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Migranti, cosa succede (davvero) tra Italia e Francia

Ong Migranti

Sale la tensione sui migranti tra Italia e Francia, che promette delle rivendicazioni. Il Governo Meloni, però, non ci sta e risponde con i numeri di coloro che sono stati accolti fino ad oggi. La ricostruzione

Non si placa la tensione tra Italia e Francia sulla questione migranti e navi Ong. Dopo 48 ore di accuse reciproche, la Ocean Viking di Sos Méditerranée sarà accolta dalla Francia e arriverà venerdì al porto di Tolone.  Un terzo dei passeggeri sarà “ricollocato” in Francia, secondo quanto affermato dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, che ha specificato che quella odierna è una decisione “in via eccezionale”.

Contestualmente, la Francia ha anche annunciato di non essere più disposta a prendere dall’Italia i circa 3.500 migranti che avrebbero dovuto essere ridistribuiti secondo il piano di ricollocamenti attualmente in vigore in Europa. Ma in Italia, i migranti sbarcati da fino ad oggi sono 89.526.

Andiamo per gradi.

L’annuncio dello sbarco a Marsiglia dei migranti

Facciamo un passo indietro. Al sette novembre. La nave Ocean Viking, con a bordo 234 migranti, nelle scorse ore aveva lasciato le acque limitrofe alla penisola italiana per sbarcare a Marsiglia, come annunciato dalle stesse autorità francesi all’Ansa.

“Lo sbarco a Marsiglia si svolgerà sotto la supervisione della Prefettura. Saranno fatti scendere tutti i migranti dalla nave e poi registrati come richiedenti asilo”. spiegavano fonti del ministero dell’Interno francese. “Ci stiamo preparando come se la nave dovesse arrivare nelle prossime ore”.

La decisione francese di aprire il porto di Marsiglia alla Ocean Viking sarebbe stata presa dopo un colloquio avvenuto lunedì sera tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il capo dello stato francese, Emmanuel Macron.

La nota di Palazzo Chigi

Nella serata del 7 novembre,  è giunta da Palazzo Chigi una nota di apprezzamento verso il governo francese.

“Esprimiamo il nostro sentito apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria, fino ad oggi rimasta sulle spalle dell’Italia e di pochi altri stati del Mediterraneo, aprendo i porti alla nave Ocean Viking”, si leggeva nella nota. È importante “proseguire in questa linea di collaborazione europea con gli Stati più esposti per la loro collocazione geografica, così da trovare una soluzione condivisa e comune, per fermare la tratta degli esseri umani e gestire in modo legale ed equilibrato il fenomeno migratorio che ha assunto dimensioni epocali. L’emergenza immigrazione è un tema europeo e come tale deve essere affrontato, nel pieno rispetto dei diritti umani e del principio di legalità”, continuava la nota.

La Francia attacca l’Italia

Ma la nota non è piaciuta alla Francia, che ha accusato l’Italia di non saper gestire le relazioni.

E così, già il mattino dell’8, il portavoce del governo francese, Olivier Véran, ha sostenuto: “L’Italia deve svolgere il suo ruolo e rispettare gli impegni europei accogliendo la nave Ocean Viking su cui sono bloccati centinaia di migranti. L’attuale atteggiamento del governo italiano, e in particolare le dichiarazioni e il rifiuto di far attraccare questa barca è inaccettabile”.

Le parole del Ministro dell’Interno francese Darmanin

La situazione è precipitata oggi. Il Governo francese ha scelto di far approdare la nave a Tolone, ma non ha risparmiato le minacce al nostro Paese.

“È il governo italiano che ci rimetterà poiché noi eravamo impegnati con la Germania a ricollocare 3.500 persone entro l’estate del 2023, persone che sarebbero arrivate in Italia, in particolare in base al diritto marittimo. Se noi accogliamo questi 234 migranti non rilocalizzeremo nessuna delle persone che ci eravamo impegnati ad accogliere nelle prossime settimane”, ha detto il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin.

