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Migranti, cosa ha fatto e cosa ha detto Piantedosi al G7

Piantedosi

A margine del G7 si è anche parlato di migranti…

L’Italia non agirà da sola sui migranti e si atterrà alle regole europee. Il ministro Matteo Piantedosi lo avrebbe ripetuto “più volte” nella bilaterale con la tedesca Nancy Faeser al G7 dei ministri dell’interno in Germania. Gli incontri a questo G7 sono stati l’occasione per “constatare forti convergenze” con Faeser e con la commissaria europea Ylva Johansson. Mentre con la Francia il ministro chiarisce che presto ci sarà un chiarimento.  Al vertice i migranti in realtà non sono in agenda, le sessioni di lavoro principali vertono sui rischi alla sicurezza interna provocati dalla guerra in Ucraina. A margine, però, dopo le forti polemiche dei giorni scorsi, di migrazione si è molto discusso. Grande assente è proprio la Francia, con la disdetta di Gerald Dermanin trattenuto a Parigi. Ma proprio con la Germania, a fronte del rischio di isolamento dovuto alla vicenda della Ocean Viking, sembra che una linea si trovi: con Faeser che ha ribadito il rispetto tedesco del meccanismo di solidarietà a fronte delle garanzie avute dal ministro del governo Meloni.

Della questione della responsabilità degli stati sulle navi delle ong invece non si è parlato. Roma, dal canto suo, è pronta a dare il suo contributo al piano di azione sui migranti: con controlli sugli ingressi irregolari, e meccanismi più efficaci nei rimpatri. Anche la data della riunione europea sui migranti il prossimo 25 novembre viene salutata come un buon risultato per l’Italia. A Eltville c’è spazio anche per altri dossier. Italia e Germania vogliono collaborare a fondo nella lotta alla criminalità organizzata, nel contrasto alla droga e al riciclaggio di denaro. Dal summit dei sette, che continuerà oggi, dovrebbero uscire poi proposte per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza interna. Nel documento finale si affronterà il tema dei rischi delle infrastrutture strategiche e della cybersicurezza. Nella giornata di ieri è stato affrontato anche il nodo delle fake news e delle narrative che influenzano le opinioni pubbliche nell’occidente, con esplicito riferimento anche all’azione di disturbo di Russia today.

(Estratto da un approfondimento di Nomos)

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