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Insetti, ora è possibile mangiarli pure in Europa. Cosa sapere

insetti

Pronti a trovare scritto nel menù “vermi della farina gialli” essiccati tra gli ingredienti o come spuntino? Gli Stati membri Ue hanno approvato la proposta della Commissione europea che chiedeva di immettere gli insetti come nuovi alimenti sul mercato. Ma oltre alle larve gialle del tenebrione mugnaio ci sono anche altre specie sotto esame

Il “cibo del futuro” – gli insetti – sarà tra poco sulle tavole europee. Via libera dagli Stati membri che hanno approvato una proposta della Commissione europea che consente l’uso di vermi della farina gialli essiccati come nuovo alimento.

Si tratta, in particolare, delle larve del coleottero Tenebrio molitor, noto anche come “tarma della farina” o “tenebrione mugnaio”; ma l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sta esaminando anche richieste su grilli e cavallette per determinare se siano adatti al consumo.

IL NUOVO CIBO SOSTENIBILE

È la prima vera autorizzazione a immettere gli insetti come nuovi alimenti sul mercato dell’Ue e arriva dopo una rigorosa valutazione scientifica da parte dell’Efsa – che ha sede a Parma, proprio in uno dei tanti luoghi italiani famoso per svariate specialità culinarie.

Il nuovo alimento – fonte di cibo potenzialmente sostenibile e a basse emissioni di carbonio – può essere utilizzato sia come insetto essiccato intero per uno spuntino che come ingrediente in numerosi prodotti alimentari, ad esempio polvere in prodotti proteici, biscotti o prodotti a base di pasta. Lo aveva concluso a gennaio l’Efsa a seguito di una valutazione fatta su richiesta dell’azienda francese di allevamento di insetti Agronutris.

“La strategia Farm to Fork – si legge in una nota della Commissione – identifica gli insetti come una fonte proteica alternativa che può supportare la transizione dell’Ue verso un sistema alimentare più sostenibile. Milioni di persone consumano già insetti ogni giorno”. Si stima, infatti, che un migliaio di specie vengano consumate in Africa, Asia e America Latina. Inoltre, “la Fao qualifica gli insetti come una fonte di cibo sana e altamente nutriente, ricca di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali”.

PRO E CONTRO

Gli esperti fanno sapere che data l’elevata composizione di proteine e fibre, “non ci sono svantaggi nutrizionali nel loro consumo”, ma sono necessarie ulteriori ricerche su possibili reazioni allergiche che potrebbero verificarsi nelle persone con allergie ai crostacei e agli acari della polvere.

Aumentare gli allevamenti di insetti nell’Ue potrebbe avere risvolti positivi per l’ambiente, ma per il momento tra gli Stati membri se ne riescono a produrre solo poche migliaia di tonnellate all’anno che vengono solitamente utilizzate per nutrire gli animali da allevamento, in particolare il pesce.

A CHI NON PIACE L’IDEA

“Insetti? No, grazie”. A dirlo, secondo i dati riportati da Coldiretti, è la maggior parte degli italiani (54%) che li considera estranei alla cultura alimentare nazionale e non offrirebbe mai ai propri ospiti la larva gialla della farina, né essiccata termicamente né intera o sotto forma di farina.

La possibilità di commercializzare insetti a scopo alimentare è resa possibile in Europa dall’entrata in vigore dal 1° gennaio 2018 del regolamento Ue sui “novel food” che permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da Paesi terzi.

Coldiretti, così come Federcuochi, sostiene inoltre che al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla nostra cultura, l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità considerato che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari.

Leggi anche: Quanto cibo sprechiamo ogni giorno a tavola?

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