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Matrimoni precoci e spose bambine, una piaga internazionale che peggiora col Covid

Matrimoni Precoci Spose Bambine

Prima della pandemia erano 100 milioni i matrimoni precoci previsti entro il 2030, adesso l’Unicef stima un aumento del 10% di spose bambine, con un picco previsto tra il 2021 e il 2024

Il segretario generale Onu, Antonio Guterres, aveva avvertito, adesso arriva il report dell’Unicef a confermarlo. Nella settimana dell’8 marzo, l’ente delle Nazioni Unite per l’infanzia lancia l’allarme sul drammatico aumento dei matrimoni precoci e delle spose bambine come conseguenza della pandemia.

IL COVID HA SPAZZATO VIA I PROGRESSI FATTI

10 milioni di spose bambine in più, è questa la stima che si legge nel report Covid-19: A threat to progress against child marriage. Certo, i numeri erano preoccupanti già prima dell’emergenza sanitaria, ma adesso quei passi in avanti che erano stati fatti sono stati cancellati dal virus.

“Il Covid per milioni di ragazze ha peggiorato una situazione già difficile. Scuole chiuse, isolamento da amici e reti di supporto, e crescente povertà hanno aggiunto benzina su un fuoco che il mondo stava cercando di spegnere”, ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef. Prima della crisi le bambine a rischio di matrimonio precoce entro il 2030 erano 100 milioni, cifra che ora aumenterà del 10%, con un picco previsto tra il 2021 e il 2024.

Leggi anche: Razzismo, violenza sulle donne, abbandono scolastico: col Covid gli ultimi stanno ancora peggio

Negli ultimi 10 anni, grazie al lavoro di organizzazioni umanitarie come Unicef o Amnesty International, la percentuale di giovani donne su scala globale che sono state date in sposa da bambine è diminuita del 15%, passando da 1 su 4 a 1 su 5, che corrisponde circa a 25 milioni di matrimoni evitati.

I PAESI PIÙ A RISCHIO

La mancanza di istruzione unita alla perdita del lavoro e alla crescente insicurezza economica potrebbero spingere, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, le famiglie a far sposare le loro figlie per alleggerire la pressione economica, vendendole o organizzando matrimoni con uomini più ricchi.

Una violazione dei diritti umani per il diritto internazionale, ma che in alcuni Paesi accade ancora troppo spesso. Circa 650 milioni tra donne e ragazze sono state vittime di matrimoni forzati, ovvero tra una minore e un adulto. La metà di questi è avvenuta in India, Bangladesh, Brasile, Etiopia e Nigeria.

COSA SI PUÒ ANCORA FARE

Tuttavia, il report afferma anche che è ancora possibile impedire l’aumento previsto con interventi sociali come politiche statali che aiutino le famiglie e la ripresa di servizi di assistenza. Ma a fare la differenza è la riapertura delle scuole come ha ricordato Fore: “A un anno dalla pandemia, azioni immediate sono necessarie per alleviarne il peso sulle ragazze e sulle loro famiglie. Riaprendo le scuole, implementando leggi e politiche efficaci, assicurando accesso a servizi sanitari e sociali – compresi i servizi sulla salute sessuale e riproduttiva – e fornendo misure complete di protezione sociale alle famiglie, possiamo significativamente ridurre il rischio che la loro infanzia venga rubata da un matrimonio precoce”.

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