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Elezioni Usa 2020: perché il voto postale tiene con il fiato sospeso gli Stati Uniti e il resto del mondo

voto postale

A causa della pandemia è record di voti per corrispondenza nelle elezioni Usa 2020. Trump odia i voti per posta perché la maggior parte sono stati (e probabilmente saranno) per i democratici. In caso di vittoria di Biden, si prevedono battaglie legali in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin

Il presidente uscente Donald Trump ha criticato i piani di espansione del voto postale nelle elezioni Usa 2020, sostenendo che esso porta a frodi diffuse. Ma quali prove ci sono?

IL RECORD DI VOTI POSTALI

Un numero record di americani ha votato per posta – sono almeno 84 milioni le persone che hanno scelto questa modalità di voto – e le autorità elettorali e il servizio postale sono stati messi a dura prova nell’elaborazione di milioni di schede supplementari. Questo è uno dei motivi per cui Trump ha sostenuto e continua a sostenere che il sistema è insicuro e suscettibile di manipolazioni.

PERCHÉ IL VOTO POSTALE TIENE CON IL FIATO SOSPESO GLI STATI UNITI. COME FUNZIONA

A tutti gli aventi diritto viene inviata la scheda per votare. Gli elettori poi possono riconsegnarla a mano o spedirla. Negli Stati di Washington, Oregon, Colorado, Utah e Hawaii, il voto via posta è il metodo principale. Secondo i dati Ansa/Corriere Tv, “finora il 45,5% di chi ha votato in anticipo era democratico, il 30,4% repubblicano e il 23,5% senza affiliazione. Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, iniziano a verificare le schede postali solo nel giorno del voto. Alcuni Stati, inoltre, accettano le schede che arrivano per posta dopo il giorno del voto, purché spedite entro il 3 novembre”. In caso di vittoria di Biden, si prevedono battaglie legali in Pennsylvania, Michigan, Wisconsin.

RISCHIO BROGLI PARI A ZERO

Numerosi studi nazionali e statali hanno dimostrato che, sebbene ci siano stati casi isolati, i brogli elettorali sono molto rari. Ci sono stati alcuni casi ben pubblicizzati, come le primarie del North Carolina del 2018, che sono state ripetute dopo che un consulente del candidato repubblicano aveva manomesso le schede elettorali. Ma il tasso di frode elettorale negli Stati Uniti è complessivamente inferiore allo 0,0009%, secondo uno studio del 2017 del Brennan Center for Justice. E il capo della Commissione Federale per le Elezioni, Ellen Weintraub, ha dichiarato: “Semplicemente non c’è nessuna base per la teoria della cospirazione che il voto per corrispondenza causi frodi”.

IL SISTEMA POSTALE PUÒ REGGERE?

Sebbene ci siano state pochissime prove di frodi, l’espansione senza precedenti del voto per corrispondenza in queste elezioni a causa della pandemia suggerisce che potrebbero esserci seri problemi di capacità in futuro. Trump ha aumentato la pressione, avvertendo i suoi milioni di follower sui social di “grandi problemi e discrepanze con le schede elettorali postali in tutti gli Stati Uniti”. Il Presidente uscente sperava di ricevere il risultato già il 3 novembre, ma il conteggio dei voti richiederà molto più tempo. Potrebbero volerci infatti fino a 5 o 6 giorni per le consegne (era possibile inviare il voto fino all’ultimo giorno utile) e il rischio che i voti postali non arrivino in tempo è reale. Infatti, non c’è un chiaro vincitore dopo la notte delle elezioni e probabilmente non ci sarà ancora per qualche giorno.

IL BUCO DI BILANCIO DI 160 MILIARDI DELLO US POSTAL SERVICE

Si teme che lo US Postal Service (Usps) – l’agenzia che si occupa di consegnare i voti espressi via posta – abbia difficoltà nel gestire l’enorme quantità di schede anche a causa dei problemi che sta affrontando, primo tra tutti i tagli al budget. I Democratici avevano spinto per dei finanziamenti, ma Trump li ha bloccati. Già ad agosto, lo Usps aveva registrato dei ritardi. Forse perché Louis DeJoy, direttore generale dello Usps, a luglio non solo ha smantellato varie macchine di smistamento della posta, ma ha anche tagliato gli straordinari e i viaggi di consegna. Se per i democratici è stato un modo di sabotare le elezioni da parte dell’attuale amministrazione, la risposta di Postmaster General è stata che si è trattato di scelte obbligate dovute a un buco di bilancio di 160 miliardi di dollari.

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