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Dl Rilancio, dai bonus alle agenzie all’Inpgi le novità per l’editoria

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Il sottosegretario all’editoria Martella: un pacchetto di norme nel decreto Rilancio per affrontare le criticità del periodo e per accompagnare il processo di modernizzazione in atto

Ci sono anche delle norme che riguardano il mondo dell’editoria nel decreto Rilancio varato “salvo intese” dal Consiglio dei ministri mercoledì sera e ora in attesa di essere inviato al Quirinale per la firma del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

“L’editoria — ha detto ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria e all’Informazione, Andrea Martella (Pd) — non è solo un settore economico ma in base al dettato costituzionale dell’articolo 21 è anche cartina tornasole della qualità della democrazia”. Peraltro, in questi mesi di emergenza per la pandemia da Covid-19, il settore ha svolto “una funzione essenziale di pubblico servizio”.

COSA PREVEDE IL DL RILANCIO PER L’EDITORIA

Il decreto Rilancio interviene su diversi attori (giornalisti, editori, edicolanti) e su diversi fronti del settore. Ecco quali sono in ordine di oneri per lo Stato.

Investimenti pubblicitari
Un intervento piuttosto importante, anche in termini di risorse, è quello che riguarda gli investimenti pubblicitari in modo da arginare la caduta dei ricavi in questo comparto, per molte testate principale fonte di sostentamento. Il Cura Italia aveva disposto la possibilità di trasformare il credito di imposta per la pubblicità, già in vigore per gli investimenti pubblicitari aggiuntivi rispetto all’anno precedente, in una misura applicabile agli investimenti complessivi. Ora viene rafforzato il beneficio fiscale per le imprese che investono in pubblicità sui giornali, sulle radio e sulle tv locali e nazionali e viene portato dal 30% al 50% del valore dell’investimento. Il tetto di spesa viene dunque innalzato a 60 milioni di euro per l’anno in corso.

Agevolazioni fiscali per la carta
Con il dl Rilancio arrivano anche due nuovi strumenti di sostegno fiscale legati all’uso della carta. Si tratta di un credito d’imposta, destinato alle imprese editrici di quotidiani e periodici che non accedono ad altre forme di sostegno pubblico, pari all’8% della spesa sostenuta per l’acquisto della carta per i giornali ed entro il limite di spesa di 24 milioni di euro per il 2020, e di un nuovo regime di forfettizzazione per abbattere il peso dell’Iva sui giornali, che fa salire dall’80% al 95% la quota di forfettizzazione delle rese e lascia alle imprese maggiori risorse per 13 milioni di euro.

Credito d’imposta per i servizi digitali
Un credito d’imposta ad hoc per le testate editoriali online di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato. Il credito d’imposta per le testate edite in formato digitale è pari al 30 per cento della spesa sostenuta per comprare servizi di server, hosting e banda larga. La spesa complessiva per l’anno 2020 è pari a 8 milioni di euro.

Sostegno alla rete delle edicole
Il decreto Rilancio prosegue sulla scia del Cura Italia che aveva potenziato il credito di imposta per le edicole portandolo da 2mila a 4mila euro all’anno come copertura di spese prima non previste, tra cui quelle per la consegna a domicilio dei giornali. Il bonus fiscale era stato esteso anche alle imprese distributrici nei comuni fino a 5mila abitanti. Ora si rafforza l’intervento sulla rete di vendita dando agli edicolanti un bonus una tantum di 500 euro per i maggiori oneri correlati allo svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria. La spesa complessiva per il 2020 è pari a 7 milioni di euro.

Sostegni al reddito per i giornalisti precari (bonus partite Iva e autonomi)
Come previsto già con il decreto Cura Italia, prosegue con il dl Rilancio il bonus per autonomi e partite Iva riconosciuto anche ai giornalisti iscritti alla gestione separata dell’Inpgi con reddito inferiore ai 35mila euro nel 2018. Per il mese di aprile verrà confermata l’indennità di 600 euro mentre a maggio salirà a 1.000 euro ma solo per chi dimostrerà una riduzione del 33% degli introiti nel secondo bimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 a causa dell’emergenza sanitaria.

Garanzia dei contributi figurativi per i giornalisti in cassa “Covid”
Il provvedimento stabilisce che i giornalisti che usufruiscono della cassa integrazione in deroga con causale “Covid-19”  possano vedersi accreditata all’Inpgi la contribuzione figurativa “con piena valorizzazione a fini pensionistici”.

Inpgi
Ancora una proroga per l’Inpgi, chiamato dal decreto Milleproroghe a inviare al governo entro il 30 giugno un bilancio tecnico attuariale pena il commissariamento dell’istituto. Ai vertici viene dato ulteriore tempo fino al 31 dicembre prossimo. Nel provvedimento si legge che gli ulteriori 6 mesi servono per consentire al tavolo tecnico istituito da Palazzo Chigi di proseguire i lavori, rallentati a causa del Covid-19.

Semplificazioni per i pagamenti dei contributi diretti
Il dl Rilancio interviene anche per garantire l’ordinato pagamento del primo rateo dei contributi diretti a favore delle imprese editoriali, previsto entro il 31 maggio. Si stabilisce che la verifica della regolarità previdenziale e fiscale delle imprese beneficiarie avvenga solo al momento del saldo e si dispone che il il pagamento del rateo di maggio avvenga secondo una procedura semplificata.

Agenzie di stampa
Un’altra proroga, fino al 30 giugno 2021, riguarda i servizi di informazione primaria e in particolare i contratti in essere con la Presidenza del Consiglio. Come si ricorderà, i contratti erano già stati estesi fino al 31 dicembre prossimo grazie al decreto Milleproroghe per dare tempo al governo di optare per una nuova disciplina legislativa che superasse l’obbligo di gara deciso nel 2017 dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti.

COS’HA DETTO IL SOTTOSEGRETARIO MARTELLA

In questi mesi il settore dell’editoria è stato importantissimo per informare gli italiani svolgendo una funzione essenziale di pubblico servizio. La complessiva tenuta delle vendite e l’aumento degli accessi ai siti delle testate registrato nelle ultime settimane segnalano una attenzione dei lettori ma non attenuano gli effetti di una crisi che viene da lontano e che si è ulteriormente complicata con l’emergenza sanitaria” ha dichiarato in una nota il sottosegretario Martella all’indomani del varo del provvedimento. Per questo, ha aggiunto, “il decreto Rilancio, che punta a sostenere il Paese in uno dei momenti più difficili che abbia mai conosciuto, contiene un pacchetto di norme a sostegno del settore editoria per affrontare le criticità dovute a questo periodo di emergenza e anche per accompagnare il processo di modernizzazione in atto indispensabile per affrontare le nuove sfide”.

Martella ha ricordato “le prime misure emergenziali adottate con il decreto Cura Italia” evidenziando che ora “nuove e significative misure sono state introdotte a supporto della filiera della stampa che nel complesso valgono circa un centinaio di milioni di euro e rispondono ad un disegno complessivo di sostegno”.

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