Nasce ITabloid, la nuova testata dell’Associazione Giornaliste Italiane dedicata a diritti femminili e green. Ecco a chi è affidato il progetto editoriale e quale sarà la sua linea
In un momento di profondo riassetto per l’editoria italiana – con diverse trattative chiuse o in corso per alcuni dei principali quotidiani – è arrivato nei giorni scorsi l’annuncio della nascita di una nuova testata digitale. Si chiama ITabloid ed è una creatura dell’Associazione Giornaliste Italiane. Pur presentandosi come voce libera e indipendente, il giornale sembra già nelle grazie dell’attuale maggioranza, o almeno così si evince dalle dichiarazioni di giubilo con cui diversi esponenti politici – segnatamente: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Adolfo Urso – hanno accolto la buona novella. Cosa aspettarsi quindi da questo nuovo progetto editoriale? Ecco una panoramica su chi c’è dietro e sui primi contenuti per capire come e dove si posizionerà.
CHI EDITA ITABLOID
L’editore e fondatore di ITabloid è l’Associazione Giornaliste Italiane, presieduta da Paola Ferazzoli. Ferazzoli è giornalista di Rai International e fa parte da tempo della squadra di Porta a Porta. Di lei si ricorderà il caso esploso l’anno scorso, quando fu esclusa dall’audizione sulla libertà di stampa alla Commissione LIBE del Parlamento europeo, insieme a Tommaso Cerno e all’associazione Pro Vita.
La direttrice è Mikaela Zanzi, Responsabile Marketing Digitale di XPublishing e collaboratrice di Italia Report Usa, quotidiano diretto da Enza Michienzi, candidata al Senato con il Pdl (Partito delle Libertà) nel 2013. A rivestire il ruolo di direttrice editoriale c’è invece Elisabetta Mancini, giornalista di Askanews e socia fondatrice di Giornaliste Italiane. La redazione è composta prevalentemente da giornaliste professioniste appartenenti all’associazione.
COSA FA GIORNALISTE ITALIANE
ITabloid è un progetto di Giornaliste Italiane, di conseguenza, poggia su finanziamenti che derivano dalle attività dell’associazione, partnership e pubblicità (gestite tramite i contatti ufficiali dell’associazione). Ma di cosa si occupa l’associazione? La pagina “chi siamo” del sito specifica che Giornaliste italiane nasce con l’intento di promuovere azioni mirate alla valorizzazione delle donne, alla crescita in tutti i campi professionali e al raggiungimento di una piena parità di genere.
ITABLOID, UNA TESTATA FEMMINISTA?
Si tratta quindi di una testata femminista? Alt: l’associazione mira a promuovere la gender equality, ma sembra fissare dei limiti. “L’associazione ha l’ambizione di diventare un manifesto culturale – si legge nella sezione Chi siamo – per tutte le giornaliste libere: libere dalle appartenenze, libere dai pregiudizi, libere dalle catene del conformismo linguistico-culturale del politicamente corretto e dalle relative derive censorie e persecutorie”. Parole che nascondono una (neanche troppo) velata critica alla cultura “del politicamente corretto”, che ricorda alcune battaglie care alla destra italiana.
CHE COS’È E COSA PUBBLICA ITABLOID: UNO SGUARDO AI CONTENUTI
E veniamo al merito della testata. Il nuovo periodico digitale, nelle parole delle promotrici, “sceglie di misurarsi con il presente senza rinunciare alla profondità del racconto”. Dietro la scelta delle notizie, uno “sguardo femminile” che metta al centro professionalità e creatività, distaccandosi dalla frenesia dell’informazione “usa e getta”.
Un rapido sguardo ai contenuti non può che confermare il focus sull’empowerment femminile e un imprinting votato alla narrazione positiva. La proposta di articoli vede vari approfondimenti sulla condizione della donna a 360°, dal gender gap alla parità occupazionale, passando per le storie di eccellenza al femminile. Ampio spazio, per esempio, ai successi delle atlete alle Olimpiadi e alle storie di emancipazione – le sigaraie, le distillatrici -, il tutto declinato in chiave Made in Italy.
La politica sì, ma senza buttarsi nell’arena: si veda ad esempio l’articolo che appaia Giorgia Meloni ed Elly Schlein in quanto “archetipi femminili che ridefiniscono i confini del ruolo pubblico della donna”: soggetti, e non oggetti, pur nel quadro di una “femminilità mascolinizzata”, che non sarebbe “un difetto, né un tradimento del genere”, ma “una strategia”.
VOCAZIONE “ITALICA” E GREEN
La testata si segnala però anche per una forte vocazione “italica”, come suggeriscono le categorie Eccelsa, Italica e Lo Stivale, il continuo richiamo grafico al tricolore e l’approccio di generale vicinanza alle istituzioni anche nella proposta di notizie, testimoniato dall’intervista alla ministra Marina Calderone a cura di Paola Ferazzoli, che campeggia oggi in apertura.
Poi le battaglie green, con una sezione dedicata, e di spalla rubriche di approfondimento su salute e benessere, un mix di analisi scientifica e riflessioni editoriali, dagli sviluppi tecnologici alla psicologia quotidiana. Infine, i consigli di libri per chi cerca storie di donne, ma anche soluzioni per interagire con le nuove generazioni e i loro problemi, quindi “La psicologia pop” di Cesare Cremonini e l'”Antropologia degli algoritmi” per tenersi aggiornate.


