numero medio di decreti pubblicati al mese (3,34). Lo riferisce una analisi della Fondazione Openpolis: “Dall’insediamento del governo Meloni sono 27 i decreti legge omnibus prodotti. Di questi, 5 sono stati emanati negli ultimi 2 mesi. Dopo una prima parte dell’anno in cui il governo Meloni sembrava aver limitato la propria tendenza a ricorrere alla decretazione d’urgenza rispetto a quanto visto nel 2022 e nel 2023, a maggio e giugno abbiamo assistito a una nuova inversione di rotta.

IN MENO DI DUE MESI DAL GOVERNO MELONI 10 NUOVI DECRETI LEGGE

In meno di 60 giorni infatti l’attuale esecutivo ha emanato 10 nuovi decreti legge. Anche nel caso di queste norme, non sempre si è trattato di affrontare situazioni di necessità e urgenza come prevedrebbe il dettato costituzionale. Come noto infatti sempre più spesso i governi nelle ultime legislature hanno fatto affidamento ai decreti legge per dare più rapida attuazione alla propria iniziativa politica. Una dinamica che contraddistingue in maniera importante anche il governo Meloni.

PER DECRETO ANCHE IL PONTE SULLO STRETTO E IL PIANO MATTEI

Sono passate attraverso decreti legge ad esempio anche misure riguardanti la costruzione del ponte sullo stretto di Messina o l’attuazione del cosiddetto Piano Mattei. Tale dinamica ha poi un ulteriore corollario. Quello cioè della sempre più frequente emanazione dei cosiddetti ‘decreti omnibus’. Ovvero atti che affrontano una pluralità di temi anche molto eterogenei tra loro. Un’altra prassi contraria a quanto previsto dalla carta in tema di decreti legge. Anche da questo punto di vista negli ultimi mesi si è registrata un’ulteriore impennata”.

RISCHIO INGORGO DI DECRETI IN PARLAMENTO

Troppi provvedimenti quindi da convertire in 60 giorni e per questo – come sottolineava Repubblica – “c’è il rischio di ingolfare l’attività del Parlamento nelle poche settimane che mancano alla pausa ferragostana. Per questo il Governo avrebbe intenzione di dare una frenata a nuovi decreti e dilazionare le materie meno urgenti.

Al momento tra Camera e Senato sono sette i decreti legge già in conversione (coesione, G7, forze armate, il Salva-Casa, il Valditara-Abodi, il dl agricoltura e quello sulle liste di attesa) cui si aggiunge l’ultimo sulle materie prime critiche, le cosiddette terre rare, approvato ieri in Cdm. In totale “otto decreti in sette settimane”,

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