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I predatori (tra noi). Gianluigi Nuzzi racconta l’orrore dei nostri giorni

Predatori

Ecco cosa racconta il libro-reportage “I predatori (tra noi)” di Gianluigi Nuzzi 

Soldi, droga, stupri. Gianluigi Nuzzi, in “I predatori (tra noi)” (Rizzoli), racconta la deriva barbarica degli italiani. Diverse le storie che narrano l’orrore e gli orrori delle società odierna: un imprenditore, multimilionario,  droga ed approfitta delle ragazze. Lo stesso fa un imprenditore farmaceutico.  Un agente immobiliare versa benzodiazepine negli spritz di una coppia interessata all’acquisto di un box, e approfitta dello stato di semincoscienza della donna per sottoporla a giochi perversi. Giovani ragazzi usano alcolici e tranquillanti per stordire le amiche nei locali e costringerle ad atti sessuali di gruppo.

Nel libro, i dettagli ricavati da atti giudiziari inediti e da interviste esclusive con i protagonisti, rendono oggettiva tutta la brutalità degli episodi.

Le vicende di Alberto Genovese, su cui ci concentriamo, vengono narrate nel primo capitolo. Nelle prime pagine del reportage vengono  ricostruite e raccontate le vicende violente e sfrenate di un imprenditore multimilionario, Alberto Genovese, con il tocco di re Mida quando si tratta di portare al successo innovative startup digitali. Genovese ha un grande, imperdonabile, difetto: tratta le giovani ragazze come “bambole di pezza”.  Uomo senza scrupoli e violento, viene arrestato il 7 novembre 2020 per violenze sessuali, sequestro di persona e spaccio di droga. Egli stesso faceva uso di droghe e stupefacenti come cocaina e MDMA.

Dopo il suo arresto, la polizia scientifica ha trovato nel suo telefono più di 10mila video e quasi 500mila foto scattate a ragazze diverse, drogate, ammanettate e sodomatizzate. Egli scattava più di 300 foto al giorno e 30 video amatoriali per ogni settimana, ogni mese.

Gianluigi Nuzzi mette nero su bianco, senza filtri, tutto ciò che accadeva a Terrazza Sentimento a Milano o a Ibiza dove le ragazze, soprattutto modelle, partecipavano alle feste vip di Genovese. Nelle notti infinite le donne venivano stuprate e drogate, tanto da non ricordare nulla il giorno dopo. Solo dopo la denuncia di “Lorena” (Nome fittizio per mantenere la privacy) le altre ragazze comprendono e denunciano gli stessi abusi.

L’autore nel libro parla di “una malattia profonda e un cannibalismo sociale” dove nessuno sembra accorgersi di nulla, e di qualcuno che, per negligenza, fa finta di niente, ma anche di chi, per paura, preferisce tacere.  “La deriva barbarica degli italiani” viene resa e definita dagli stessi verbali delle forze dell’ordine, dagli atti giudiziari, dalle intercettazioni telefoniche, dalle inchieste e dalle testimonianze delle vittime: da qui emerge una società che alle feste organizzate da Genovese fa uso di droghe pesanti, quali ecstasy, cocaina, ketamina, e benzodiapezina la “droga dello stupro”. I predatori sono tra di noi, sottolinea Genovese.

Si possono dividere le fasi della vita di Genovese in tre fasi: il nerd, l’imprenditore e il predatore sessuale. Nel primo periodo lui subisce violenze e umiliazioni (Napoli – Stati Uniti). Il secondo periodo è quello dei successi lavorativi, mentre il terzo è tutto quello che è stato anche in passato ma che emerge dopo il suo arresto. Genovese non era un uomo isolato, ma aveva una vita sociale abbastanza attiva, sempre circondato da uomini, donne, imprenditori, manager, AD, dirigenti. Persone che non fanno mai sospettare di lui.

L’orrore nasconde altro orrore. Genovese confessa a Enrico Zanalda e Claudio Mencacci, gli psichiatri che lo seguono, che non ha avuto un’infanzia felice,che il suo rapporto con il padre è pessimo e che si vedono solo a Natale;  da bambino picchiava la madre e lui. L’imprenditore è cresciuto senza una figura maschile e ne ha sofferto molto. È molto legato alla madre, si sente in colpa ed ha vergogna perché “non si meritava un figlio in carcere”.

Quando si trasferì negli Stati Uniti con la famiglia, a scuola, Alberto Genovese  fu bullizzato perché italiano bianco, mentre a Napoli fu bullizzato perché aveva frequentato scuole americane.

Quando si trasferisce a Milano per studiare alla Bocconi cerca di riscattarsi, studiando notte e giorno. Si laurea  con 110 e lode. In pochissimo tempo diventa responsabile alla MCKinsey, i suoi ritmi lavorativi erano assurdi, ma diventa sempre più ricco, in pochissimo tempo.

Negli anni universitari conosce Alda, probabilmente la donna più importante che ha avuto.

Viene chiamato in Bain, società di consulenza strategica con sede a Boston ma con filiali in tutto il mondo: qui gli viene offerta la dirigenza. Lavora, in Italia, 7 giorni su 7 per 15 ore al giorno. Nel 2006 la sua ex capa in McKinsey si traferì in eBay, e a Genovese viene affidato l’incarico gestionale. Diventa imprenditore e fonda Assicurazione.it, sito di polizze auto. Arriverà a stipulare, in meno di 1 anno, 20.000 polizze.

Genovese ormai è diventato un vero e proprio imprenditore in giacca e cravatta, si dimette da eBay e cambia nome alla sua società in Facile.it, gli osservatori dicono che è una delle startup di successo. Nel 2014 vende Facile.it,per poi fondare Prima Assicurazione, un’agenzia digitale che distribuisce polizze RC auto, moto, furgoni di Great Lakes Insurance.

Al successo, però, si affianca anche una vita fatta di droga, alcool e perversione.

Alle donne che si sono ritrovate a fare i conti con uomini violenti e ripugnanti come Genovese Gianlugi Nuzzi dedica questo libro. Perchè non siano più prede di predatori spietati.

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