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Innovazione: cosa ha detto Il Ministro Pisano su Spid, Cloud e App IO

innovazione

La ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano in audizione in commissione Semplificazione. “In arrivo l’applicazione IO, presto impulso all’identità digitale, verso un’ottica di open innovation nella sanità”. E ancora: “Al Paese serve una strategia cloud”

Una strategia per la digitalizzazione del Paese di raccordo fra tutti i ministeri e che contribuisca alla crescita economica. È l’obiettivo su cui sta lavorando la ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, e di cui ha parlato in audizione in commissione Semplificazione. “Nella governance del nostro ministero – ha evidenziato – è stato reso ordinario quello che prima era straordinario. Tre anni fa è stato creato un commissario straordinario per la trasformazione digitale e quindi è iniziato il processo di digitalizzazione all’interno della pubblica amministrazione ma in modo straordinario. Con un ministro il Governo ha reso strutturale quello che prima era una prova di digitalizzazione. Per cui la nuova governance oggi presenta un ministro e un dipartimento che ha all’interno il team di trasformazione digitale”.

LA STRATEGIA DEL GOVERNO PER L’INNOVAZIONE

Come dicevamo, l’intervento della ministra Pisano è partito dagli intendimenti dell’esecutivo in materia. “Se da un lato avremmo il compito di creare una strategia e poi un’attuazione della digitalizzazione nel perimetro della Pubblica amministrazione, dall’altro dovremmo usare queste leve per fare in modo che il Paese cresca e abbia una strategia comune di raccordo tra tutti i ministeri per quanto riguarda l’innovazione. Uno dei nostri obiettivi principali — ha affermato — è fare in modo che tutta la pubblica amministrazione remi verso direttrici comuni sulla digitalizzazione e sull’innovazione. Quindi cercare di creare un raccordo all’interno della Pubblica amministrazione affinché enti locali e centrali abbiano una strategia comune”.

L’ITALIA E IL DIGITALE

Ma qual è lo stato della digitalizzazione nel nostro Paese? La ministra ha spiegato: “Il problema non è digitalizzare il numero dei servizi ma far usare questi servizi digitali da cittadini e imprese. È proprio là che l’Italia ha il gap più grosso: benché abbiamo una digitalizzazione simile a quella che ha l’Europa – ha evidenziato -, siamo intorno al 58% mentre l’Europa sta al 59%, il nostro grande problema è nella penetrazione, nell’uso dei servizi. Noi abbiamo il 23% di utilizzo dei servizi da parte dei cittadini, mentre l’Europa si attesta intorno al 50%”.

LA STRATEGIA CLOUD

Pisano ha tenuto a puntualizzare come occorra attivarsi per “sviluppare una strategia politica sul cloud”, fondamentale “per mettere in sicurezza le nostre procedure, servizi e dati critici e per avere un piano B che man mano cresce nel caso in cui il rischio geopolitica diventi più forte”. A tal riguardo ha detto che “è stato avviato un gruppo di lavoro con la presidenza del Consiglio, il Mef, il Mise, il ministero della Difesa, il ministero degli Interni con il quale si cerca di favorire l’adozione del cloud da parte delle pubbliche amministrazioni. Stiamo studiando una strategia anche cloud per mettere in sicurezza i servizi critici dal rischio geopolitico”.

PRESTO IN ARRIVO L’APP ‘IO’

Per quanto riguarda il rapporto diretto fra cittadini e imprese da una parte e lo Stato dall’altra la ministra ha parlato dell’aiuto che arriverà dall’applicazione IO la quale ”verrà lanciata nei prossimi mesi dell’anno attivando anche una parte di digitalizzazione della patente, della tessera sanitaria in modo che i nostri documenti si possano smaterializzare ed entrare all’interno del nostro cellulare”. Rispondendo alle domande della commissione ha poi specificato che l’applicazione è già pronta ma che si stanno digitalizzando i servizi perché si vuole lanciarla quando la si potrà utilizzare per diversi obiettivi in modo da capirne l’effettiva importanza.

L’IDENTITÀ DIGITALE E LA NOTIFICA DIGITALE

Altro tema rilevante è quello dell’identità digitale la cui “governance attuata fino ad oggi è stata non felice perché l’identità del cittadino era data da identity provider privati mentre l’identità del cittadino deve essere data dallo Stato. Quindi nella manovra abbiamo proposto un cambio di governance”. Inoltre, la responsabile dell’Innovazione ha tenuto a precisare che “il cittadino non deve pagare Spid, lo deve pagare lo Stato. Quindi abbiamo richiesto un budget affinché lo Stato possa iniziare a diffondere le credenziali Spid e a creare una rete di credenziali sempre attiva. Ovviamente per andare più veloce ci dobbiamo appoggiare a una rete di fornitori esterni”.

Sempre nella manovra attualmente al vaglio del Parlamento è stata fatta una proposta relativa alla notifica digitale. “Oggi le comunicazioni che hanno valore legale arrivano a casa per posta, questo comporta un grande dispendio di tempo, energia e soldi. Se le comunicazioni aventi valore legale potessero essere digitalizzate e inviate al domicilio digitale della pubblica amministrazione, del cittadino e delle imprese, sarebbero risolte molte problematiche” ha chiarito la ministra. Inoltre “abbiamo previsto una tutela per le persone che hanno problematiche nell’utilizzo di internet, quella di delegare persone di fiducia o il Caf. Dobbiamo iniziare, è vero che ci sono anziani nel nostro Paese ma se non iniziamo adesso non iniziamo più. La notifica digitale si deve fare. C’è una semplificazione nella procedura di notifica, un abbattimento dei costi per il cittadino e per la pubblica amministrazione, c’ è certezza della notifica e un contrasto a sistemi di elusione”.

IL COMITATO DI ESPERTI

Al dipartimento per l’Innovazione, inoltre, si sta dando vita a un comitato di esperti per avere una visione per quanto riguarda l’impatto sociale, la diversità, l’inclusione e l’etica. Il comitato si occuperà di “intelligenza artificiale e trasparenza dell’intelligenza artificiale, utilizzo dei dati e il riuscire a dare la sovranità e la sicurezza dei dati che girano intorno al cittadino, l’utilizzo di internet“. Insomma, ha sintetizzato Pisano, “stiamo cercando di fare in modo che si creino intorno alla pubblica amministrazione delle linee guida per quanto riguarda la tecnologia e l’etica”.

L’IMPORTANZA DELL’OPEN INNOVATION NELLA SANITÀ

Un capitolo a parte Pisano l’ha voluto riservare alla sanità. “Andremo nella direzione di utilizzo degli strumenti di semplificazione anche nella sanità — ha detto —. Pago Pa potrebbe essere l’unico mezzo di pagamento per tutte le prestazioni sanitarie; Spid l’identità digitale per accedere a tutti i servizi della sanità, mentre all’interno dell’applicazione IO troveremo tutti i servizi che servono nei rapporti con la sanità. È importante all’interno della sanità muoverci in un’ottica di open innovation e quindi puntare sullo sviluppo di una base dati sanitari che possa abilitare la ricerca e l’innovazione in modo sicuro”.

Inoltre “oggi la ricerca ha bisogno di tanti dati per andare avanti nel campo sanitario. È giusto iniziare a provare a vedere se riusciamo ad avere una condivisione di dati per migliorare la ricerca all’interno del nostro Paese. Avere degli standard all’interno del mondo pubblico — ha concluso la ministra — migliora anche il mondo privato e quindi riuscire a fare integrazione tra Spid, IO, Pago Pa, fa in modo che ci sarà anche un miglioramento anche del comparto della sanità privata”.

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