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Il ritorno della sindrome dell’Avana

Sindrome Dell'avana

La misteriosa malattia che ha colpito numerosi diplomatici e funzionari statunitensi a partire dal 2016 è arrivata adesso anche in Europa ed è tornata all’attenzione dell’amministrazione Biden. Ma che cos’è la sindrome dell’Avana?

Si è iniziato a parlare di sindrome dell’Avana nel 2016 quando alcuni diplomatici statunitensi e canadesi all’Avana, secondo quanto riportato da uno studio dell’Accademia nazionale delle scienze Usa, cominciarono a sentire un forte rumore, “accompagnato da dolore in una o entrambe le orecchie o in un’ampia regione della testa e, in alcuni casi, da una sensazione di pressione o vibrazione della testa, vertigini, seguite in alcuni casi da tintinnio, problemi visivi e difficoltà cognitive”. Adesso la sindrome è arrivata anche in Europa, per l’esattezza a Vienna.

I CASI PIÙ RECENTI

Come era già accaduto nella capitale cubana, il New Yorker ha scritto che alcune persone che lavorano nell’ambasciata statunitense a Vienna, lo scorso gennaio, sono state colpite dallo stesso improvviso e inspiegabile malessere: mal di testa, nausea, spossatezza, problemi a vista, udito ed equilibrio, e in alcuni casi problemi di memoria e difficoltà a concentrarsi.

Altri casi negli scorsi anni erano stati identificati anche in Russia, a Mosca, e in Cina, a Guangzhou. Le vittime sono sempre state diplomatici o funzionari di agenzie statunitensi.

LE CONSEGUENZE DELLA SINDROME

Le persone interessate dai disturbi sono state prese in cura e, a distanza di tre mesi dall’esposizione, le analisi hanno mostrato che c’erano ancora sintomi persistenti legati a problemi cognitivi, visivi, uditivi e di equilibrio. Nemmeno i disturbi del sonno e i mal di testa erano diminuiti, tanto che alcuni medici del Walter Reed National Military Medical Center sostengono che gli attacchi celebrali si cronicizzeranno e diventeranno talmente invalidanti da non escludere che possano essere addirittura causa di suicidio.

sindrome dell'avana

I DATI

Trattandosi anche di funzionari appartenenti ad agenzie come il dipartimento di Stato, la CIA e il Pentagono – per cui viene mantenuto il segreto – non si sa esattamente quanti siano i casi, ma un’indagine del New York Times stima che negli ultimi cinque anni se ne siano verificati più di 130.

LE IPOTESI

Per quanto l’amministrazione Biden stia indagando attraverso l’Intelligence Usa non si sa ancora con certezza cosa provochi la sindrome dell’Avana. Nel 2020, un rapporto commissionato dal dipartimento di Stato, era giunto alla conclusione che la causa “più plausibile” era l’esposizione “diretta e intermittente” a onde elettromagnetiche ad alta frequenza in grado di colpire il sistema nervoso.

I SOSPETTI

In mancanza di prove più concrete non sono ancora state avanzate accuse ma lo studio lascia intendere che il malessere sarebbe il risultato di un attacco volontario e di onde prodotte da comuni cellulari e microonde.

L’articolo del New Yorker sostiene, infine, che alti funzionari sia dell’amministrazione Trump che di quella di Biden sospettano che i responsabili siano i russi, e in particolare gli agenti che lavorano per l’intelligence militare russa. Al momento però non c’è nessuna prova che possa dimostrarlo e il tutto resta avvolto nel mistero.

Leggi anche: Navalny contro Putin. Costa sta succedendo in Russia? L’intervista ad Anna Zafesova

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