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Energia, tutte le ragioni dell’urgenza del capacity market

Si avvicina la data del 3 luglio, giorno ultimo entro il quale dovrà essere emanato il Decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico per confermare l’avvio del capacity market entro la fine del 2019

I giorni passano avvicinando sempre di più la data del 3 luglio, giorno ultimo entro il quale dovrà essere emanato il Decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico per confermare l’avvio del capacity market entro la fine del 2019 e lo svolgimento non solo dell’annunciata asta per la delivery 2022 ma anche per le delivery degli anni precedenti (2020 e 2021).

MANCA LA FIRMA DI DI MAIO, C’È TEMPO FINO AL 3 LUGLIO

Al momento il lavoro tecnico sul provvedimento, compreso il via libera di Bruxelles, è arrivato, manca solo la decisione politica in capo al ministro Luigi Di Maio da mettere nero su bianco. Ciò in uno scenario complessivo di sistema che punta sempre di più verso la decarbonizzazione con l’ausilio delle fonti rinnovabili, per loro stessa natura intermittenti, e non in grado su supportare adeguatamente il sistema elettrico che va, dunque, “aiutato” attraverso l’integrazione nei mercati dell’energia del capacity market.

SISTEMA ENERGETICO SOTTO STRESS, SI ASSOTTIGLIANO I MARGINI DI RISERVA

Una necessità ancora più evidente alla luce delle attuali temperature che, come tutti i momenti di picco caldi o freddi che siano, portano a stress il sistema energetico, già fortemente ridimensionato nei margini di riserva.

L’allarme lo aveva già lanciato già qualche mese fa il numero uno di Terna Luigi Ferraris in audizione di fronte alla commissione Attività produttive della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Pniec. In quell’occasione il manager aveva ricordato come nel periodo 2008-2018 si è assistito a una progressiva “decrescita della capacità termoelettrica” al punto tale da riscontrare alla fine della scorso anno “una capacità disponibile nell’ordine dei 58 GW a fronte dei 76 del 2013” anche grazie alle regole attuali che prevedono per il mercato della generazione una “priorità” al dispacciamento delle rinnovabili, riducendo le ore di funzionamento degli impianti termoelettrici.

“Ciò ha avuto come prima conseguenza una contrazione del margine di riserva nazionale, un dato importante che ci dice qual è il nostro margine di sicurezza per far fronte a situazioni di clima estremo o di cambiamento dell’assetto del sistema energetico del paese. I 7GW a fine 2018 rappresentano sostanzialmente l’import dall’estero. Evidentemente ciò ci dice che stiamo entrando in una fase in cui la sicurezza del sistema può essere sottoposta a rischi non irrilevanti”, profetizzava Ferraris.

LE TEMPERATURE ALTE DI QUESTI GIORNI STANNO PROVOCANDO PROBLEMI

E infatti proprio questa settimana, che ha registrato temperature vicine ai 40 gradi in tutto il paese, ha visto i consumi salire vicino ai 2000 MW, avvicinando i margini di riserva verso la sofferenza in particolare al Nord dove si sono riscontrati addirittura picchi negativi, con rischi di black out che, di fatto, finiscono per far dipende la loro comparsa o meno dall’import francese. E a chi si domanda se le rinnovabili possano risolvere il problema si deve rispondere in modo negativo perché i momento di stress del sistema potrebbero verificarsi in orari in cui le fonti pulite non producono a pieno regime, determinando quindi la necessità dell’importazione di energia dall’estero.

LO STRETTO RAPPORTO TRA CAPACITY MARKET E CARBONE

Da non dimenticare nemmeno il rapporto stretto che lega il capacity market con il phase out del carbone che il governo ha deciso di fissare al 2025. Come ricordava lo stesso Ferraris per traguardare l’obiettivo di chiusura del carbone a quella data “è necessario avviare il meccanismo di capacity market con urgenza in maniera tale da poter lanciare delle aste che consentano di far entrare in esercizio nuova capacità pulita entro il 2022-23, in tempo utile per il percorso utile di chiusura del carbone”. In questo senso Terna ha prospettato 1.250 MW di capacità a gas al Centro Sud e 3.000 MW di accumuli.

COS’È IL CAPACITY MARKET

In base alla normativa europea, il mercato della capacità è uno strumento di ultima istanza, da utilizzare dopo che sono state attivate tutte le misure necessarie che si sono rivelate insufficienti, per mettere a disposizione una certa capacità di produzione energetica per un certo periodo in cambio di una remunerazione. Lo strumento di mercato è dedicato ai titolari di impianti di generazione fossile (e anche rinnovabile) che mettono a disposizione di Terna, mediante asta indetta da Terna stessa, una determinata potenza produttiva nel medio termine, per essere in grado di coprire punte di carico in ogni zona della rete.

 

Articolo pubblicato da Energiaoltre.it

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