Conseguenze per l’Italia

“È evidente – ha continuato Darmanin – che con effetto immediato la Francia sospende l’insieme dei ricollocamenti di 3.500 rifugiati a beneficio dell’Italia e chiede a tutti gli altri partecipanti al Meccanismo europeo, in particolare alla Germania, di fare lo stesso. Le nuove autorità italiane hanno fatto la scelta incomprensibile di non rispondere alle diverse richieste di assistenza rivolte dalla nave”.

“Ci saranno conseguenze estremamente forti nelle relazioni bilaterali” e nei rapporti dell’Italia con l’Ue, aggiunge ancora il ministro.

Meloni: rispettiamo le regole

Sembrano essere state vane, dunque, le parole di Giorgia Meloni: “Il governo italiano sta rispettando tutte le convenzioni internazionali”, aveva detto il Presidente del Consiglio dei Ministri rispondendo alla Francia (e all’Europa).

La situazione a Lampedusa

E nel frattempo, continuano gli sbarchi a Lampedusa. Nella notte passata, sono giunti 118 migranti su tre barchini (su uno di questi è stato trovato anche il cadavere di un neonato di 20 giorni originario della Costa d’Avorio), che si aggiungono ai 552 approdati ieri sull’isola siciliana. L’hotspot conta 1.300 persone e la Prefettura di Agrigento ha disposto per oggi il trasferimento di 360 di loro.

Mulé: contributo minimo da Francia e Germania sulla questione

Numeri, quelli sopra, che rappresentano solo la punta di un icerbeg. E a spiegarlo, sempre in numeri, è il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè: “La Francia sta dando una mano all’Italia insieme alla Germania per la redistribuzione dei migranti, in base a un accordo del giugno di quest’anno, per cui la Francia accoglie 3500 migranti, la Germania  altri 3500 e l’Italia 3500. Voi sapete, e vi do i dati del ministero dell’Interno, qual è il numero di migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio al 10 novembre, cioè oggi? Sono 89526. Quindi, redistribuire 7000 migranti su 89.000 significa togliere una goccia dal mare e non risolvere il problema”.

Fazzolari: ricollocamenti? In Francia solo 38 persone quest’anno

Anche Giovanbattista Fazzolari da qualche numero. “Le dichiarazioni del ministro francese stanno dando una pessima immagine della Francia, non certo dell’Italia: invitano a non rispettare i ricollocamenti ma la Francia quest’anno ha ricollocato 38 persone e sta in sostanza dicendo che l’Italia deve accettare una situazione di illegalità e cioè accogliere senza nessun motivo tutte le navi Ong che arrivano perché non le può prendere la Francia”, ha detto il sottosegretario a Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari, sottolineando che “questo comportamento totalmente scomposto della Francia lascia un po’ perplessi, in questi giorni sono sbarcate in Italia centinaia di altre persone”, ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Piantedosi: reazione Francia esagerata

E sono proprio i numeri a spingere le decisioni e le dichiarazioni del Ministro degli Interni, Piantedosi: “La reazione che la Francia sta avendo di fronte alla richiesta di dare accoglienza a 234 migranti – quando l’Italia ne ha accolti 90 mila solo quest’anno – è totalmente incomprensibile di fronte ai continui richiami alla solidarietà dovuta a queste persone.

“Ma questo – aggiunge Piantedosi – dimostra anche quanto la postura delle altre nazioni di fronte all’immigrazione illegale sia ferma e determinata. Quello che non capiamo è in ragione di cosa l’Italia dovrebbe accettare di buon grado qualcosa che gli altri non sono disposti ad accettare”.

Tajani: è giusto difendere confini

Sulla questione è intervenuto anche il ministro Tajani: “Noi continuiamo a lavorare e a difendere le ragioni dell’Italia: non è scritto da nessuna parte che debbano venire tutti da noi. Noi siamo pronti ad accogliere ma non è che dobbiamo comunque aprire le frontiere. Bisogna affrontare la questione con grande serenità ma dobbiamo difendere gli interessi dell’Italia”.

E anche Calenda condanna comportamento Francia

A condannare il comportamento della Francia anche il leader di Azione, Carlo Calenda: “La Francia sbaglia, contribuendo ad aumentare la tensione su una questione, l’immigrazione, dove nessuno stato europeo può dare patenti agli altri”.

 

 

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